8 cose da fare col libro di Bruno Vespa, pur di non leggerlo

I libri di Bruno Vespa vendono tanto perché sono brutti quasi quanto lui: leggerli è un dispiacere che allieta la vita. Escono ogni anno a fine novembre; al terzo paragrafo (in questo caso, Maria Elena Boschi: la nuova Merkel disegnata da Botticelli?) hai già dimenticato che passerai il Natale con tua suocera. I titoli sono evocativi; alla Grisham: la svolta, la sfida, la corsa; Stendhal: il cuore e la spada, donne di cuori, l’amore e il potere; Tolstoj: questo amore; Dumas: nel segno del cavaliere; Gautier: la signora dei segreti. Ma come la giri, la giri: so’ quasi sempre libri su Berlusconi. Leggendoli, si imparano una caterva di cose inutili (La Merkel appena entra in casa si mette le pantofole, perché ha paura dei piedi nudi) e ci si incunea nella prosa più barocca del Novecento. L’ultima creazione, Donne d’Italia – da Cleopatra a Maria Elena Boschi, è senza dubbio la migliore: più asciutta, più gradevole, meno bavosa. Eppure, non si riesce ad andare oltre il riassuntone: lo puoi leggere anche tre volte e non troverai un’opinione,  un parere, una visione, una testimonianza uscita anche solo per sbaglio o per provocazione; al massimo, vengono riportate le frecciatine di qualcun altro, già querelato o ostracizzato per aver emesso un pensiero. Siccome i libri di Bruno Vespa  si regalano (inspiegabilmente, si regalano), ecco 8 cose che potete farci pur di non leggerli.

11. Scacciare i vampiri. L’esperienza personale lo dimostra: parlare del nuovo libro di Bruno Vespa significa crearsi il vuoto intorno; prima, si trovava qualcuno che aveva ancora la forza di insultarlo; adesso, piomba un silenzio agghiacciato e tutti i commensali cominciano a trasferirsi uno a uno a Bora Bora. Perciò, a rigore, dovrebbe funzionare contro i vampiri, le orche, le orche assassine, le assassine, e tutte le forme di mostri immaginari che siamo in grado di partorire. Io l’ho messo in verticale sul comodino e i miei incubi hanno fatto gli incubi.

2. Battere la carne per l’hamburger. Ridendo e scherzando, tra una frescaccia e l’altra, quattrocento pagine Bruno le raggiunge sempre. Questo significa un peso, una dimensione. Prendete la carne tritata, disponetela ordinatamente sul vostro tagliere; prendete “Donne d’Italia”,  battete con energia; se il vostro hamburger non fa gli incubi, verrà perfetto.

3. Seguire i consigli di Magalli. L’ho sentito io, Magalli. Ha detto testualmente: “Regalate questo libro alle donne, così farete capire loro quanto sono importanti”. Ora, faccio un esperimento sociologico senza precedenti e mi calo nei panni di una donna. Sono una donna e ricevo dal mio compagno il nuovo libro di Bruno Vespa, per farmi capire quanto sono importante. Gli sputo, lo lascio, lo picchio e poi lo denuncio; gli faccio una diffida grossa come una caserma: non deve avvicinarsi mai più a me, alla mia famiglia, al merlo che vive sul mio melo, alle tre città d’Europa in cui ho sognato una volta di andare a vivere; lo faccio rinchiudere e cambio sesso per ricambiare sesso e diventare lesbica.

24. Licenziarsi e cambiare vita. Una svolta vera comincia sempre con un atto folle. Comprate il libro di Bruno Vespa e vi renderete conto di aver maciullato venti euro così, sull’unghia; sarete pronti a partire per la Svezia. Se ancora vi manca il coraggio, diventerà presto necessario: sarete ostracizzati dai colleghi dell’ufficio, dalla società e, alla fine, pure dagli enti assistenziali. La Caritas non vi darà indietro nemmeno quei tre maglioni sgualciti che avevate donato sei anni fa e raggiungerete il Nord con le zattere, ignari del futuro, dove non sentirete mai più la sigla di Porta a Porta (che poi, in realtà, è la colonna sonora di Via col Vento, quindi la sentirete eccome, solo che Via col Vento in svedese si dice Borta med Vinden e ogni volta avrete un brivido).

5. Valutare l’efficacia del Governo Renzi. A chi dice che gli 80 euro di Renzi non servono a niente, voi dimostrerete che potete comprarci quattro copie al mese del libro di Vespa; in un anno ne avrete 48, in due anni, 96, in tre, 144. Ogni anno, per sempre. Vi schiferanno pure quelli di “Accumulatori seriali”.

36. Giocare a unisci i puntini coi nei di Bruno Vespa. In quarta di copertina, c’è sempre una sua foto grande grande, grande quanto tutto il libro, grande più di quanto gli occhi umani possano sopportare. Per non rischiare un finale alla Edipo, prendete subito un pennarello e unite i nei sulla sua faccia: se seguite il percorso giusto, apparirà il profilo della Santanchè che strepita contro l’Islam.

7. Vedere come invecchia Bruno Vespa. Se collezionate tutti i libri del Brunone nazionale, potrete confrontare le foto per scoprire se e come sta invecchiando; e quindi sapere se e come sta invecchiando l’Occidente. L’inquadratura è sempre la stessa, la posa identica; temo pure la camicia. Le scoperte sono paradossali: dal ’70 a oggi, Bruno ha diminuito i nei, ma aumentato i capelli; le guance sono più magre e l’orologio al polso è sempre più scintillante. Al contrario di Michael Jacskon, il colore della pelle è ogni anno più scuro, in una scala da 1 a 10 (dove 10 è Carlo Conti in Pakistan) ha raggiunto ormai un 7 pieno.

8. Dire: “Vabbe’, almeno quest’anno non m’hanno regalato Fabio Volo”. Che co’ Fabio Volo l’hamburger non ce lo batti; quello lo devi proprio leggere, poi. Tuttavia, se prima tra i radical-chic andava di moda denigrare Fabio Volo, ora va di moda riabilitarlo: tutto, rigorosamente, senza averlo letto. Perciò, se volete fare gli anticonformisti, sparate davvero in alto, qualcosa tipo: “Vabbe’, m’hanno regalato Bruno Vespa, ma almeno non è Shakespeare!”

– Walter Farnetti – 

2 pensieri su “8 cose da fare col libro di Bruno Vespa, pur di non leggerlo

  1. Devo essere una lettrice estremamente spocchiosa e snob
    perché non ho mai letto un libro di bruno vespa e di fabio volo
    (scritti volutamente senza maiuscole..)
    e il libro più brutto che ho letto dopo Mein Kampf è stato quello di Moccia,
    3 Metri sopra il cielo….
    (c’è di peggio, ho scoperto, ma non li ho letti 😉 )
    Nessuno mai si permetterebbe di regalarmelo, credo.
    Farebbe la fine del consiglio n°3 😉
    Non riesco a concepire un regalo peggiore.
    Bisogna proprio odiarla, ma tanto, una persona alla quale regalare un libro simile 😉

    • Purtroppo il male è ovunque e il regalo maledetto potrebbe essere dietro l’angolo. Magari è un modo che ha la gente per dirci che i vampiri esistono 😛
      Grazie per il tuo commento!