I grandi registi dalla A alla Z: Quentin Tarantino

1Eh beh sì, per forza. Il mio amato Quentin Jerome Tarantino nasce a Knoxville, in Tennesse, il 27 marzo del 1963. La madre, Connie McHugh, è un’infermiera anglo-irlandese di 16 anni, mentre il padre, desaparecido già prima della sua nascita, è il musicista-attore di origini italiane Tony Tarantino. Connie e Quentin si trasferiscono in California nel 1965. Nella cittadina di Torrance (non può non venirvi in mente Shining) Connie sposa il musicista Curt Zastoupil, che instaura un buon legame con il piccolo Quentin. Sarà Curt a portare un Quentin di 6 anni a vedere sul grande schermo un film che ha terrorizzato e segnato il bambino futuro regista: Bambi! Nel 1971 Connie e Curt divorziano e la donna porta con sé il figlio a Los Angeles. Nella Città degli Angeli Quentin scopre lo spaghetti western e se ne innamora, in particolar modo del suo maggior esponente: Sergio Leone. Nel 1977 scrive la sua prima sceneggiatura, Captain Peachfuzz and the Anchovy Bandit. Contemporaneamente lavora come maschera in un cinema porno di Torrance, il Pussycat.

Nel 1981 entra nella Theatre Company di James Best e contemporaneamente lavora come commesso al Manhattan Beach Video Archivies di L.A. dove conosce molti dei suo futuri compagni di lavoro, a cominciare da Roger Avary, suo storico co-sceneggiatore. Con i colleghi di lavoro scrive, produce e dirige il suo primo film, My Best Friend’s Birthday, girato in 16 mm ed in bianco e nero. La lavorazione, tra un ostacolo ed un altro, dura tre anni, al termine dei quali buona parte del girato resta bruciato. I 36 minuti superstiti sono visibili su youtube ed eMule. In questo film era presente il personaggio di Clarence, che tornerà nel film diretto da Tony Scott Una vita al massimo, la cui sceneggiatura fu venduta da Tarantino per la cifre di 50.000 dollari. Nel 1989 Tarantino scrive la sceneggiatura di Natural Born Killers e Oliver Stone la compra per la cifra di 400.000 dollari. Ma Quentin ed Oliver litigano a causa delle modifiche che quest’ultimo impone e così, nei titoli, il nome di Quentin Tarantino viene abbinato solo alla dicitura soggetto. Nel 1990 scrive la sceneggiatura di From Dusk till Dawn, che il suo amico Robert Rodriguez dirigerà nel 1995. Film favoloso in cui Quentin interpreta la parte del fratello pazzo di George Clooney ed in cui emerge già ben chiaro il feticismo di Tarantino nei confronti dei piedi femminili (vedi la scena in cui beve dal piede di Salma Hayek).

2Il 1991 è l’anno della consacrazione. Nelle sale esce Reservoir Dogs (Le Iene), film corale girato in sole 5 settimane e presentato al Sundance, a Montréal e a Toronto. Un film ambiguo, totalmente spiazzante nella sua novità, condito di un tipo di violenza realistica, ma piena di sottintesi di black humour, oscenità ostentate ma mai veramente volgari e soprattutto intriso della potente cinefilia che è il marchio di fabbrica di Quentin Tarantino. Nasce qui anche la mitica trunk shot, l’inquadratura dal basso verso l’alto dall’interno del bagagliaio di un auto, altro suo marchio distintivo. Ora Hollywood si è accorta di questo giovane brutto e talentuoso e gli offre di girare blockbuster del calibro di Speed e di Men in Black, ma il nostro eroe ovviamente rifiuta. Il Festival del Cinema di Cannes del 1994 viene sconvolto dal tifone Pulp Fiction. Di nuovo un film corale, diviso in capitoli, con trame e sottotrame che si intrecciano tra loro. Personaggi e dialoghi entrati sin dal primo momento nella leggenda. Una rivoluzione totale per il cinema indipendente. Non possono proprio evitare di consegnargli la Palma d’Oro. E si porta a casa pure un Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale. Mi pare il minimo. Sempre nel 1994 dirige un importante episodio della serie cult E.R. Nel 1995 produce Killing Zoe, un pulp thriller diretto da Roger Avary e girato in soli 5 giorni e si cimenta come attore in Mister Destiny ed in Desperado di Robert Rodriguez, conosciuto al workshop del Sundance. Al workshop del Sundance conosce anche Allison Anders ed Alexandre Rockwell e tutti e 4 insieme realizzano il film Four Rooms. Questo film ad episodi, ambientato in un lussuoso hotel, non riscuote grandi consensi, ma è così tipicamente tarantiniano che proprio non capisco perché.

