Canzoni natalizie in Italia

In questo periodo dell’anno la maggior parte della musica festiva viene dall’estero, ma oggi ho deciso di trattare qualcosa di più personale, andando ad esaminare alcune delle più importanti canzoni natalizie in Italia.

Quando pensiamo alla musica di repertorio natalizia del nostro paese tra i cantici più importanti un nome spicca rispetto agli altri: “Tu scendi dalle stelle”. Composta nel 1754 dal Vescovo napoletano e compositore Alfonso Maria de’ Liguori, Tu scendi dalle Stelle andò a tradurre e pubblicare un brano già esistente chiamato “Quanno nascette Ninno”, cantato in dialetto, per estendere il tutto alla comprensione generale del popolo. Ma ci sono altre canzoni di cui trattare.

“Lusive la lune” è un brano popolare diffuso in tutto il territorio friulano che trova le sue origini in un canto del XVIII secolo. Sono molte le varianti dalla forma originaria, ma in tutte risuona l’atmosfera di una notte in cui la luna risplende come fosse giorno, in cui i fiori d’inverno germogliano come se fosse estate, e l’acqua dei fiumi risale verso le sorgenti. Un’atmosfera onirica e fiabesca, perfetta per il Natale. Sempre del Nord è “Dormi dormi, bel bambino”, che fa parte di una raccolta di “Sacri canti” di Don Giambattista Michi di Fiemme, ritrovata nella trentina Palù del Fersina e risalente alla fine del XVII secolo. Nella versione originale il canto si intitola “Canzonetta spirituale sopra l’Aria della marchiata”. Questa ninna nanna rivolta a Gesù Bambino non si ritrova in altri esempi della cultura europea e si riconduce invece alla danza popolare della “Marchiata”, diffusa in tutto il nord Italia.

Ci spostiamo nelle Marche, con “Natu natu Nazzarè”, molto noto e rievocato nella regione, soprattutto nella provincia di Macerata. Ancor oggi è immancabile nei repertori dei gruppi popolari che lo eseguono nel periodo dell’Avvento. A dare lustro a questo canto tradizionale è negli anni Cinquanta l’arrangiamento per coro del maestro Giovanni Ginobili, che negli anni ’60 viene addirittura inciso e prodotto dalla casa discografica Rca. In Sardegna invece non si attese il Concilio Vaticano II per recitare le preghiere non in latino. Così nel 1927 furono composti nove canti specifici per la preparazione al Natale, composti da due sacerdoti: Agostino Sanna, di Ozieri, e Pietro Casu (chiamato Babbai Pedru), di Berchidda. I canti sono ormai conosciuti e utilizzati in tutta la Sardegna: “Acculzu a Betlemme”, “Andhemus a sa grutta”, “A sos primos rigores”, “Candh’ est nadu Gesus”, “Duos isposos a s’iscurigada”, “Glòria: it’est custa armonia?”, “In sa notte profundha”, “Naschid’est in sa cabanna” e “Notte de chelu”.

Le vostre preferite?

– Lidia Marino – 

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