Gnammo, il social network che ti fa mangiare

1Avete mai visto la foto di un vostro contatto su Facebook, seduto a tavola davanti ad un pasto regale che avreste volentieri condiviso con lui? Insomma, magari non sapete nemmeno perché abbiate quella persona tra gli amici, ma di certo un piatto di cozze difficilmente riuscireste a non desiderarlo. Bene, ecco che nasce Gnammo, un social network che fornisce ai suoi iscritti la possibilità di organizzare pranzi, cene ed eventi a casa propria e invitare un numero stabilito di sconosciuti, che pagheranno il pasto come al ristorante.

Vi mette un po’ in difficoltà pensare di aprire le porte della vostra abitazione ad estranei? Personalmente sì, eccome, ma questa idea ha invece spopolato e sta attirando molti iscritti in Italia. Pare, infatti, che il punto non sia tanto godersi grandi abbuffate (che comunque potrebbe capitare, ovviamente), ma conoscere gente nuova: una specie di nuova frontiera dello speed date. Gian Luca Ranno, ideatore della piattaforma, ha infatti asserito: “Il cibo è solo una parte dell’esperienza offerta da Gnammo, è quasi un pretesto. Il vero valore aggiunto è dato dalla possibilità di incontrare persone nuove e conoscere gli altri membri della community. Più di una volta nei nostri eventi sono nate importanti relazioni, personali o lavorative, tra individui che fino a poche ore prima neanche si conoscevano. Noi siamo un social network che vuole creare occasioni perché la gente “esca” dalla Rete e riprenda ad interagire nel mondo reale”.

2Quindi, se volete partecipare, non vi resta che iscrivervi al sito, che siate cuochi o “gnammers”: nel primo caso avrete tutti gli strumenti per descrivere l’evento culinario che volete realizzare, indicando menù, foto, posti disponibili e prezzo stimato; nel secondo caso potrete cercare tutti questi elementi, stabilendo quali siano le offerte più “appetibili”. In caso di risposta affermativa, lo gnammer, dopo aver pagato l’evento, riceverà l’indirizzo del cuoco, che comunque non dovrà necessariamente essere casa sua, ma comunque un edificio privato.

Gnammo è un progetto nato tre anni fa, unendo due progetti dai contenuti simili – Cookous e Cookhunter -, che hanno permesso la realizzazione di quanto adesso funziona così bene. Il primo evento ha avuto luogo nel luglio 2012, usando questo nome, dall’onomatopea che si trova spesso su Topolino. Insomma, con un po’ di coraggio, potrebbe essere un’esperienza particolare e l’idea di guadagnare su un pranzetto organizzato da noi di certo non è malvagia: voi cosa ne pensate? Avete già usufruito di questo servizio?

– Lidia Marino – 

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