Come il Metaverso potrebbe influenzare la musica

Da perfetta nerd, appena ho sentito parlare Zuckerberg del Metaverso, immagini di Star Wars hanno preso a riempirmi la mente. Riunioni di Maestri Jedi, ognuno seduto chissà dove, tranquillamente capaci di vedersi e parlarsi, ma come se fossero tutti nella stessa stanza. Molto meglio di Zoom, no? Ovviamente, secondo i piani, ci  vorranno cinque anni, 10 miliardi all’anno, 50 milioni solo di sviluppo e almeno 10 mila nuovi posti lavoro prima che questo progetto possa essere usato da milioni o miliardi di persone. Vale la pena fantasticare prima, però.

Ma, oltre ad essere nerd, sono anche appassionata di musica e dunque ho pensato fosse intrigante riflettere su come questa nuova tecnologia potrebbe influenzale il mercato musicale. Le possibilità sono molteplici: dall’assistere ad un concerto esclusivo da casa propria, all’organizzazione di un party che preveda un dj non presente fisicamente all’evento (e che così potrebbe lavorare a più eventi diversi contemporaneamente). Non si parla solo di progetti, però, dato che a fine ottobre a Las Vegas, un evento musicale è stato il primo ad usare il Metaverso. Parlo dell’Electric Daisy Carnival, che ha insieme alla piattaforma Roblox, ha organizzato degli eventi mondiali, usufruendo proprio dell’idea che potrebbe rivoluzionare le nostre esperienze future. Gli artisti si sono esibiti in palchi virtuali e hanno partecipato a meet and greets con i fan. Wow, semplicemente.

Si potrebbe criticare il fatto che una esperienza vissuta dal vivo sarà sempre diversa e su ciò credo nessuno potrebbe dissentire, ma senza ombra di dubbio aprirebbe mille altre porte che prima avremmo visto chiuse e nemmeno immaginate possibili. È facile sognare, con una tecnologia così. Voi che ne pensate?

– Lidia Marino – 

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