Finali di serie che non hanno convinto i fan

Inutile negarlo: se il finale di un telefilm che abbiamo amato ci delude, una parte di noi rimane incredibilmente ferita, perché di solito siamo rimasti fedeli alla sua storia per almeno cinque sei anni, se non per molti di più. Alcuni difendono strenuamente le scelte degli autori, altri si infuriano, altri ancora piangono, nascosti dal mondo: qualche reazione comunque – e parlo dei veri appassionati – è impossibile non averla. Finali di serie che non hanno convinto i fan ce ne sono stati molti, ma questi sono stati quelli che hanno fatto tanta confusione, anche a distanza di anni:

1. Alias

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Dopo cinque stagioni passate a parlare del mistero di Rambaldi, il finale di Alias è sembrato un po’ frettoloso, con troppe domande lasciate aperte e poco approfondimento alle dinamiche tra i personaggi. Perché, insomma, Rambaldi aveva scritto tutti quei papiri? Insomma, che lavorasse sull’immortalità non era un segreto, visto che lo avevano ribadito più volte durante il corso delle puntate (e anzi il nemico storico Sloane, nella quarta stagione, aveva addirittura affermato “Rambaldi isn’t about immortality”), perciò che piano aveva realmente? E se anche fosse stato solo quello il suo scopo, perché seppellirne il segreto per tutto quel tempo, fino a far nascere un prescelto che potesse distruggerlo? Queste alcune delle critiche fatte dai fan al finale, oltre all’accusa di aver accorciato i tempi per rendere la Garner più libera e per permettere a J.J. Abrams di focalizzarsi su Lost.

2. True Blood

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Fatico a credere che a qualcuno possa essere piaciuto. Sia chiaro: questo telefilm è sempre stato altalenante, passando da episodi costruiti alla perfezione a semplici espedienti ridicoli per mostrare il sedere di qualche bell’imbusto, ma la penultima stagione aveva fatto ben sperare in una ripresa che è sfumata totalmente con la settimana season. Terribile è l’aggettivo che mi viene in mente (tranne tutti i flashback riguardanti Pam ed Eric, a mio avviso, che erano deliziosi), ma parliamo delle accuse più comuni fatte al finale: lo show, dagli inizi, è stato, in modo imperterrito, Bill-centrico e questo è innegabile, però, fino a quando questo non intaccava la presenza degli altri personaggi, poteva quasi essere accettabile come dato di fatto. Ma nell’ultima puntata non salutiamo degnamente quasi nessuno del cast, se non i due protagonisti. Anche gli altri spasimanti di Sookie vengono liquidati senza troppe cerimonie (io, al posto di Joe Manganiello, mi sarei rifiutata di venir uccisa in modo così stupido e inutile, solo per permettere alla biondina più odiosa del pianeta – sì, scusate, la odio – di rimettersi in gioco) e dei grandi volti di Bon Temps a pochi viene concesso più di qualche secondo. Tutto per parlare di Bill prima divinità, poi poverino e poi suicida: vi assicuro che mi è sempre piaciuto come personaggio, ma quando è troppo è troppo.

3. Dexter

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Credo che sia uno di quei finali che mette d’accordo tutti: come Breaking Bad per bellezza, nel caso di Dexter per acuta delusione. Perché? Beh, nel finale il protagonista decide di allontanarsi da Miami e dalla sua famiglia per non rischiare di nuocere al loro benessere, dato che dopo la morte di Deb, l’uomo capisce di poter ancora provare dei sentimenti e questo lo porta a lasciare libero Oliver Saxon, l’assassino di Deb. Questa scelta non è piaciuta a molti fan, che volevano vedere il protagonista pagare per i crimini commessi in queste stagioni, probabilmente anche per una certa coerenza del percorso, nonché per sete di giustizia. John Goldwyn, un produttore dello show, si è difeso dalle accuse, sostenendo che la decisione di non uccidere Dexter è stata imposta agli scrittori da Showtime, che probabilmente pensava alla morte del protagonista come uno specchietto di accuse da parte del pubblico. Invece è stato proprio il contrario, deludendo i fan per un finale che lascia aperte troppe questioni e che vede il protagonista scappare in mezzo ad una tempesta senza ferirsi e poter così scappare. Certo è, comunque, che sia consegnare il personaggio alla giustizia che ucciderlo sarebbe stato banale, a mio avviso, quindi, se avessi dovuto personalmente scegliere un finale, sarei stata molto indecisa su quale direzione far raggiungere dallo show.

