I plagi musicali – le 5 più grandi copiature

I plagi musicali sono visti, dalla comunità, come una piaga. Per altri è un ricircolo di idee. C’è chi non lo fa apposta, chi utilizza un riff di un altro pezzo solo perché ce l’ha nelle orecchie e c’è chi, invece, basa il proprio pezzo apertamente su un altro. Ci sono canzoni che si assomigliano del tutto e altri che, invece, hanno la stessa melodia, rimanendo due pezzi completamente differenti. Troveremo motivetti di opere liriche risuonare in un pezzo metal, magari più veloce o troveremo due pezzi completamente uguali, se non per le parole. Ma bando alle ciance, vediamone cinque.

TRE PAROLE (VALERIA ROSSI) E TORN (NATALIE IMBRUGLIA)

01Prendete l’inizio di Torn con gli accordi suonati aperti da una chitarra acustica e poi l’inizio ritmato – sempre della chitarra – che sancisce il pezzo della canzone. Parliamo del 1997 quando Natalie Imbruglia ritorna sulle scene con questo nuovo singolo. L’estate del 2001, invece, viene invasa dal tormentone di Tre parole, cantata da Valeria Rossi – svanita nel nulla dopo questa canzone – e da tutti gli adolescenti di quell’anno. Ma sentite gli accordi suonati aperti da una chitarra acustica e poi l’inizio ritmato… non vi ricorda qualcosa?

QUALE SENSO ABBIAMO NOI (ZUCCHERO) E SUNSHINE (ALBERT ONE)

02Diciamo che la carriera di Zucchero è puntellata da pezzi che ne ricordano altri. Diciamo cheAlbert One non è proprio un cantante conosciutissimo. Albert One è il nome d’arte di un cantante pavese di nome Alberto Caprani, che utilizzò, negli anni ’80, questo pseudonimo scimmiottando l’accrescitivo Albertone. Nonostante sia stato un noto dj degli anni ’80, il suo pezzo Sunshine è del 2003. Sentite il ritornello. Sentitelo bene. Fatto? Bene. Ora andiamo a sentire il ritornello di Quale senso abbiamo noi. Quest’ultimo pezzo è del 2013, scritto da Zucchero. Anche se, sentendo il ritornello, non ne sarete più tanto sicuri.

DOS MOU PISO TIN KARDIA MOU (GIANNIS PLOUTARHOS) E TANTA VOGLIA DI LEI (I POOH)

03Intanto diciamo subito chi sia Giannis Ploutarhos. Non sentitevi in colpa se non lo conoscete: Giannis è un famoso cantantautore greco, famoso soprattutto nella sua patria dove spopola con 11 album e anche un gratest hits. Ma tra i suoi svariati pezzi famosi, sentiamo Dos mou piso tin kardia mou (che letteralmente vuol dire Ridammi indietro il mio cuore) scritta nel 2009. Sentiamola e riflettiamo. Andiamo indietro nel tempo, nel lontano 1971. In quegli anni esce il quarto album dei Pooh, chiamato Opera Prima, che contiene la straziante (e anche un po’ maschilista) canzone Tanta voglia di lei. Non vi ricorda qualcosa?

A TE (JOVANOTTI) E A LA PRIMERA PERSONA (ALEJANDRO SANZ)

04Diciamolo: la voce rauca – ma, a mio avviso, poetica – di Alejandro Sanchez Pizarro non è mai arrivata in Italia, ma è rimasta in spagna dove spopola da ormai parecchi anni. Musicista e cantautore pop, la sua discografia conta ben 13 album e tantissimi concerti pieni di fan. Nel 2006 scrisse A la primera persona, una richiesta di aiuto verso una persona ipotetica, ma comunque struggente nella sua cupezza. Un anno dopo, con la stessa musica e la stessa melodia, esce A te, anche questa una dedica, ma ad una compagna della vita, fatta da Jovanotti. La versione italiana è diventata una delle canzoni d’amore più utilizzate dalle coppie nostrane, ma sappiate tutti che potrebbe essere usata anche in altri contesti.

L’AMORE CHE NON C’E’ (GIGI D’ALESSIO) E LE PERSONE INUTILI (PAOLO VALLESI)

05Forse molti di voi non si ricordano Paolo Vallesi, uno dei cantanti italiani più presenti nel panorama fine anni ’80, inizi anni ’90. Tante sono le sue canzoni rimaste nel nostro cuore come La forza della vita, ma parliamo di Le persone inutili, una canzone molto bella e toccante, che parla delle persone “normali“, quelle che non cambieranno la storia, ne ve ne faranno parte, quelle che vivono una vita monotona, spesso disagiata e che, spesso, porta a tristezza e depressione. La canzone è del 1990, ma anche del 2005. Infatti, Gigi D’Alessio esce con L’amore che non c’è. Il pezzo non ha esattamente lo stesso riff, ma è molto simile e la base musicale dei ritornelli è uguale, tanto da poter cantare l’una sopra l’altra. Non ci credete? Andate a sentire.

– Giorgio Correnti –

3 pensieri su “I plagi musicali – le 5 più grandi copiature

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  2. Alejandro Sanz, in realtà, è conosciuto qui in Italia tramite Shakira per il fatto della collaborazione che ha portato alla pubblicazione del singolo “La tortura”. Inoltre Albert One, durante gli anni ’90 del secolo scorso, aveva un suo progetto dance chiamato A.C. One il quale era conosciuto per canzoni come “Ring the bell” e “Sing a song now now”.

    • Per Sanz, anche se arrivato a noi tramite Shakira, non si è affermato come solista, tanto che, se vai in giro a chiedere “Ti piace Sanz?”, 9 su 10 ti risponderanno che non lo conoscono. Ma ammetto che non ricordavo fosse lui il “feat” di La tortura.
      Albert One, sinceramente non avevo collegato A.C. One a Albert One, mea culpa. Mea grandissima culpa. “Sing a song now now” è una delle canzoni che più canticchiavo da bambino 🙂

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