Artisti più influenti della Bulgaria

Trovo intrigante andare a conoscere elementi in più dei paesi che più ci risultano sconosciuti come cultura e tradizioni e vedere quanto questi siano interessanti e degni di essere approfonditi. Nel caso degli artisti più influenti della Bulgaria certo alcuni nomi potrebbero non dirvi molto, ma uno sono certa che vi stupirà, perché magari mai associato prima al suo luogo di origine. Parlo di Christo, che in coppia con Jeanne-Claude, è il creatore del movimento della Land Art: forma d’arte che interviene sul paesaggio, modificandolo in maniera provvisoria. Un esempio di questo si ritrova nella loro celebre opera realizzata tra il 1972 e il 1976 denominata Running Fence, una recinzione continua, tesa da Est a Ovest per quasi quaranta chilometri nella campagna Californiana a nord di San Francisco. Si tratta di una serie di ampi teloni di nylon bianco appesi a un cavo d’acciaio sorretto da oltre duemila montanti metallici che, visti dall’alto, si snodano come un serpente e attraversano valli e colline fino a perdersi all’orizzonte. Christo è principalmente l’artista delle opere, mentre Jeanne-Claude è l’organizzatrice.

Abbiamo poi Vladimir Dimitrov, considerato uno dei maggiori pittori bulgari del XX secolo. I suoi ritratti e le sue composizioni sono caratterizzati da originalità e profonda forza simbolica, collegate alla natura della Bulgaria e al modo di vivere della sua popolazione. Le persone che ritraeva erano comuni cittadini dei villaggi della zona di Kjustendil, e per questo nelle sue opere risiede una grande ricerca di semplificazione delle figure e delle composizioni, nel tentativo di renderle accessibili ad un pubblico più vasto. La sua principale forza espressiva non proviene dalla nitidezza delle immagini, ma dalla vivacità dei colori. La maggior parte delle sue opere ad olio sono esposte nella Galleria d’arte “Vladimir Dimitrov” della città di Kjustendil, in Bulgaria.

Concludo con Nicolay Diulgheroff, un pittore, designer e architetto bulgaro legato soprattutto al Futurismo. Nonostante una intensa attività di architetto, documentata sulle più importanti riviste specializzate dell’epoca, ci restano poche opere di Diulgheroff, delle quali nessuna pubblica. Delle sue capacità grafiche, però, abbiamo modo di testarne la qualità nella creazione dei cosiddetti “cartelli lanciatori”, ossia tabelloni in lamiera con immagini su entrambe le facciate. Questa vera e propria pubblicità sostituiva l’antico reclame stradale con immagini persuasive in cui l’oggetto era contrapposto a zone astratte convergenti su di esso. Alcuni suoi lavori furono esposti alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contribuì all’ideazione e redazione del Manifesto della Cucina Futurista nel 1930: il pollofiat piatto era la sua idea e ha co-progettato gli interni della Taverna Santopalato, l’istituzione principale per la cucina futurista. Ha creato manifesti e pubblicità; e ricoprì il ruolo di leader in molte mostre futuriste nel corso degli anni 1920 e 1930, come quelle di Torino, Lipsia, Parigi, Firenze, Barcellona, ​​Mantova e Venezia.

– Lidia Marino –

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