I cattivi della settimana: il Dottor Octopus

Durante le nostre tre puntate de I Cattivi della Settimana abbiamo visto come, in modo analogo a quanto è avvenuto con i supereroi, per creare i propri personaggi la DC e la Marvel siano ricorse a dei veri e propri “archetipi” scolpiti nella storia e della narrativa di genere, traendone spunto per le loro creature originali. Insomma, sia Batman che Daredevil erano versioni pop dell’oscuro eroe vendicatore della paraletteratura di inizio ‘900, esattamente come sia Joker che Goblin erano rivisitazioni del cattivo inteso come “terrorista”, “anarchico”, completamente distruttore. Questa settimana affrontiamo, dopo Lex Luthor, il prototipo di casa Marvel dello “scienziato pazzo con molti soldi”: stiamo parlano del famigerato Doctor Octopus.

11. Il potere della scienza…

Okay, se ricordate un po’ Goblin, capirete anche voi che in effetti non è che Octavius, l’alter ego di Doc Oc (che diventa un mostro con quattro tentacoli metallici collegati direttamente al suo cervello in seguito ad un incidente) sia l’unico dottore pazzo della scuderia di Stan Lee. Anzi, parliamoci chiaro: quell’archetipo è proprio di un po’ tutti i cattivi di casa Marvel. Se infatti la DC ha costruito buona parte dei suoi cattivi sul soprannaturale e sul gotico (quasi tutti i cattivi di Batman, come vedremo, si rifanno più all’immaginario horror che a quello fantascientifico), la scienza è una costante ineludibile dell’universo di Spider-Man, Mutanti è soci (ricordate? Ne avevamo già parlato più volte). Il Dottor Octopus, tuttavia, è un caso a parte. Mentre ad esempio Goblin era un industriale con grandi ambizioni di sfondare nel settore scientifico, questo personaggio è diverso. la sua voglia di scoprire, di inventare, di andare oltre, lo porta all’azzardo, alla caduta e, infine, alla trasformazione in mostro. È una parabola già vista in tanti film ed in tanta letteratura, ma senza dubbio questo è un po’ un mito fondante, fondamentale. Insomma, di episodio in episodio i lettori hanno imparto a seguirlo nelle spire di follia di un personaggio del genere, a conoscere cosa è in grado di fare, e quanto la sua metamorfosi lo abbiano reso distruttivo. Un classico, in un certo senso.

22. … e la follia dell’onnipotenza!

Come ogni scienziato pazzo, anche Doc Oc è un pazzo megalomane, e all’ennesima potenza. Il punto è che tutto, per lui, si basa sulla volontà di apparire migliore degli altri, se non il migliore. È certo del successo, sa come arrivare ai suoi obbiettivi (come? Semplice: con la sua mente superiore!) e questo lo porta lentamente a dimenticarsi del tutto delle remore morali. È un meccanismo semplice, arcaico, che tuttavia non è mai invecchiato, perché estremamente divertente. Insomma, cosa sarebbe la New York di Peter Parker/Spiderman senza un tizio con otto tentacoli robotici che gli escono dalla schiena e che si diverte a far saltare in aria la città? Come molti altri cattivi di stampo fantascientifico, il Doc non ha di base una psicologia molto sviluppata, perché non deve mai rubare la scena alle imprese di Spider-Man. Il lettore deve semplicemente prendere atto che esiste, che minaccia la città, e che il “ragnetto”, al 90%, arriverà e lo fermerà. Nulla di paragonabile, sulla carta, alle infinite sfumature di Joker, ma neanche alla lunga saga di Goblin, che  è riuscito a diventare col tempo un cattivo veramente inquietante (okay, lo ammetto: scrivere quell’articolo e scoprire certe cose su lui mi ha shockato. Quali cose? Andatevelo a rileggere, su-su!).

33. Versioni alternative… di gran pregio!

Okay, io spero di cuore che, leggendo l’articolo, a qualcuno sia tornato in mente quello che è forse uno dei migliori cinecomics di tutti i tempi, o almeno uno dei più divertenti, ossia Spider Man 2 del buon Raimi. Ecco, se c’era proprio una cosa che andava alla grande, in quel film, era il fatto che il cattivo, che era proprio Octopus, avesse dei sentimenti, una profondità, fosse in origine buono e dolce (ed era il “pacioccone” Alfred Molina a prestargli il volto!) e che dopo la sua trasformazione avesse cominciato a distruggere tutto quel che avesse davanti perché spinto da un evento veramente forte, ossia la morte dell’amata moglie (tenera quanto lui). Ben altra cosa rispetto alla versione a fumetti, ed infatti la saga di Raimi è piena di libertà creative rispetto all’origine letteraria. Tuttavia quella a cui fa riferimento Raimi sembra essere la versione del personaggio all’interno dell’universo Ultimate Spiderman, che presenta storie molto più mature, personaggi più complessi, a tratti dark. In ogni caso sono certo che molti fan di questo cattivo fra il grande pubblico (e mi ci metto volentieri anche io) vengano proprio dal film di Raimi, perché è la versione di un cattivo davvero “di cuore”, avvincente, fuori dagli schemi. E sembra davvero straordinario il fatto che Raimi sia riuscito a farla venire fuori da un personaggio tanto “schematico”.

Qual è il morale di questa favola? Sinceramente: omaggiate il buon Octavius guardandovi SpiderMan 2 stasera! Se lo merita davvero!

Arrivederci alla prossima settimana con un piccolo ritorno nel mondo di Batman: stiamo per conoscere lo Spaventapasseri!

– Fabio Antinucci – 

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