Gli eroi della settimana: Wonder Woman

La conosciamo solo attraverso immagini sparse nella rete o nelle fumetterie specializzate, quasi nessuno di noi avrà letto le sue storie, ma quasi tutti conosceranno il ritornello della serie tv a lei dedicata negli anni ’70: quest’oggi Gli eroi della settimana ci fa conoscere Wonder Woman!

1. Femminista ante-litteram

Wonder Woman nasce dalla DC Comics nel 1941, sotto la firma di William Moulton Marston; non il cl1assico sceneggiatore stipendiato dalle major, ma psicologo e inventore della famosa macchina della verità, che tante volte abbiamo visto comparire nel genere poliziesco. Marston era una sorta di filosofo e le sue riflessioni erano incentrate sui comportamenti umani, sul modo in cui nascano e si sviluppino, nonché sui ruoli sociali. All’apice di questa ricerca, Marston arrivò ad affermare il primato della donna sull’uomo, perché più amorevole e spinta verso la perfezione da un istinto naturale. Non serve spiegare allora come sia nata Wonder Woman, supereroina tutta muscoli, bellezza e mente che aiuta l’umanità a migliorarsi in maniera molto simile a Superman. Un’eroina che doveva dimostrare, in un’età di restrizione per il genere femminile, quanto anch’esso poteva dare all’umanità. Il tutto in un formato popolare. Le prime storie di Wonder Woman erano dunque eroiche, appassionate, e la protagonista portava avanti il suo ruolo in maniera convintissima. Negli anni ’50, con l’avvento di un clima molto più moralista nell’opinione pubblica americana, questi caratteri vennero sfumati ma, con la rivoluzione culturale degli anni ’60-’70 Wonder Woman, tornò lentamente ai suoi standard di eroina tutta d’un pezzo, come la conosciamo oggi.

2. “Neoclassicismo”

1Come il Thor della Marvel, dagli anni ’80 Wonder Woman assume caratteristiche e connotati che rimandano la mente alla mitologia antica. Se per Thor si trattava di quella nordica, nelle storie moderne dell’eroina DC abbiamo tanti, tantissimi riferimenti alla grecità, dalle Amazzoni (elemento che accompagnava il personaggio dall’inizio, ora però potenziato) e agli dei. Soprattutto l’ordine di leggendarie combattenti femminili ha un posto di straordinaria importanza nella mitologia “politica” del “personaggio”, perché l’immagine di un fichissimo gruppo di guerriere senza paura che si pone a protezione di un mondo sempre più decadente e in pericolo riesce come straordinariamente d’impatto, moderna in una maniera eclatante. Anche se spesso le storie si sono colorate di pulp e il suo stesso costume richiama lo stile eroico dell’epoca, leggendo la Wonder Woman moderna c’è sempre un’atmosfera diversa, più epica, più seria. Non a caso, Lois Lane a parte, la vera partner del “divino Superman” è proprio l’erede di un’epica molto più antica di quella dei supereroi americani (che i critici hanno detto parte di una “mitologia postmoderna”). Un ponte concettuale fra antichità e modernità che, se da un lato sembra retorico e scontato, 3dall’altro affascina ancora oggi.

3. Sottovalutata?

Oh, sapete che vi dico? Non ho mai apprezzato molto Wonder Woman. Fa parte della grande triade dei più importanti supereroi della DC, assieme a Batman e Superman. Solo che loro hanno avuto uno status e una fortuna più ampia grazie alle varie letture che gli autori gli hanno dato, mentre forse il carattere pulp del personaggio originale l’ha un po’ appiattito, l’ha reso “vecchio” e scontato. In realtà leggendone le caratteristiche, Wonder Woman e la sua controparte Diana dovrebbero forse essere approfonditi meglio, rielaborati e fatti rivivere in avventure più al passo con i tempi. Si tratta di un’eroina che era moderna quando ancora i tempi erano “antichi” gli anni ’40. Vedremo se Zack Snyder e il produttore Christopher Nolan riusciranno a darne una versione adulta in Batman V Superman-Dawn of Justice (in cui sarà interpretata dall’attrice israeliana Gal Gadot), perché il potenziale c’è e già dalle prime immagini promozionale si vede!

– Fabio Antinucci – 

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