I maestri del fumetto: Stan Lee

1Ben trovati! Inizia oggi il quarto ciclo di speciali di Youpopcorn dedicati al mondo del fumetto: dopo aver raccontato la carriera dei principali supereroi e dei principali cattivi dei comics americani, e dopo aver parlato di alcune delle più importanti graphic novel di ogni tempo, ci spostiamo a questo punto nel “dietro le quinte”. Nelle prossime settimane parleremo infatti dei più importanti autori di questo medium, fra sceneggiatori e disegnatori, cominciando da figure centrali dell’industria per poi andare verso autori un po’ più “indipendenti” che abbiamo già imparato a conoscere (come Moore o Miller), ma che forse meritano un ulteriore giro di presentazioni. E da dove potevamo iniziare questo viaggio, se non da un vero e proprio mito. Non solo sceneggiatore e disegnatore, ma capo di un team creativo vastissimo, imprenditore multimiliardario in questo settore e produttore cinematografico delle pellicole legate ai suoi brand. Signori e signore, non ha davvero bisogno di presentazioni: parliamo del grande Stan Lee!

La mossa giusta al momento giusto.

Stan Lee comincia la sua carriera all’interno del fumetto giovanissimo, nell’antenata della Marvel, la Timely Comics, ma è solo negli anni ’50, dopo il suo ritorno dalla guerra, che il suo talento esplode. Messo a capo di dipartimenti creativi strategici della Marvel, infatti, Lee inizia a mettere su carta i soggetti di nuove serie di supereroi basati su nuove caratteristiche e a lavorare con nuovi metodi di costruzione della storia: lavorando strettamente con i suoi disegnatori, il signor Lee sviluppa non tanto delle sceneggiature, quanto dei canovacci con le indicazioni generiche di cosa fanno i personaggi sulla pagina e perché, aiutato e coadiuvato dal collaboratore. Questo gli permette di lavorare molto velocemente e di porre il focus sull’azione. Ma Lee è anche un creativo geniale, di rottura, che crea il famoso concetto “supereroi con superproblemi”; dopo una ventina d’anni di eroi tutti d’un pezzo come Batman e Superman, Spider-man o I Fantastici 4 erano dei personaggi con debolezze e punti deboli propri di qualsiasi altra persona, elementi che funzionano perfettamente da materiale per storie ad alto tasso di umanità. Una formula vincente.

2Rivoluzionario.

I supereroi, con Lee, diventavano delle persone “danneggiate”: dalla tecnologia diventata causa di mali e storture, dalla società che non li accettava più perché diverse e senza dubbio dai pericoli rappresentati dai loro nemici. Ne abbiamo già parlato in tutte le puntate de Gli eroi della settimana dedicate alla Marvel: questi personaggi erano figli dei loro tempi, quelli della Contestazione, nei quali Guerra Fredda e altri problemi rendevano l’opinione pubblica più sensibile a temi umanitari e più empatica con il “diverso”, il “debole”, e lontano da sensibilità come quelle che avevano favorito l’attrazione per il superuomo classico. Lee è stato quindi, soprattutto, un grande uomo d’affari capace di creare il brand giusto al momento giusto (Spider-Man e Hulk) e di rielaborarne altri in chiave moderna (Capitan America), conquistandosi le simpatie di un nuovo tipo di pubblico. Talmente bravo, come imprenditore, da fare di una casa creativa semi-artigianale un impero multinazionale. Oggi con Lee, uno dei suoi direttori più anziani, la Marvel è diventata un colosso dell’intrattenimento con licenze dei suoi prodotti distribuiti a pioggia in tutto il mondo e con la capacità di creare una divisione totalmente dedicata alla produzione dei propri cinecomic. Certo Lee ha avuto a volte dei problemi legali. Molti sono gli esempi di paternità contestata delle sue opere e molte le tensioni con suoi collaboratori e vecchi amici: spesso, dato il metodo di lavoro “estremamente collaborativo” nel quale scrittore e disegnatore lavoravano senza veri e propri steccati fra le funzioni di uno e quelli dell’altro, ci sono state dispute sui diritti con vari collaboratori. Della serie “no ma il soggetto è mio” “No tu l’hai curato un po’ di più ma l’idea di partenza era mia” “Ma no, che dici, il merito è mio…” e così via.

Nulla di che, se oggi mr. Lee si diverte a fare i cameo nei vari film di Thor, Iron Man, Avengers e viene osannato come se fosse un dio sceso in terra, no?

– Fabio Antinucci –

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