Dragon Ball torna in televisione

aBene, arriviamo subito al dunque, perché tanto girarci attorno serve a poco: Dragon Ball torna in televisione a luglio con una nuova serie animata curata dallo stesso maestro Toriyama. Sì, proprio quella con i mega-supersayan-chefannabbotte, le-sfere-del-drago e il drago verde. Sì, quella in cui il numero dei componenti delle famiglie dei protagonisti della serie competeva con quello delle famiglie dei protagonisti di Beautiful (ma senza tradimenti, figli illegittimi o scene di nudo…).

La nuova serie sarà intitolata Super; la novità più grande però è che sembra che non sarà un vero e proprio sequel: le indiscrezioni rilasciate sembrano collocare gli eventi narrati poco dopo il finale di Dragon Ball Z, la seconda serie animata del brand, dunque prima degli eventi della terza serie, Dragon Ball GT (che era pensato e prodotto per la TV e non tratto dal manga). Che cosa vuol dire questo? Le ipotesi sono due: o Dragon Ball Super costituirà una sorta di “linea temporale alternativa” agli eventi di GT, di fatto proponendo un reboot dell’ultima parte dell’anime, oppure, molto più probabilmente, Toriyama utilizzerà il buco di sei anni fra Z e GT per costruire un’altra serie di eventi e sfide per i protagonisti. Del resto, una delle caratteristiche di uno dei protagonisti principali dell’intrattenimento televisivo per ragazzi dei primi anni 2000 era proprio la tendenza dell’autore a trascurare la logica intrinseca del racconto e ad inserire di peso nuovi eventi qualora si dovesse “far cassa” con nuovi prodotti che stravolgevano gli eventi interni alla continuity (ricordate i gran casini di realtà parallele nella parte centrale di Dragon Ball Z e nei film d’animazione stand-alone in essa ambientati?).

La rete è impazzita; si parla di “evento storico” e di ritorno dei grandi brand storici. Fa strano, è vero, pensare ad un sequel dopo diciotto anni (ed all’epoca del successo di DB Z lo stesso Toriyama disse che ormai per lui Dragon Ball era storia chiusa), tuttavia è una notizia che non dovrebbe far pensare più di tanto: siamo o non siamo in un momento storico in cui i vecchi brand, da Superman a Star Wars, vengono di continuo a remake e reboot? E se qualcuno storce il naso per il paragone di Toriyama con Lucas, forse pensare al fatto che l’industria degli anime, per il Giappone, è come la Hollywood dei blockbuster per gli U.S.A.

– Fabio Antinucci – 

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