I cattivi della settimana: Killer Croc

1C’è un mostro a Gotham City, davvero davvero brutto e spietato! È enorme, ha la pelle a scaglie, assomiglia a un terribile alligatore pronto a fare a pezzi robe di ogni tipo e, dunque, a creare qualche problemino non da poco ai supereroi DC. Pronti a conoscerlo?!

1. Ma è Marvel o DC?!

Aneddoto: la prima volta che chi scrive, antico lettore e appassionato dei cartoons su Batman, ha conosciuto quest’imponente personaggio è stato solo qualche anno fa, da universitario che metteva le mani per la prima volta su uno dei più bei romanzi a fumetti dedicati all’Uomo Pipistrello: Arkham Asylum, di Grant Morrison e Dave McKean, nel quale Killer Croc, come vedremo, appare in uno dei punti più simbolici e importanti dell’intera opera. Ma ci veniamo dopo (anche se mi sto già fomentando… mamma mia!). Quando lo scoprii, rimasi del tutto ammutolito, perché… perché… Perché, quando sei un “noob” (ossia un pivelino) del fumetto e ricordi solo le storie seguite in TV, e ti approcci quindi per la prima volta con i mondi DC, Marvel e chi più ne ha più ne metta, leggi “Killer Croc”, ma ti viene subito in mente un altro famosissimo cattivone dei fumetti: Lizard, di cui parleremo,a questo 2punto ovviamente, la prossima settimana.  Bene, se Lizard è una lucertola semi-antropomorfa vittima di un esperimento, Croc è qualcosa di peggio.

2. Un dannato dalla nascita

Waylon, il criminale alter-ego umano di Killer Croc, è infatti affetto da ipercheratosi epidermolitica, una malattia degenerativa in grado di rendere la sua pelle dura come quella di una rettile e di fornirgli la forza necessaria per stritolare i suoi nemici. Al resto ci pensa una vera e propria regressione psicologica, che lo spinge a divenire una sorta di incarnazione di uno stadio più retrogrado e bestiale della catena evolutiva. In quanto personaggio che ha scelto la via del male, Waynon sfrutta, ovviamente, questa sua caratteristica per i suoi scopi malvagi, rapinando banche e intascando il bottino, ma è, di fatto, un personaggio che subisce questa sua qualità speciale come dannazione. Ricorda, il temibile alligatore che vive nelle fogne di New York delle leggende metropolitane, una creatura cannibale e mostruosa, dai comportamenti da predatore che, semplicemente, va a caccia. E, naturalmente, si ritrova a terrorizzare la città. L’uomo diventa bestia, e da questa cosa è afflitto, come se fosse indemoniato.

3. Quando il “normale” diventa mitologia: Croc in Arkham Asylum!
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Se dunque Killer Croc può essere visto quasi come una risposta al “tipo” della creatura fantascientifica tipica del fumetto di genere, un piccolo aneddoto ci fa invece capire quanto queste figure possano essere rielaborate in infiniti modi. Proprio in Arkham Asylum, della fine degli anni ’80, incentrato sul racconto di una ribellione degli ospiti del manicomio criminale di Arkham, Croc ha un ruolo eccezionalmente simbolico. Molto diverso videogioco che ha ispirato, Arkham Asylum è una delle più complesse storie a fumetti di ogni tempo. Nelle sue sessanta pagine di storia ci conduce all’interno di un labirinto di immagini simboliche, dal forte valore esoterico: è infatti principalmente la storia di un eroe, forgiato dai suoi incubi, che deve sfidare i fantasmi del suo passato (che, forse all’interno del manicomio diventano reali) per migliorarsi e per purificarsi in vista delle future battaglie. Fra le scene più intense e ben costruite, che pesca direttamente dall’immaginario medioevale, Batman si ritrova sul tetto del manicomio, durante la tempesta, a combattere contro un Killer Croc pronto a distruggerlo. Morrison, fra i migliori sceneggiatori della sua generazione, arriva a costruire su quel momento un’epica allegoria dello scontro leggendario fra San Giorgio e il drago, nel quale la razionalità e l’irrazionalità si sfidano e lottano. Per capire il valore della cosa servirebbe un saggio a parte, tutto incentrato su Arkham Asylum e sulle sue profondissime tematiche. Pertanto, dovrete fidarvi della mia parola se vi dico che sì, in quella storia Croc è tutto tranne che il solito mostrone di turno messo contro un supereroe. È qualcosa di più: parte di un’opera letteraria di altissimo spessore. Ancora una volta, la letteratura a fumetti non ha nulla da invidiare a quella tradizionale. Anzi.

– Fabio Antinucci – 

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