Il 1997 segna un altro insuccesso. Quentin adatta per il grande schermo il romanzo Punch al Rum di Elmore Leonard (scrittore amato tanto da Tarantino che da Stephen the King) che diventa Jackie Brown. Il film incassa solo 39 milioni di dollari ed è considerato un flop. Questo nonostante lo strepitoso cast e la regia più classica e ricercata. E forse è questo che l’ha fregato: è un ottimo film , ma non è chiaramente tarantiniano. Nel 1998 debutta a Broadway con la commedia Wait Until Dark, nel 2000 recita in Little Nicky – Un diavolo a Manhattan, di Steven Brill e, nel 2002 recita in 4 episodi della sua serie preferita, Alias. In questo periodo prende forma l’idea di Bastardi senza gloria, ma elabora troppe sottotrame e lo mette da parte in attesa di rimaneggiarlo. Intanto ha completato la sceneggiatura di Kill Bill e la regala ad Uma Thurman per il suo trentesimo compleanno. Poverino, quanto ha penato per uscire dalla friendzone. Il film supera i limiti di budget e di lunghezza, così Quentin decide di dividerlo in 2 capitoli. Kill Bill vol. I e Kill Bill vol. II sono talmente strepitosi che non trovo le parole per descriverli degnamente. Ci troviamo di fronte a quanto di più3 tarantiniano possiate immaginare: un film corale, in cui ogni attore è perfettamente in parte, diviso come al solito in capitoli non in ordine cronologico e così intriso di amore per il cinema in tutte le sue forme e manifestazioni da risultare commovente. Abbiamo i film di kung fu, le serie tv di Hong Kong, i revenge movies, i chambara movies, gli spaghetti western e persino l’animazione orientale. Il capitolo dedicato alle origini di O-ren mi lascia sempre senza fiato. Alcune delle musiche presenti nel film sono state realizzate da Robert Rodriguez per il simbolico compenso di 1 dollaro. Quentin ricambierà il favore dirigendo, per la stessa esorbitante cifra, una scena del capitolo Un’abbuffata di morte del film Sin City, diretto da Rodriguez. Kill Bill viene proiettato per intero al Festival di Cannes del 2004, fuori concorso. Tarantino, in veste di Presidente di Giuria, assegna la Palma d’Oro a Fahrenheit 9/11 di Michael Moore.

