I grandi registi dalla A alla Z: Fausto Brizzi

1Bentornati, amici cinefili! Le vacanze natalizie son giunte al termine e noi siam qui a smaltire panettoni e cinepanettoni; personalmente non ne ho visto manco mezzo, ma si vocifera che quello con De Sica non sia malaccio. Quando passerà in tivvì gli darò un’occhiata. Noi oggi parleremo di un giovane regista italiano che, sì, si è fatto le ossa proprio con i cinepanettoni. Ma andiamo con ordine. Fausto Brizzi nasce a Roma il 15 novembre del 1968. Nel 1994 si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia. La sua gavetta si svolge tra teatro, tv  e cinema; realizza alcuni apprezzati corti e scrive le sceneggiature di alcuni terribili film di Neri Parenti. Non facciamogliene una colpa; da qualche parte bisogna pur cominciare.

Nel 2006 realizza il suo primo film da regista: parliamo del famosissimo Notte prima degli esami, che incassa qualcosa come 12 milioni di euro. La storia è gradevole, gli attori sono in parte, la colonna sonora c’è, il mai abbastanza compianto Giorgio Faletti  pure e l’ambientazione anni 80 un po’ paracula non manca di coinvolgere e commuovere i nostalgici. La pellicola si porta a casa David di Donatello, Ciak d’Oro, Telegatto, Sky Award e partecipa al Festival di Annecy. Nello stesso anno il Brizzi pubblica anche alcuni racconti su Il Messaggero. Nel 2007 scrive la sceneggiatura del film Cemento armato, esordio alla regia di Marco Mantani in cui tornano a lavorare insieme Faletti e Vaporidis. Nel 2008 scrive la sceneggiatura di Oggi sposi, del regista Luca Lucini. Una commedia divertente che si avvale di un cast stellare e multigenerazionale, su cui spicca un Placido burino. Il 2009 è l’anno di Ex, pellicola ricca di idee e di buone interpretazioni e che si aggiudica un Nastro d’Argento. Nello stesso anno scrive la sceneggiatura di La valle delle ombre, del regista Mihaly Gyorik e che viene presentato al Festival di Locarno.

Sempre nel 2009, Brizzi fonda la società di produzione Wildside, insieme a Marco Mantani, Saverio Costanzo (figlio di Maurizietto Cottanto), Mario Gianani e Lorenzo Merli. Il primo film prodotto dalla Wildside è La solitudine dei numeri primi, diretto proprio da Cottanto Jr. Ammetto di non essere riuscita a vederlo. C’ho provato, ma niente. Na pesantezza. Riproverò per amore di Luca Marinelli. La Wildside produce inoltre: Boris – Il film, La mafia uccide solo d’estate e In guerra per amore (entrambi di Pif), Io e te (tratto dal romanzo di Ammaniti) e The young pope (che non so se vedrò perché Sorrentino proprio non lo digerisco. Però c’è Jude Law…). Tra il 2010 ed il 2011 escono nelle sale due film complementari: Maschi contro femmine e Femmine contro maschi. Brizzi è affezionato allo schema della vecchia commedia italiana ad episodi che si intrecciano, e devo ammettere che non sbaglia. Tutte le varie microstorie, interpretate da praticamente tutti gli attori italiani esistenti, sono semplici senza essere superficiali, divertenti senza essere volgari e a tratti commoventi senza essere lagnose. Personalmente apprezzo questa rinascita del cinema italiano, in cui siamo tornati a fare quello che sappiamo fare bene; le commedie di costume. Non so voi, ma io non ne posso più di drammoni su stragi di mafia, famiglie violente, periferie nel degrado eccetera. Sembra che l’Italia sia solo questo. Voglio dire, quest’anno agli Oscar avremmo potuto fare un figurone mandando Lo chiamavano Jeeg Robot, un’idea innovativa, e invece abbiamo presentato Fuocammare, valido e meritevole, ma basta! Dobbiamo rinnovare la 2nostra immagine cinematografica nel mondo. Detesto l’idea che La grande bellezza sia l’immagine che all’estero hanno di Roma e dell’Italia in generale. Ma evidentemente all’estero piace vederci come dei poracci montati e i registi furbi fanno film che accontentino i gusti della critica straniera. Vabbè, basta così; tanto si è capito che disprezzo la Sorrentino generation.

Torniamo all’onesto Brizzi, che sceneggia e dirige film gradevoli privi di manie di grandezza. E infatti nel 2011 realizza la sceneggiatura di Nessuno mi può giudicare, interessante esordio alla regia di Massimiliano Bruno. La Cortellesi si conferma una delle migliori interpreti di questa generazione. E c’è pure Papaleo! È del 2012 il divertentissimo Com’è bello far l’amore, col trio De Luigi – Gerini – Timi (che fa il pornodivo). Dai, non fate gli snob e vedetelo! Pazze di me esce nelle sale nel 2013 e devo ammettere di non averlo ancora visto. Ma rimedierò. Non sarà un capolavoro, ma nemmeno qualcosa di terribile. Anche se tra le interpreti troviamo il ministro (mi rifiuto di dire ministra!) Marianna Madia… ma qui non parliamo di politica, e quindi taccio. L’ultima fatica cinematografica di Fausto Brizzi è proprio il cinepanettone con Christian de Sica, Poveri ma ricchi, l’unico di cui ho sentito parlare bene. Ripeto; lo vedrò. Preferisco vedere una commedia garbata e senza pretese rispetto ad un drammone con più pretese che contenuti. Spero per questo di non venir bandita dalla congrega radical chic 😉

La morale è sempre quella: Fattela ‘na risata! Buona visione.

– Monia Guredda – 

 

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