4. Merlin

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Come sempre, a qualcuno il finale – tragico – non è dispiaciuto, anche per una sorta di coerenza rispetto ai libri, ma altri hanno criticato la scelta di uccidere Arthur, sostenendo che la serie ormai si era discostata dalla trama originale e far morire il personaggio non era una mossa così coerente. Insomma, se per cinque stagioni si era riusciti a sorvolare sui dettagli importanti che avevano visto stravolta la storia, era proprio perché si sperava che il finale sarebbe stato lieto e invece gli autori hanno deciso proprio all’ultima puntata che non poteva discostarsi dalla Saga di Camelot e dovevano quindi togliere la vita ad Artù. L’unico elemento che sembra abbia messo d’accordo tutti è stata l’ottima interpretazione degli attori, ma per il resto, sebbene qualcuno abbia sofferto, ma amato per gli avvenimenti conclusivi, nel complesso moltissimi li hanno ritenuti frettolosi e, nel caso della morte, anche inutili. Non è tanto la morte in sé di Artù che lascia basiti, infatti, quanto il fatto che vada contro il progetto stesso della serie, ovvero mostrare personaggi leggendari prima che diventassero, appunto, leggenda. Quindi che senso ha uccidere uno di questi prima che possa effettivamente fare qualcosa? Sarebbe stato come uccidere Clark Kent in Smallville prima che iniziasse a volare e a salvare il mondo. Inoltre, non è stato mostrato l’epico combattimento tra Merlino e Morgana, che anzi è descritta in maniera abbastanza patetica. Insomma, sembra che questa scena triste sia stata voluta per porre attenzione a quella parte di fan che amavano esclusivamente il rapporto tra il protagonista e Arthur, ma così ne ha risentito il valore stesso della serie.

5. How I met your mother

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Allora, cercherò di riportarvi le critiche effettuate alla puntata dai più, perché io ho talmente tanto da dire che potrei riempirci interi libri, ma finirei per annoiarvi e, del resto, la mia opinione è solo una su tante (io ho odiato il finale). Molti sostengono che i fan siano rimasti sconvolti per l’aggiunta finale di Ted che, dopo essere stato rifiutato così tante volte che neanche Paris Hilton alla richiesta di indossare l’intimo, decide che, dopo aver avuto una moglie che ha amato tanto e ora è morta, ha avuto quello che voleva dalla vita e può finire la sua vecchiaia con quella che è sempre stato il suo pallino fisso: Robin. In realtà, questa è stata sola la goccia, per quanto fastidiosa, che ha fatto traboccare il vaso: l’intera ultima stagione è stata una lunghissima sequenza di pochi giorni prima del matrimonio di Barney e Robin, che niente ha aggiunto alla storia, se non l’arrivo, appunto, della madre, alla quale comunque è dedicato pochissimo spazio. Il punto non è che poi, dopo tutto il percorso fatto, i due avrebbero dovuto necessariamente amarsi per tutta la vita (ok, devo intervenire: cavolo, sì!), ma che almeno, dopo dieci anni, dimostrassero di essere cresciuti. E invece Lily sforna un altro bambino, Barney torna ad essere il dongiovanni di prima, solo molto più patetico, e Robin la glaciale donna d’affari. L’unico che sembra progredire è il protagonista, che poi però torna al punto di partenza, nella scena finale. Insomma, basta aggiungere un commosso Neil Patrick Harris davanti ad una bambina per mettere tutto magicamente a posto? No.

6. I soprano

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Nell’ultimissima scena di uno dei telefilm più amati di tutti i tempi, si vedono i protagonisti Tony e Carmela Soprano, seduti in un ristorante con loro figlio. Dopo minuti dove non succede assolutamente nulla, lo schermo diventa nero e appaiono i titoli di coda, creando un effetto di shock nello spettatore. Dopo otto anni da quella scena, David Chase, il creatore, ha voluto sottolineare che il punto non sta nel fatto che Tony Soprano sia vivo o morto, quanto a focalizzare l’attenzione sulla canzone inserita nello sfondo (Don’t Stop Believin’, dei Journey): “non ho mai considerato il nero come uno sparo, volevo che la gente non smettesse di credere. Il finale era molto più semplice e di pancia di quanto non pensi la gente: anche se la vita finisce e arriva la morte, non bisogna smettere di credere”. Queste le sue parole, ma di certo è innegabile che quel finale ha fatto davvero uno scalpore enorme, facendo andare fuori di testa gli spettatori, increduli che la loro serie preferita potesse concludersi in quel modo enigmatico.

7. Battlestar Galactica

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Battlestar Galactica ha guadagnato notorietà per essere una serie alla quale piaceva rischiare, sia stile che nell’estetica. Così non è stato, però, per il finale, che si è risolto nella tipica rappresentazione alla Adamo ed Eva, con i superstiti che devono creare nuova vita in un nuovo pianeta: insomma, già visto e anche visto fare meglio. In un universo così moderno come quello illustrato allo spettatore, è destabilizzante vedere risolvere i quesiti con la spiegazione di un Dio più alto: questo quello creduto da molti, ma anche apprezzato da altri. Un Deus ex machina a tutti gli effetti, che tesse i fili dei protagonisti e della galassia intera, muovendone i passi: una decisione coraggiosa da parte degli scrittori, ma di certo molto criticata. Molti elementi rimangono sospesi:
Baltar che vede Caprica 6 nella sua mente dalla prima puntata e scopre solo all’ultima che si tratta di angeli? Come Khara, che invece vedevano tutti; la fine dei Cyloni di Cavil? Galen che strangola l’assistente della Roslin, senza chiederle domande sull’uccisione di Kelly… insomma vari elementi chiusi senza un punto definitivo e logico, lasciando una sensazione di velocità, come un’urgenza a concludere una storia che forse avrebbe avuto bisogno di ulteriore tempo per finire degnamente.

