Gli eroi della settimana: Batman

Puntata numero tre per la nostra rubrica Gli eroi della settimana: Batman sarà il protagonista di questo appuntamento. Non possiamo, infatti, non presentarvi l’altro grande eroe della DC Comics, forse l’unico vero rivale di Superman in fatto di fama.

Everybody loves Batman:1

Tutti gli appassionati di fumetti, ma anche coloro che non hanno mai preso in mano un albo, trovano sempre parole positive per Batman. Piace tanto, sia al cinema che nei fumetti. Nato nel 1939 dalla penna di Bob Kane, il personaggio è un’evoluzione naturale dell’eroe vendicatore, uno degli archetipi principali della letteratura popolare nell’800; suoi antenati sono quindi Vidocq e, in parte, Jean Valjan: tutti si oppongono alle crudeltà e le ingiustizie delle metropoli moderne e tentano di proteggere i deboli ad ogni costo. Batman sceglie di mascherare il suo volto e di avvolgersi in un mantello nero, diventando un tetro simbolo di giustizia; arriva, pesta i cattivi di turno (che possono essere gangster, alieni, fantasmi… per lui non fa differenza!) e scappa via. Batman è un’ombra, un crudele fantasma che, in settantacinque anni, è stato descritto in talmente tanti modi dai vari autori da aver 2assunto uno spessore davvero invidiabile.

Un eroe malato:

Non serve raccontare come e perché Batman diventi Batman, ma è molto più interessante dire che tanti critici e sociologi hanno caricato questa scelta di vita di tanti e vari significati. Se all’inizio sembrava chiaro che Batman andasse a caccia di Joker perché era un giusto in cerca di vendetta e giustizia, pronto a mettersi a disposizione della società, dagli anni ’70 ad oggi tanti autori hanno posto una domanda: e se Bruce Wayne fosse diventato Batman perché non riesce a soffocare i suoi fantasmi interiori? E se Batman, l’amico di tutti, l’eroe che protegge e salva, fosse un malato che non ha superato la morte di “mamma” e “papà” e che per questo cerca consolazione nella violenza e nell’adrenalina del combattimento? Uno schiavo del dolore, che Sigmund Freud avrebbe potuto trattare come caso clinico? Leggendo e guardando come è stato caratterizzato nelle sue ultime più grandi 3avventure, dalla storia The Killing Joke di Alan Moore alla trilogia di Christopher Nolan, passando per i videogiochi della linea Arkham, i sospetti si fanno certezze.

Quando il fumetto diventa letteratura:

Batman è stato ed è tutt’ora fra le più grandi risorse del fumetto mondiale, perché il modo in cui ha permesso a decine di autori di raffigurarlo in maniera sempre diversa e ricca di sfaccettature e ai critici di decostruirlo e analizzarlo ha aiutato a far comprendere che attraverso l’arte sequenziale è possibile parlare di “cose serie” come, in questo caso, l’ambiguità della natura umana. Batman è un archetipo incastonato nella cultura pop; lo si può trattare come un eroe oscuro, ma scanzonato e ridicolo (come si faceva negli anni ’60) o ergerlo a simbolo del cuore nero d’America (come fa Grant Morrison nella graphic novel Arkham Asylum). Fatte le dovute proporzioni, Batman è per il fumetto ciò che gli eroi classici come Ulisse o Achille sono per la cultura mondiale: un mito fondamentale, a cui si può e si deve sempre ritornare per capire qual è la giusta via.

– Fabio Antinucci – 

2 pensieri su “Gli eroi della settimana: Batman

    • Hai perfettamente ragione nel farmi questo appunto, ahimè: una non grande mancanza nel testo (scritto “di fretta”).

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