I cattivi della settimana: Pinguino

È incredibile come i creatori del mondo di Batman siano riusciti a costruire dei personaggi tanto oscuri quanto in fondo capaci di creare “empatia” con il pubblico. È quasi come se cercassero “solidarietà” mostrandoti per quale terribile destino siano diventati “cattivi”. Non tanto da apparire come “cattivi con una morale”, ma abbastanza per dimostrarsi “a più dimensioni”. Oggi affrontiamo uno di loro, forse uno dei più “strani” antagonisti del Pipistrello. Benvenuti al consueto appuntamento con I cattivi della settimana: Pinguino.

1. Un prodotto del suo ambiente.1

Nella sua versione originale, la cui prima apparizione è del 1941, Pinguino diviene criminale per “reazione”: messo alle strette dai bulli di quartiere, osteggiato da tutti, comincia a pagare le ragazze più avvenenti della scuola per uscire con lui in pubblico. Con lui, l’emarginato della scuola e del quartiere in quanto brutto e “sfigato”. Va in giro armato, già da giovanissimo, e quando comincia ad avere bisogno di “soldi facili” non esita ad intraprendere la strada del criminale professionista. Per lui il crimine non è altro che strumento di sopravvivenza e mezzo per vivere, puro e semplice. Sembra di vedere un film di Scorsese: c’è un famoso monologo di Jack Nicholson in The Departed che dice proprio questo. Al tempo stesso, però, Pinguino è anche un personaggio dai connotati fortemente fantastici, con tutte le stramberie che esso ha: ama a dismisura gli uccelli, allevandoli come fossero figli, comincia ad usare un ombrello appuntito come arma. Su un prototipo tipicamente “realistico” e “tragico” come quello del criminale di strada viene modellato un personaggio tipicamente dickensiano.

32. Gotham City come Londra

Se Spaventapasseri rielaborava in una certa misura il gotico angloamericano, con strizzatine d’occhio a Washington Irving o a Edgar Allan Poe, il personaggio della letteratura che più mi ricorda Pinguino è il Fagin di Oliver Twist. Non tanto per le caratteristiche fisiche o psicologiche. Sono due personaggi diversissimi, ma hanno la stessa funzione narrativa: criminali di strada che si muovono in una città fumosa, inquietante e sporca, mettendo a segno colpi su colpi. Certo, Pinguino è ricco mentre Fagin povero, l’uno è basso e grasso mentre l’altro è scheletrico e alto, ma entrambi sono in fondo degli emarginati che si fanno strada nel loro ambiente e tentano di sottometterlo. Inoltre Pinguino è sempre vestito in un modo che sembra ricalcare il modello vittoriano: bombetta, completo elegante, ombrello usato come bastone da passeggio. Per lui, come per i grandi criminali della letteratura tardo-vittoriana, la città è un terreno di caccia da vivere giorno dopo giorno e da conquistare metro per metro, con tutti i mezzi possibili. È inoltre una vera e propria miniera di informazioni, che è disposto a vendere a caro prezzo. E, come alcuni grandi criminali della letteratura, anche Pinguino è ben attrezzato ed è un inventore geniale, capace di mettere a punto sempre nuove macchine geniali per aiutarlo nei suoi obbiettivi.

23. Di Tim Burton, Danny DeVito e della loro grandezza.

La fama di Pinguino è però legata anche e soprattutto a Batman Returns di Tim Burton (1992), del quale è stato l’antagonista principale assieme alla Catwoman di Michelle Pfeiffer. Gran parte della capacità emozionante del film deriva dal fatto che gli autori hanno operato una riscrittura del personaggio, nella quale sono state accentuate le componenti dark e nella quale si sente tutto il peso del passato del personaggio, abbandonato da neonato perché deforme e per questo cresciuto da una colonia di pinguini magicamente insediatasi nelle fogne di Gotham. È una rilettura che fa apparire Pinguino come ancora più emarginato e mostruoso; tutta la sua perversa genialità è mitigata dal suo essere, in fondo, ancora un bambino che non si rende conto fino in fondo di cosa fa e che finisce vittima di Shreck (Christopher Walken), industriale dal cuore di pietra. Proprio per questo, il personaggio appare ancora più lugubre e spaventoso, se non addirittura morboso. La pietra d’angolo di un film fantastico ancora oggi memorabile, sulla quale gli autori riuscirono a costruire tutta la tensione facendo ancora una volta rimanere in ombra il protagonista.
Alla settimana prossima!

– Fabio Antinucci – 

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