Il Cinema Bulgaro e i suoi attori

Il 13 gennaio 1915 al Teatro Moderno fu proiettato il primo film bulgaro e precisamente “Balgaran e galant” (Il bulgaraccio è galante), interpretato e diretto da Vasil Ghendov. Una pellicola purtroppo andata perduta negli anni ‘40 che narrava la storia di un tipico uomo comune bulgaro, rozzo e ingenuo, innamorato di una giovane signora e intento a conquistarne i favori. Allo stesso autore dobbiamo altre opere di vario genere, come la commedia romantica Ljubovta e ludost (1917, L’amore è follia), il fantastico Djavolăt v Sofija (1921, Il diavolo a Sofia), lo spionistico Voenni dejstvija v mirno vreme (1922, Azioni di guerra in tempo di pace) e ulteriori titoli a dimostranza di una grande prolificità. Nonostante ci fosse qualche eccezione, però, il Cinema Bulgaro non presentò grandi innovazioni nei suoi primi anni di sviluppo e per un lungo periodo successivo. Prima della Seconda Guerra Mondiale ci furono alcuni presupposti di risveglio produttivo, tanto che nel 1942 Christian Cankov realizzò Izpitanie (La prova), film selezionato per la Mostra del cinema di Venezia, ma gli anni bellici rallentarono il processo notevolmente. Dopo la guerra, infatti, avvenne la trasformazione istituzionale del Paese da monarchia in repubblica e, in seguito alla vittoria delle elezioni del partito comunista, il cinema divenne solo un’arma di propaganda e nazionalizzazione e dobbiamo arrivare alla fine degli anni Cinquanta per vedere comparire le prime opere ‘dissidenti’, che, ovviamente, subirono grande ostruzionismo. Qualche momento di vitalità si cominciò comunque a intravedere all’inizio degli anni Sessanta con gli echi delle nouvelle vagues europee. Il cinema bulgaro abbandonò momentaneamente le produzioni storiche per affrontare il presente con la rappresentazione della quotidianità del cittadino medio e il suo difficile rapporto con la società ed emersero altri film politici che ebbero anch’essi numerosi problemi con il governo.

Ma negli anni Settanta il cinema bulgaro riuscì finalmente ad avere la sua stagione di maggiore vitalità, grazie a registi in grado di portare un profondo rinnovamento: Metodi Andonov (Kozijat rog, 1972, Il corno di capra, il film bulgaro più noto nel suo Paese e all’estero); Eduard Zachariev (Prebrojavane na divite zajci, 1971, Il censimento delle lepri selvatiche; Vilna zona, 1975, La zona di Vilna; Măžki vremena, 1977, Tempi da uomini); Ljudmil Kirkov (Momčeto si otiva, 1972, Il bambino se ne va; Seljaninăt s koleloto, 1975, Il contadino con la bicicletta); Ivan Terziev (Măže bez rabota, 1973, Uomini senza lavoro; Silna voda, 1975, L’acqua potente); Georgi Djulgerov (Avantaž, 1977, A sbafo; Trampa, 1978, Baratto). Tali opere però non riuscirono a varcare i confini nazionali, se non per essere presentate nei festival, e rimasero quindi poco note alla critica internazionale. Inoltre la politica si mise nuovamente in mezzo allo sviluppo cinematografico e gli anni Ottanta videro tornare il cinema in totale asservimento al regime. Non ci sono altri momenti di gloria e anzi nel 1992 emerse un’altra crisi del cinema, causata dalla mancanza di fondi e dal disinteresse del pubblico verso i film bulgari, che vede pochissimi autori, come Zachariev (Zakăsnjalo pălnolunie, 1995, Plenilunio tardivo), Rumjana Petkova (Razgovor s ptici, 1997, Conversazione con gli uccelli) e Andrej Slabakov (Wagner, 1998), distinguersi in un decennio sempre più povero di proposte. Il cinema bulgaro ha continuato a vivere in un isolamento progressivo che gli ha impedito di farsi conoscere a livello internazionale. Non è un caso che non esistano opere bulgare che abbiano avuto importanti riconoscimenti nei maggiori festival internazionali (J. Terziev, Cinema bulgaro, in Storia del cinema mondiale, a cura di G.P. Brunetta, 3° vol., L’Europa: Le cinematografie nazionali).

C’è da dire, però, che anche tenendo presente una difficoltà di arrivo negli altri paesi del lavoro cinematografico bulgaro, ci sono stati vari tentativi di integrazione, soprattutto in Europa: soltanto nel 2015 si è festeggiata la Festa del cinema bulgaro a Roma, dove sono stati proposti diversi titoli, dimostrando un interesse che fa ben sperare. Come al solito, comunque, concludo con una bella lista di attori noti anche all’estero che hanno origini bulgare, o che sono proprio nati qui, anche se in questo caso non figurano nomi altisonanti, se non quello di Nina Dobrev, bella attrice di The Vampire Diaries, che adesso ha preso il via verso il mondo del Cinema, che è nata a Sofia nel 1989. Abbiamo poi Zachary Baharov, che abbiamo visto in Monuments Men e in un episodio di Game of Thrones, e Stanislav Ianevski, che potrete ricordare nei panni di Krum in Harry Potter e il Calice di Fuoco.

– Lidia Marino –  

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