Benedict Cumberbatch, un magnifico Amleto

1Uno dei tanti lati positivi di abitare a Londra è la bravura degli attori inglesi: sono talentuosi e si prodigano in ogni tipo di recitazione, passando dal cinema al teatro con grande maestria. Certo, come dice mia madre, che in Inghilterra ha vissuto per i suoi primi diciotto anni, questo rende anche l’intero panorama artistico britannico sempre colmo delle stesse facce, ma quando si può ammirare ciò che si vede si finisce per non lamentarsi mai. Un attore molto in voga negli ultimi anni, che è passato dalla serie tv, al cinema da Oscar è proprio Benedict Cumberbatch, che ora ha il ruolo principale nell’Amleto rappresentato al Barbican.

L’attore ha ricevuto entusiastici critiche dal pubblico presente alla prima serata, ed è stato definito “magnifico” dalla sua co-star in Sherlock Mark Gatiss. “Ho sempre saputo che ce l’avrebbe fatta e siamo tutti molto orgogliosi e colpiti dal suo talento”, ha detto alla BBC. Altri nomi famosi tra i presenti giovedì alla prima Martin Freeman e Louise Brealey, l’attore di Downton Abbey Dan Stevens e il cantante dei Kinks Ray Davies. La madre di Cumberbatch, l’attrice Wanda Ventham, ha commentato la performance del figlio, definendola “dannatamente buona”; sappiamo che non si tratta solo del cuore di mamma.

La produzione di abiti moderni, diretta da Lyndsey Turner, è stata descritta come la più veloce nella storia del teatro inglese, tanto che il principe della Danimarca durante le proprie apparizioni cambia costume tantissime volte, passando da una giacca verde militare ad addirittura una maglietta di David Bowie; non pensate che sia la sola stranezza: la star di Sherlock arriva in s2cena ascoltando con un grammofono Nature Boy di Nat King Cole. Inoltre la scena madre – quella del soliloquio di Amleto sull’essere o non essere – è stata spostata dalla sua originaria presenza nel terzo atto, al secondo e questo, quando si tratta di Shakespeare, crea sempre molto scalpore.

Nonostante Cumberbatch abbia ricevuto da tutti lodi deliranti, la produzione non è stata del tutto osannata dalla critica: il Telegraph ha scritto “un attore da cinque stelle intrappolato in uno show da tre. La potenza interpretativa del suo talento è stata deviata soprattutto dalla tendenza della Turner a sconvolgere il testo originale”; il The Independent ha definito lo spettacolo un lavoro a metà, dicendo che il design era molto bello, ma rovinato da irritanti cambiamenti, anche in questo caso, del testo; infine il The Guardian ha proprio accusato la produzione di aver reso il lavoro di questo Amleto solo passabile, perché la sua bravura non riesce a salvare lo spettacolo.

Ad ogni modo, i biglietti sono del tutto esauriti nei prossimi mesi, che sia o meno grazie alla presenza del protagonista è probabile, ma del resto non avendo visto lo spettacolo non potrei esprimere giudizi. Se vi capita e amate l’artista di The Imitation Game, comunque, il suo Amleto sarà in scena al Barbican fino al 31 ottobre e quindi qualche posto potreste ancora trovarlo e giudicare con i vostri occhi.

– Lidia Marino – 

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