Nel 2005 Tarantino lavora al doppio episodio finale di CSI Las Vegas, serie di cui è grande fan. Riprende il tema dell’eroe sepolto vivo già trattato nel capitolo La solitaria tomba di Paula Shultz di Kill Bill vol. II. Pubblico e critica concordano nel lodare questo episodio. Nel 2007, Quentin e Robert Rodriguez decidono di realizzare un film exploitation, slasher, splatter, low cost diviso in due capitoli. Nasce così Grindhouse. Tarantino dirige un redivivo Kurt Russel nel capitolo A Prova di Morte, mentre Rodriguez dirige Planet Terror, in cui Quentin ha un piccolo ma memorabile ruolo. Il film, presentato anche a Cannes, non ottiene il successo sperato. ‘Gnuranti, Grindhouse è stupendo! Sempre nel 2007 viene coinvolto nel progetto di Takashi Miike, Sukiyaki Western Django, film che unisce i chambara movies agli spaghetti western. Nel 2008 vede finalmente la luce Bastardi senza gloria! Il film è ispirato alla pellicola di Enzo G. Castellari (che recita in un cameo) intitolata Quel maledetto treno blindato. Un film coraggioso, indimenticabile, catartico e che vanta un cast stellare. Abbiamo un Brad Pitt in formissima (ma quando l’Academy si accorgerà del valore di questo attore?), due prime donne perfettamente in parte come Diane Kruger e Melanie Laurent, il pupillo di Tarantino, lo strepitoso regista Eli Roth e le sue sopracciglia assassine ed un allora semi sconosciuto Christoph Waltz. Au revoir, Shoshanna!  Bastardi senza gloria viene presentato al Festival di Cannes del 2009 ed ottiene un entusiastico sia dalla critica che dal pubblico. Poi sbanca il botteghino, incassando qualcosa come 313 milioni di dollari. Poi ottiene diverse nomination agli Oscar: sceneggiatura originale, film, regia, fotografia, montaggio, sonoro, montaggio sonoro e attore non protagonista. Porta a casa solo quest’ultima statuetta il Christoph Waltz di cui sopra. Il 2012 è l’anno di Django Unchained, film ispirato alla serie di spaghetti western anni 60 con Franco Nero (che recita in un cameo). Il film incassa la spaventosa cifra di 425 milioni di dollari e vince 2 Oscar: uno va a Christoph Waltz come Miglior Attore non Protagonista ed un altro alla Miglior Sceneggiatura. Film a dir poco esaltante, in cui troviamo altri 2 tratti distintivi dei film di Tarantino: il dialogo non-sense e quello profondo, ma apparentemente senza nesso logico. Dunque, la scena che ridicolizza (come se ce ne fosse bisogno) quei poveri co***oni del Ku Klux Klan (parentesi: sapete perché questi gentiluomini si chiamano così? Perché ku-klux è il rumore della doppietta che carica il colpo in canna. Cioè, gente che parla per onomatopee…) è qualcosa di epico. Giuro che anche da sola valeva il biglietto. Se esce in dvd come corto me lo compro. Poi abbiamo il monologo di Calvin Candie (un Leonardo Di Caprio strepitoso, che avrebbe meritato qui l’Oscar a pieno diritto) che tenta di spiegare la superiorità della razza bianca rispetto alla razza nera tramite la screditassima frenologia. Questo monologo fa coppia con quello di Christoph Waltz in Bastardi senza gloria, quando parla di ratti, scoiattoli ed ebrei. Senza dimenticare la profonda riflessione di Bill, nel pre-finale di Kill Bill vol. II, sulla natura di Superman. Mentre le scemenze del KKK fanno il paio con il dialogo su mance e Madonna all’inizio de Le Iene.

Pochi mesi fa è invece uscito l’ottavo film di Quentin, intitolato The Hateful Eight, che si è aggiudicato un Golden Globe ed un Oscar assegnato alla leggenda vivente Ennio Morricone per le musiche. Approfittiamo per sottolineare il fatto che i film di Tarantino sono sempre rigorosamente girati su pellicola. Vanno inoltre segnalati diversi film che portano la dicitura Quentin Tarantino presenta. Questi film, per lo più orientali, hanno goduto del pollice su del cinefilo Quentin, che ha permesso loro di raggiungere un più vasto pubblico. Citiamo Hostel ed Hostel part II del talentuoso pupillo Eli Roth, pellicole che vantano camei di Edwige Fenech e di Ruggero Deodato. Vedeteli! Poi ricordiamo Iron Monkey, Il mio nome è Modesty, L’uomo con pugni di ferro, lo sconvolgente Old Boy e lo strepitoso Hero del grande Zhang Ymou. Progetti per il futuro? Beh, Quentin è un fan di James Bond e amerebbe dirigerlo in una delle prossime avventure. Senza dimenticare che, già nel 2009, nel salotto televisivo di Serena Dandini, parlò di un possibile terzo capitolo di Kill Bill… Noi continueremo a seguire questo regista cinefilo che ha dato vita ad un genere che porta il suo nome (citiamo i precedenti Felliniano e Burtoniano) e sapendo che rimarremo sempre e comunque piacevolmente sorpresi. Buona visione!

– Monia Guredda – 

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