A Cannes l’Italia non vince, ma non è una sconfitta

1 È un fatto: la Palma d’Oro del 68° Festival di Cannes è andata a Dheepan, di Jacques Audiard, il Grand Prix all’ungherese a Laszlo Nemes per Saul Fia, il premio della giuria al greco Yorgos Lanthimos, con The lobster, il premio per la miglior regia al cinese Hou Hsiao-Hsien per The assassin e il premio per la migliore sceneggiatura al messicano Michel Franco per Chronic. Non c’è traccia di vittoria per il nostro Paese nemmeno tra i migliori attori o le menzioni speciali, quindi.

A Cannes l’Italia non vince, ma non è una sconfitta. Mi sento di poter affermare quanto scritto nel titolo, considerato il grandissimo successo che le tre pellicole proposte quest’anno hanno ottenuto tra la critica e il pubblico. C’è stata un’innovazione, una voglia di emergere ed è stata premiata dall’acclamazione, sebbene non dai premi, che forse avrebbero reso i registi più soddisfatti, certo, ma un buon film non necessariamente entra nella storia per le statuette portate a casa e questo è un fatto.

Da annotare2, comunque che Mia Madre, di Moretti ha portato a casa il premio della Giuria ecumenica. I fratelli Cohen, comunque, hanno preferito un cinema più francese, ma i nostri tre bei film hanno ricevuto dal pubblico ben 40 minuti totali di applausi in totale ed io spero davvero che continueranno a tentare, a sperimentare, a non gettarsi nuovamente sul facile.

Insomma, non per fare paragoni, ovviamente, ma uno dei migliori registi mai esistiti, Stanley Kubrick, non ha mai ricevuto un premio, se non un Leone d’oro alla carriera e uno tecnico per4 2001: Odissea nello spazio. Il punto, quindi, non è certo mettere a confronto i vari festival e i vari lavori dei registi, ma sottolineare quanto non aver mai vinto nulla non abbia certo impedito all’amato Kubrick di sfornare dei capolavori senza tempo. Siamo lontani da quei sogni di perfezione, ma, essendo comunque fiera di quanto nuovo sia stato prodotto, finalmente, spero che il nostro Paese prenda appunti e continui su questa via.

Gli altri premi:
Migliore attore: Vi3ncent Lindon per La legge del mercato.
Migliore attrice: Rooney Mara per Carol e Emmanuel Bercot per Mon roi.
Palma d’onore: Agnès Varda.
Camera d’or (premio per la migliore opera prima): La tierra y la sombra di César Acevedo.
Miglior cortometraggio: Waves ’98 di Ely Dagher.

Ad ogni modo, l’imprevidibilità delle premiazioni è bella e ci fa godere i festival molto più di quanto, spesso, abbiano fatto gli Oscar degli ultimi anni, ma di questo ho già parlato nel mio precedente articolo. Voi cosa ne pensate? Avete visto i film in gara?

– Lidia Marino – 

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