I cattivi della settimana: Enigmista

Nello schema narrativo di una storia l’antagonista è, per definizione, la figura che deve assolutamente mettere alla prova il personaggio principale in ogni modo possibile per dargli risalto. Negli ultimi decenni i cattivi dei fumetti sono diventati veri e propri doppi “simbolici” dei loro avversari, in grado da incarnarne i dubbi, le paure, e di proiettarli fuori dalla loro mente, ma nel pieno della storia del fumetto, a metà del ‘900, la storia era diversa: i cattivi dovevano essere dei balocchi con cui far “divertire” il lettore, capaci di mettere alla prova l’eroe della testata in modo diretto, estremamente giocoso. Bene, ora pensate alle storie di Batman. Indovinate chi è, dentro esse, il personaggio che più letteralmente ha saputo incarnare questa filosofia? Ecco, appunto.

11. Edward Nygma, professione genio.

L’Enigmista, nato dai creativi DC nel 1948 (urka che vecchietto!), è un ex-truffatore ed ex-inventore frustrato che decide di vendicarsi del mancato riconoscimento dei suoi successi da parte della società attraverso il crimine. Veste un costume verde piuttosto classico (molto “british”) e porta una maschera viola per evitare di farsi riconoscere (oh, com’era ingenuo il fumetto novecentesco…). Ha uno scettro dall’impugnatura a forma di punto interrogativo, col quale si diverte durante i suoi crimini. Nelle sue versioni più kitsch e improbabili, mr. Nigma va in giro con un altrettanto improbabile tuta in latex nera con tanti punti interrogativi disegnati (che volete farci, era roba di Joel Schumacher…). Ma, soprattutto, la caratteristica forte di Enigmista è il suo genio indiscusso, in grado di giocare con la mente di Batman attraverso una serie di elaborati test mentali e indovinelli, come è risaputo. Nigma può partorire straordinarie trappole e rompicapi in grado di sfidare la mente dell’avversario. La sua, insomma, è quasi una variazione sul tema del Joker, ma più raffinata, volta a mettere alla prova il mondo intero attraverso un tipo di crimine proprio di figure come quella di Arsenio Lupin.

22. Gioco mortale

Si può a questo punto vedere in Enigmista il componente di un “circolo” di cattivi batmaniani che rappresenta un perfetto contraltare alla ricerca di giustizia e razionalità propria dell’eroe. All’interno di esso, Joker è il giullare medioevale che portava scompiglio nella società, Due Facce il volto di una giustizia malata e condizionata, non più in grado di combattere il male, Spaventapasseri quello delle paure ancestrali che riaffiorano nella mente dell’eroe. È un gruppo di personaggi che rilegge il gotico americano tradizionale e la letteratura dell’insolito mettendo in scena un “freakshow” tutto particolare, fatto di un immaginario più horror che fantasy. Enigmista è dunque il simbolo del lato “cattivo” e “malato” dell’intelletto umano, del suo utilizzo sconsiderato; è il perfetto rovescio della medaglia della caratteristica fondamentale di Batman, che non è la forza ma, bensì, l’intelligenza e la capacità di leggere la realtà con altri occhi per risolvere i suoi enigmi. Se Batman è dunque Sherlock Holmes, Enigmista non è altro che un Moriarty molto più giocoso e fumettoso. La sfida fra i due non può che essere mortale, all’ultimo sangue, perché in fondo a battersi sono il bisogno quasi “divino” di giustizia di Batman e la tensione assoluta a sfidarlo, propria del suo avversario.

13. Un tipo da commedia?

Il passaggio su pellicola del personaggio ha visto tre incarnazioni; tralasciando quella televisiva e molto pulp del serial anni ’60, nel 1997 troviamo Jim “The Mask” Carrey a dare a Nigma il suo volto in Batman e Robin. Pur rimanendo nel campo del kitsch e del più che discutibile, mi sento quasi di dire che sia l’unica cosa da salvare veramente dei film di Schumacher. Per quanto ridicolo, sopra le righe e al livello del trash generale delle due pellicole, l’Enigmista di Carrey è un’incarnazione divertente ed estrema del personaggio, perfettamente in grado di restituire al pubblico tutta la sua carica anarchica e sgangherata (costume a parte: quello, sinceramente, ce lo saremmo risparmiato). Nella serie Gotham, Nigma viene invece riscritto quasi completamente, reso un personaggio realistico, prototipo del folle assassino con la capacità di avere intuizioni geniali, ma costantemente intrappolato in una rete di visioni distruttive. Difficile decidere quale fra le due versioni sia più interessante o vicina allo spirito del personaggio. Se infatti la versione di Gotham è meravigliosamente inquietante e gotica, quella di Schumacher traspone perfettamente l’immagine classica dell’Enigmista: quella di un cattivo iconico e pulp. Ops, ho parlato bene di un film di Batman di Schumacher, vado a fare penitenza.

– Fabio Antinucci – 

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