Era una notte buia e tempestosa: letture perfette per Halloween

1Ok, l’incipit non appartiene ad una storia horror, ma faceva atmosfera, no? “Era una notte buia e tempestosa”, infatti, è stato usato per la prima volta da Edward Bulwer-Lytton nel racconto Paul Clifford, che parla di criminalità, non di creature della notte. Certo, sono sicura che molti l’abbiano conosciuta tramite I tre moschettieri o anche dall’ampio uso che ne fa Snoopy, ma questa è la sua genesi. Ma mi sto perdendo in chiacchiere: l’obiettivo di questo articolo è regalarvi delle letture perfette per Halloween, la notte più amata dagli spiriti maligni e dalle creature oscure.

Le apparizioni letterarie della notte delle streghe parte addirittura dal 1556, anno della prima testimonianza del termine in un testo scozzese, apparso anche in Misura per misura di Shakespeare. Il nome invece deriva dalla variante scozzese All-Hallows-Eve, ovvero Ognissanti. Apparirà come titolo nel 1785 di un libro di Robert Burns, mentre il primo riferimento a Jack O’lantern si trova in un racconto dell’americano Nathaniel Hawthorne, La mente stregata.  Per quanto molti ancora sostengano che Halloween non andrebbe festeggiato, perché un tipo di celebrazione “non nostra”, fortunatamente la voglia di inneggiare ad un tipo di rito che comunque2 fa parte di ogni tradizione ha avuto il sopravvento. Infatti basterebbe documentarsi per sapere che anche la cultura italiana aveva l’antica credenza dei defunti che visitano i vivi la notte del 1 novembre, durante il quale vi era il dono del “pane dell’anima” dei primi cristiani e, a Sassari, anche le rape intagliate e illuminate. Comunque, che abbiate o meno voglia di celebrare questo giorno, se amate la letteratura dell’orrore potrete comunque godervi il clima che albergherà per le strade, rimanendo tranquilli nelle vostre casette.

Partiamo dai grandi classici: come non cedere al fascino di capolavori unici come Il Vampiro, di Polidori o Frankenstein, di Mary Shelley, nati, tra l’altro, da una sfida organizzata nella stessa notte? Giusto stuzzicare il vostro gossip letterario, pare che Polidori si sia ispirato, per il rapporto difficile tra i protagonisti del suo racconto, alla propria esperienza con Byron, mentre per il personaggio di Jante il modello sarebbe stata la stessa Mary Shelley, amata in segreto dal giovane medico. Ma continuando a parlare di vampiri, non posso che citare uno dei miei romanzi preferiti, Dracula di Bram Stoker, che non può mancar3e nella vostra bibliografia e che si adatterebbe perfettamente a questa notte oscura. Provate anche con The Beetle, di Richard Marsch, o con Il Castello di Otranto, di Horace Walpole, e, se vi piace il gotico, non perdetevi Il Monaco di Matthew Gregory Lewis. Ovviamente, una raccolta di racconti di Edgar Allan Poe o di H.P.Lovecraft vi daranno quel pizzico di terrore che tanto si sposa al clima della serata. Spostandoci verso autori più recenti, abbiamo il Poirot e la strage degli innocenti di Agatha Christie, dove una ragazza viene ritrovata affogata in uno secchio d’acqua usato per il gioco delle mele, attività ludica tipica di Halloween.

Se preferite qualcosa di più leggero, perché i racconti paurosi vi terrorizzano, leggetevi tutti i volumi dei Peanuts dedicati alla notte delle streghe, con protagonista il dolce Linus che attende il Grande Cocomero, un essere soprannaturale che, nella notte di Halloween, si innalza in volo da un campo di zucche per portare giocattoli ai bambini. The Great Pumpkin è citato anche da Stephen King in The Dome, del 2009. È una festività che non piace tanto, però, allo scrittore, perché la gente tende ad appostarsi sotto casa sua, come sede di pellegrinaggio, poverino. Evitate di fare gli stalker e dedicatevi ad una buona lettura: non ve ne pentirete.

– Lidia Marino – 

 

 

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