I grandi registi dalla A alla Z: Bruno e Sergio Corbucci

1Benvenuti al terzo appuntamento con la nostra rubrica dedicata ai Grandi Registi. Questa volta abbiamo due ospiti, fratelli e artisti: Bruno e Sergio Corbucci. Cominciamo dal maggiore: Sergio Corbucci nasce a Roma il 6 dicembre del 1927 e ci lascia 1 dicembre del 1990. Inizia la sua carriera come giornalista cinematografico, per poi essere l’aiuto regista di Aldo Vegano. Nel 1952 dirige il suo primo film, Salvate mia figlia, facente parte del filone strappalacrime tanto in voga all’epoca. Sergio dirige poi moltissimi film di vario genere, commedia, musicale, mitologico, ma il suo nome resta legato soprattutto allo spaghetti-western. Gli spaghetti-western sono, come suggerisce il nome, la versione italiana del genere statunitense per eccellenza. Il padre del genere è Sergio Leone, ma Sergio Corbucci aggiunge una vena violenta sino ad allora inedita, già con il suo primo titolo, Massacro al Grande Canyon del 1964. Nel 1966 dirige il primo film della serie Django, con un giovanissimo e sconosciuto Franco Nero. Ora, io personalmente non amo né il western né lo spaghetti-western, ma uno dei miei registi preferiti è Quentin Tarantino (qualcosa mi dice che lo incontreremo alla lettera T) e lui adora questo genere, Leone e Corbucci, tanto da girare una sua personale versione di Django-Unchained, regalando un cameo a Franco Nero. Ricordiamo altri noti titoli girati da Sergio Corbucci: Er Più – Storia d’amore e di coltello, Di che segno sei?, Non ti conosco più amore, Poliziotto superpiù, Mi faccio la barca, Il Conte Tacchia, Sing Sing, Sono un fenomeno paranormale, Roba da ricchi, Rimini Rimini, Il Bianco il Giallo e il Nero. Ha diretto attori importanti come Tomas Milian, Alberto Sordi, Totò, Adriano Celentano, Paolo Villaggio, Renato Pozzetto, Enrico Montesano, Bud Spencer, Mariangela Melato e Monica Vitti ed è sicuramente un vanto italiano nel mondo.

3Passiamo al fratello minore, Bruno Corbucci. Bruno nasce a Roma il 23 ottobre del 1931 e a Roma muore il 6 settembre del 1996. Come il fratello, fa la gavetta come sceneggiatore ed aiuto-regista per poi debuttare dietro la macchina da presa negli anni 60 con i film di James Tont, parodia di James Bond interpretata da Lando Buzzanca. Anche Bruno si cimenta in vari generi, cinematografici e televisivi. Ma il suo nome resterà per sempre legato ai film di genere poliziottesco; il poliziottesco sta al poliziesco come lo spaghetti-western sta al western. Capito? Bruno è infatti il papà di un personaggio che adoro da quando ero bambina e vedevo con mio padre i film con Tomas Milian. Sì, i miei genitori mi facevano vedere i poliziotteschi, gli horror, i Simpson e La Piovra. Personalmente ho dei problemi con il politically-correct. Ma torniamo al divino Tomas e chiariamo una cosa che non è chiara nemmeno ad alcuni fan del genere: Nico Giraldi e Er Monnezza NON sono lo stesso personaggio. Nico Giraldi è un ispettore di polizia, ma da giovane era un truffatore, per rispettare la tradizione di famiglia, in quanto figlio di un ladro (Er Gratta) e di una prostituta. Da ladro è noto come Nico er Pirata, ma poi mette la testa a posto ed entra in polizia, sposa Angelina e ha due figli, Rocky e Principessa. È inoltre affiancato dal mitico Bombolo, l’uomo che tutti vorremmo come zio.

Nel 2005 esce nelle sale il controverso Il ritorno del Monnezza, con Claudio Amendola nei panni del commissario Rocky Giraldi. Tomas Milian si è lamentato dicendo che sarebbe stato felice di comparire almeno in un cameo, ma nessuno gliel’ha chiesto. Che poi è sbagliato pure il titolo, in quanto Rocky non è figlio der Monnezza, ma der Pirata. Er Monnezza, 2nome di battaglia di Sergio Marazzi, anche se ha lo stesso look, è un ladro collaboratore di giustizia, ha una moglie (Maria) e un figlio (Er Monnezzino) e compare nei film sceneggiati da Dardano Sacchetti e diretti da Umberto Lenzi Il trucido e lo sbirro, La banda del trucido, La banda del gobbo e Il lupo e l’agnello. Tomas Milian ha interpretato entrambi i personaggi, ispirandosi alla sua controfigura Quinto Gambi, pescivendolo di Tor Marancia. Altro motivo di confusione: Er Monnezza, suo fratello Er Gobbo e Er Pirata sono sempre doppiati dal mai abbastanza compianto Ferruccio Amendola (padre di Claudio e nonno di Alessia, nota doppiatrice). Nel film Uno contro l’altro, praticamente amici, Milian interpreta il personaggio di nome Quinto Cecioni soprannominato… er Monnezza! Personaggi simili, sempre interpretati da Tomas, li troviamo anche ne Il lupo e l’agnello, Il figlio dello sceicco e nell’adorabile Manolesta, dove impersona Quirino con la Cu.

Negli ultimi anni la critica sta rivalutando certi film italiani degli anni ’70/80, tra cui quelli con Tomas Milian, all’epoca giudicati troppo volgari, perché dicevano qualche parolaccia. Poi oggi accendi la tv e ti trovi davanti Barbara D’Urso, Paolo del Debbio, teenager incinte e reality vari e pensi che il concetto di volgarità cambia e si espande come la popò nel pannolino di un neonato con le coliche. E metti su un dvd di Nico Giraldi.

– Monia Guredda – 

Rispondi