8. Desperate Housewives

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In realtà, molte delle critiche che vennero fatte alla serie erano collegate principalmente all’intera ultima stagione, dove i toni si erano fatti troppo cupi, creando una sensazione disturbante rispetto al resto del telefilm, come se appartenesse ad un’altra storia. Infatti Desperate Housewives, per quanto da sempre incentrato su gialli e su misteri, aveva un tono nel narrarli che era sagace e pungente, ma sembra essersi dileguato alla fine di tutto. Il finale vero e proprio svela che le donne si divideranno, così come spesso la natura porta a fare, e questo è stato un elemento che alcuni hanno amato e altri odiato, perché di certo d’effetto, soprattutto per l’animo sensibile di un fan che si appresta a veder terminare la serie che ha seguito così a lungo. Insomma questa ottava stagione si è presa davvero troppo sul serio, rendendosi pesante e a tratti anche scontata, trasformando le quattro casalinghe protagoniste, dal ruolo anomalo che avevano inizialmente, in semplici donne, come si vedono in qualsiasi altra soap. Un finale non degno della serie, che forse meritava qualcosa di più che concludersi quasi in sordina.

9. Veronica Mars

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Uno dei finali che ha attirato più delusione e rabbia su di sé. Nel 2007 lo show venne cancellato e questo portò il creatore Rob Thomas a concludere la propria serie in modo del tutto inconcludente. I protagonisti, Veronica e Logan, ancora innamorati, ma divisi (questa volta dalla new entry Piz) e il padre della protagonista, Keith, di nuovo nei guai (come al solito per aver cercato di coprire la figlia). La cornice? Una pioggia triste, che viene comparata alle lacrime di Veronica. Per quanto poetico, vedere per tre anni una serie e ritrovarsi nel suo finale al punto di partenza di certo non era ciò che i fan volevano. Thomas ha raccontato in seguito di aver scritto una fine del genere nella speranza che il network CW ci ripensasse, ma non fu così. Anni dopo, però, lui e la Bell hanno lanciato una campagna su Kickstarter per accumulare i soldi necessari a girare un film basato sulla serie, che desse una degna conclusione alla storia amata dagli spettatori. La scommessa con la Warner Bros era di riuscire a raccogliere due milioni di dollari in un mese e, nel giro di dodici ore, la coppia l’aveva già vinta, accumulando in un anno un totale di 5,7 milioni! Sembra che i fan, questa volta, siano stati contenti di quello che hanno visto, per fortuna.

10. Lost

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Sono sincera? Ho faticato ad inserire il finale di Lost all’interno di questa classifica, perché a mio avviso, per quanto strana come puntata, l’ho trovata coerente con il tenore della serie, che ormai si era spinta troppo avanti perché fornisse tutte le spiegazioni che i fan avrebbero voluto e che, comunque, almeno si ricollegava alla prima stagione (la più bella, insieme alla seconda), con un effetto nostalgico che io personalmente ho apprezzato. Ma, del resto, non potevo proprio non nominarla, dato che, a distanza di undici anni, continua ad attirare attenzione e polemiche, in discussioni fatte con gli altri ammiratori della serie. Le maggiori critiche vennero fatte sulla confusione dell’ultima puntata, che a tratti lasciava credere che i protagonisti fossero morti dall’inizio (e invece no!), o che non dava spiegazioni tecniche di tutto quello che era accaduto ai personaggi, e che comunque lasciava molte – troppe – domande aperte. I produttori, comunque, in seguito precisarono che essendo la serie basata su persone che non si erano solo perse su un’isola, ma che metaforicamente avevano perso se stesse, il finale di tipo spirituale, incentrato sul destino, era scritto nella trama stessa. Lindelof e Cuse non si sono tirati indietro nell’ammettere di aver creato una serie televisiva che prevedesse tantissime domande, complesse, e nessuna risposta fornita, ma alla accuse hanno risposto semplicemente: “ci sentivamo come se Lost fosse una sorta di teoria del Big Bang ed ogni domanda non faceva che portare ad un’ ulteriore domanda. Ma ciò di cui ci siamo occupati con cura è stato rendere il percorso di ogni personaggio il più emozionante possibile”. Del resto, “è questione di fede, Jack” avrebbe detto Locke, no?

Quale di questi finali vi ha deluso di più? Quali invece voi avete amato, a dispetto dell’opinione generale?

– Lidia Marino – 

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