Daredevil – Commento alla Seconda Stagione

Come oramai è risaputo, la Marvel ha intenzioni serie. Grazie ad un accordo con Netflix, la casa produttrice dei fumetti supereroistici più letti al mondo sta portando avanti un progetto ambizioso, ovvero quello di portare sullo vostro schermo le storie dei Defenders. Questo gruppo è un conglomerato di supereroi forse meno famosi degli Avengers, ma con una punta di diamante: il supereroe cieco Daredevil

Così, dopo aver visto una stagione dello stesso Diavolo di Hell’s Kitchen e una stagione (strepitosa, ve la consiglio) di Jessica Jones, rivediamo Daredevil per una seconda stagione. Eccone il mio commento.

1. I PERSONAGGI

01Lo ammetto: Daredevil non è affatto tra i miei eroi preferiti. Questo non toglie che, in entrambe le serie, esso rimanga coerente con se stesso. Lui vuole aiutare la propria città, ma senza uccidere. L’arrivo di The Punisher mette in dubbio questa sua scelta e, che lo spettatore sia d’accordo o no, questo personaggio entra, pian piano, nel cuore di tutti. Attenzione: The Punisher non è un eroe vero e proprio. Lui uccide, trucida, tortura senza remore, anche se lo fa solo ai cattivi. Dopo un inizio lento, però, il personaggio non si può dire fatto male. Lo stesso, forse, non può valere per Elektra. Nonostante si sappia della facilità con cui uccida le persone, nella serie il personaggio rimane incoerente con se stessa più volte. La presentano come una intelligente, poi non lo dimostra sempre; la presentano come un’abile combattente, ma spesso, senza Daredevil, sarebbe morta. In più, il ruolo importante che le danno, sembra molto stiracchiato. Insomma, niente di che. E aggiungo una nota a margine: Wilson Fisk. Nonostante Kingpin sia da sempre stato il cattivo che meno ho amato dei vari supereroi (nei fumetti lo ritroviamo contro più di un supereroe), il lavoro fatto dagli sceneggiatori e da Vincent D’Onofrio lo hanno reso indimenticabile nella prima stagione e, nelle sue poche apparizioni, unica boccata di aria fresca nella seconda.

2. LA TRAMA

02Come accennavo parlando di Elektra, la trama alla fine diventa molto stiracchiata, ma non solo. La vera pecca della seconda stagione è la confusione che si genera nello spettatore. Certo, gli sceneggiatori volevano creare di sicuro una serie diversa, dove non c’è un nemico fisso dall’inizio alla fine, ma dove succede tutto ed il contrario di tutto, ma il risultato che ne viene fuori è confusionario e caotico. Per farvi un esempio, raccontando la trama dell’intera stagione alla mia ragazza, a metà mi sono sentito dire “Aspetta, non ti sto più dietro.
Oltre al caos della trama, accadono delle cose che la serie non solo non spiega (che potrebbe essere anche un’arma per aumentare l’hype verso la serie dei Defenders), ma tralascia pienamente, senza dare minimo peso. I nostri eroi scoprono qualcosa, ma poi non cercano di capire chi possa essere stato o perché. Tralasciando parecchi particolari.

3. LA STORIA OLTRE LA MASCHERA

03Una cosa che spesso trovo odiosa nei film e nelle serie TV, è come alcuni comportamenti umani vengano completamente stravolti a favor di trama. Parliamo, infatti, di Daredevil nella sua veste di Matt Murdock e dei suoi rapporti con Foggy e Karen. Col primo, suo migliore amico che, dalla prima stagione, conosce la sua doppia identità, parte una sequela di litigi per “rompere la coppia“, litigi che potrebbero tranquillamente essere affrontati dicendo le cose, ma i fatti vengono nascosti o spiegati male. In più, i motivi di alcuni litigi sono veramente scarsi. Difficile è spiegarlo senza creare spoiler, ma, se vedete (o avete visto) la serie, sarò qui per parlarne con voi.
Parliamo invece di Karen? Come già si capiva nella prima stagione, finalmente qui Matt prende il coraggio necessario per uscirci. Nonostante io non ami la coppia (e nemmeno Karen), anche io ho esultato alle loro prime uscite. Poi, anche qui, l’allontanamento. Perché? Solo perché Matt, oltre a perdere la vista, ha perso anche la capacità di spiegare le cose per come stanno. Non dico di dirle che è Daredevil, ma io avrei trovato mille modi per spiegare la situazione.

4. GLI SPUNTI

04Ovviamente, la serie è una sequela di spunti per le prossime serie TV. Sia per i Defenders che per le altre serie in programma (dalla seconda di Jessica Jones, alle serie di Iron Fist e Luke Cage), ci sono tantissimi spunti e agganci, in piena modalità Marvel (se siete tra quelli che, alla fine di un film di supereroi, si alzano e non attendono la consueta scena dopo i titoli di coda, non potete capire). Una cosa che apprezzo molto di loro è, infatti, creare una serie di film e telefilm completamente collegate tra loro, seppur autoconclusive. Questo ha il pregio di creare attesa per i prodotti successivi e di creare un discorso unico e lineare.
Ed è anche molto bello sentire parlare di Jessica Jones nella serie e ritrovare personaggi dell’altra serie. Cosa che era già successa nella serie su Jessica Jones, dove ritrovammo Claire (personaggio ricorrente in Daredevil e interpretata da Rosario Dawson) nell’ultima puntata della prima stagione.

5. IL CATTIVO

Attenzione, in questo punto farò uno spoiler.
05Come sappiamo tutti, il successo di una serie o di un film del genere lo fa, sempre più spesso, il cattivo. Lo abbiamo visto nella prima stagione di Daredevil, dove la storia di Wilson Fisk (alias Kingpin) regge tutta la sceneggiatura. Il personaggio, interpretato magistralmente, come detto sopra, da Vincent D’Onofrio, è un turbinio di emozioni, tra i piani calcolati, il controllo di diverse associazioni a delinquere e il nuovo amore per Vanessa, una semplice proprietaria di una galleria d’arte. Lo stesso asso nella manica è stato giocato in Jessica Jones, dove David Tennant ha presentato una versione squilibrata e angosciante di Kilgrave. In entrambi i casi, nonostante Fisk e Kilgrave siano di fatto i “cattivi“, arrivi spesso per tifare per loro, perché, se i nuovi supereroi non sono così perfettamente buoni, anche i villain non sono così perfettamente cattivi.
In questa stagione, hanno toppato alla grande. The Punisher viene presentato subito come “il cattivo“, ma si capisce alla prima occhiata che non sarà lui. Infatti poi si scopre che vuole solo vendetta per la famiglia morta. Alla fine il villain della stagione è un’associazione asiatica chiamata La Mano, che cerca un’arma definitiva chiamata Black Sky. Ma questa associazione non ha mordente narrativo, rimane sempre in secondo piano e sembra sempre e solo “cattiva”, senza avere retroscena, strani passati o affascinanti sfaccettature.

In pratica, consiglio la visione della seconda stagione di Daredevil solo a chi è un amante del continuum narrativo della Marvel e non vuole perdersi nulla o ai fan sfegatati del supereroe cieco. Per gli altri, guardatevi Jessica Jones.

– Giorgio Correnti –

 

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