Giovani promesse: Anya Taylor-Joy

Benvenuti al primo appuntamento con una nuova rubrica, dedicata alle nascenti star dal cinema e della televisione, coloro che in questi ultimi anni stanno conquistando il pubblico con interpretazioni sempre migliori. Vanno dai cinque ai trent’anni (voglio ancora considerarmi “giovincella”) queste giovani promesse: Anya Taylor-Joy, la “regina degli scacchi”, è la prima di loro, e come potevamo non cominciare dal bel caschetto rosso che sta conquistando i cuori di tutti, così come la sua Beth Harmon, con stile e un animo complesso, conquista il mondo degli scacchi?

Anya ha un volto molto particolare, forse dovuto all’incontro di culture che ha nel sangue: un po’ inglese e un po’ scozzese, un po’ spagnola e un po’ argentina, Anya è l’ultima di sei fratelli cresciuti tra Buenos Aires e Londra. Il suo debutto come protagonista è stato solo cinque anni fa, meno che ventenne, nel primo lungometraggio dell’acclamato Robert Eggers, The VVitch, nei panni dell’adolescente Thomasin, qui prima di tanti fratelli all’interno di una famiglia tanto puritana da essere scacciata dalla comunità con cui viveva nel New England. È il 1630 e le superstizioni sono tante, specie quelle legate alle streghe, e dopo l’improvvisa scomparsa del fratello più piccolo, posto sotto le sue cure, l’ipotesi che Thomasin possa essere una strega prende sempre più piede all’interno della famiglia. Si tratta di un ruolo poco semplice per un’esordiente sul grande schermo e Anya è riuscita a caratterizzare il dolore e la paura di Thomasin tanto bene che non passa molto tempo, prima che un altro amante del genere horror la scopra.

Siamo nel 2016 e nelle sale esce Split, la pellicola di M. Night Shyamalan con protagonista James McAvoy. Qui Anya interpreta una delle ragazze che viene rapita dall’uomo dalle multiple personalità, portando in scena un personaggio molto diverso dal precedente; cambierà anche nei successivi Marrowbone e Amiche di sangue, entrambi del 2017, e nel film – distribuito solo on demand in Italia – Radioactive (2019), storia di Marie Curie.

Si tratta però di progetti che passano in secondo piano a causa della sua comparsa nel più noto Peaky Blinders e, soprattutto, nelle pellicole che l’hanno impegnata nell’ultimo periodo: Emma, tratto dall’omonimo romanzo di Jane Austen, e The New Mutants, al quale partecipa come Magic insieme alla “ragazza prodigio” de Il Trono di Spade Maisie Williams.

Quand’è, però, che è esplosa la passione per lei? Proprio ora che, grazie alla nuova miniserie Netflix, tutti hanno potuto conoscerla con il personaggio di Elizabeth “Beth” Harmon, prima donna a riscuotere un successo mondiale negli scacchi nel libro The Queen’s Gambit di Walter Tevis (1983). La regina degli scacchi (2020) segue le vicende dell’orfana Beth durante l’infanzia e nella famiglia adottiva; Beth ama la matematica e gli scacchi, è estremamente dotata, ma per tenere a freno le bambine nell’orfanotrofio vengono somministrati loro dei tranquillanti, ai quali già da ragazzina lei diventa dipendente, in quanto crede che la aiutino a “visualizzare” qualunque partita nella sua mente. In soli sei episodi – escluso il primo – Anya rappresenta Beth come figlia modello e come schiava dell’alcol, come donna che tiene al proprio stile e al proprio aspetto e come lottatrice che vede nello stato di campionessa mondiale di scacchi la sua meta da raggiungere il prima possibile.

Guardate Anya. Osservate il suo processo, l’entusiasmo che pone nel lavoro, lo sguardo e i lineamenti particolari che vi conquisteranno.

– Sara Carucci –

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