I cattivi della settimana: Bucky Barnes, il Soldato d’Inverno

Per questa puntata de I Cattivi della Settimana, compiamo un salto indietro nel tempo sino a un’epoca che abbiamo già intravisto parlando di Captain America e del suo arcinemico, Teschio Rosso: la Seconda Guerra Mondiale. Torniamo alla Golden Age del fumetto, ma solo e soltanto perché punto d’inizio del piccolo viaggio di quest’oggi. Un viaggio alla scoperta di Bucky Barnes, il Soldato d’Inverno, nemico/alleato del Cap nazionale!

11. Brothers in Arms

L’elemento fondativo di Captain America è da sempre la rielaborazione della figura del soldato, tipica del cinema americano d’avventura sin dalla Seconda Guerra Mondiale. Ecco, fra i tanti temi fondamentali trattati in questa (occhio che arriva parola brutta, eh!) rinarrazione del genere di guerra c’è senza dubbio quello del rapporto fra commilitoni, ed è qui che si inserisce la storia di oggi. Bucky entra in azione nel primissimo numero del fumetto come spalla del Capitano. Bucky lo segue in battaglia e lo aiuta a far fuori i nazisti cattivoni. Bucky è dunque la perfetta immagine del ragazzotto americano tutto buoni valori e fiducia nel prossimo, almeno finché la guerra non si porta via anche quest’ultimo rimasuglio di umanità. È il 1944, e Bucky muore in azione durante l’eroico tentativo di salvare Londra da un attacco nazista, trascinando 3il nostro eroe nello sconforto.

2. L’orrore della guerra

Cosa c’è di peggio del perdere un amico col quale si sono combattute battaglie mortali? Scoprire che quell’amico non è morto e che è passato al nemico. Bucky Barnes è un personaggio fortunato, perché dopo le sue prime gesta da “Robin-della-situazione” è passato nelle mani di Ed Brubaker, sceneggiatore fichissimo, che ha continuato la sua storia immaginando che Bucky non sia stato ucciso, ma rapito dai cattivoni sovietici, gli sia stato fatto il lavaggio del cervello e sia diventato una spia nemica. Brutta roba, perfetta per costruirci attorno Il Soldato d’Inverno, ambientato al giorno d’oggi (come Cap anche Bucky viene tenuto in stasi sino al nostro presente), 2una delle più interessanti e osannate storie di casa Marvel, nella quale i due si scontrano in una sfida tragica e appassionante, che condurrà a una redenzione difficile ma dal lieto fine.

3. Oltre gli stereotipi

Il Soldato d’Inverno è dunque l’ennesimo bell’esempio di quanto la storia e la politica U.S.A. abbia dato materiale utile ai creativi Marvel, portando al centro della narrazione un tema potentissimo come quello della guerra come fenomeno che non da nulla, ma distrugge e basta, e crea spaccature fra persone. Possiamo vedere, in maniera stereotipata, Capitan America come testata “reazionaria” solo superficialmente. In realtà la presenza di un cattivo che in realtà altro non è che l’ennesima distruttiva vittima della guerra dovrebbe far capire che le cose sono molto più complesse, e straordinariamente divertenti.

– Fabio Antinucci – 

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