62 anni de Il Signore degli anelli – 5 curiosità

Scritto a più riprese tra il 1937 ed il 1949, tradotto con gli anni in ben 38 lingue, con decine e decine di riedizioni ciascuna e decretata una delle opere letterarie più famose ed importanti del XX secolo, compie oggi 62 anni dalla prima pubblicazione l’epopea fantasy epica Il Signore degli Anelli scritta da J.R.R. Tolkien. Questo epico romanzo, è stato pubblicato in tre volumi (La Compagnia dell’Anello, Le due torri e Il ritorno del re) il primo dei quali uscì proprio il 29 luglio del 1954. Non vi parlerò di quanto sia bello o da leggere e di quanto mi pianga ancora il cuore dell’esclusione di Tom Bombadil dalla versione cinematografica. Per festeggiare i 62 anni di questa opera, vi farò vedere 5 cose che (probabilmente) non sapevate su Il Signore degli Anelli.

1) I NUOVI ELFI

01Nonostante sia il più famoso dei romanzi di Tolkien, per l’autore non è stata la prima “creazione”. Già nei primi anni dello scorso secolo, Tolkien ideò una vera e propria lingua artificiale, il Quenya. Questo linguaggio fu il primo tassello, quello che smosse l’ondata dell’immaginazione dell’autore. Quale popolo poteva parlare quella lingua? Nacquero così gli elfi tolkeniani. Questi differirono subito dagli elfi conosciuti nelle leggende, immaginati come piccoli spiritelli malevoli e/o dispettosi, diventando un popolo fiero ed elegante, simile agli umani se non per i tratti più appuntiti, ma delicati e per le famose orecchie a punta. Questa nuova immagine dell’elfo entrò nell’immaginario collettivo, modificandolo tutt’ora. Storie fantasy, film fantasy e, addirittura, giochi e videogiochi fantasy moderni basano l’immagine dell’elfo proprio su quell’idea dell’autore.

2) NATO COME SEQUEL

02Come ormai tutti sapranno, Il Signore degli Anelli non è una storia a se stante, ma un vero sequel del romanzo Lo Hobbit. Infatti, il romanzo pubblicato nel 1937 ebbe un gran successo, tanto da spingere l’editore londinese Stanley Unwin a chiedere un seguito de Lo Hobbit. Tolkien, che aveva in mente il mondo della Terra di Mezzo, ma non una storia epica da scrivere, trovò difficoltosa la stesura dei primi capitoli. La trama era molto incerta e le idee erano scarse. L’autore stentò a scrivere questo “seguito allo Hobbit“, affermando, più volte, di essersi arenato o di aver esaurito i temi narrativi migliori nella pubblicazione precedente. In più, la Seconda Guerra Mondiale, ritardò di tanto la fine della stesura, facendo perdere interesse agli editori per il nuovo romanzo, soprattutto vista la grande differenza con la favola per bambini che era Lo Hobbit e vista l’incredibile lunghezza. Ci vollero, quindi, 17 anni dall’inizio della scrittura per avere, finalmente, Il Signore degli Anelli nelle librerie.

3) IL SIGNORE DEGLI ANELLI ED IL CATTOLICESIMO

03Tra le influenze che ebbe Tolkien nel creare il romanzo e tutta la Terra di Mezzo, c’era anche il suo profondo interesse per la filologia e per la religione. L’autore stesso descrisse il suo romanzo ad un amico gesuita come “un’opera fondamentalmente religiosa e cattolica, inconsciamente in un primo momento, ma consciamente durante la revisione“. Infatti, i temi teologici sono molti, dalla classica battaglia del bene contro il male, all’attività della grazia divina. In più, ci si imbatte sui temi della morte e dell’immortalità, della misericordia e del peccato, della resurrezione, della salvezza e del sacrificio, fino alla giustizia ed al libero arbitrio. Infine, lo stesso Tolkien ammise che il passo “non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male” della preghiera Padre Nostro fu il cardine sul quale ruotavano le lotte interiori ed introspettive di Frodo contro il potere dell’Unico Anello.

4) IL SIGNORE DEGLI ANELLI E LA MITOLOGIA NORRENA

04Dove non arrivò la religione, fu la mitologia norrena ad influenzare Tolkien. Gli stessi Elfi e Nani sono figure basate su queste mitologie, ma anche alcuni nomi. Per esempio, Terra di Mezzo, in inglese Middle-Earth, deriva direttamente dal norreno Miðgarðr che, nella mitologia scandinava, è uno dei nove mondi di cui è composta la realtà. Per non parlare del “viandante odinicoGandalf, influenzato, ovviamente, dalla divinità germanica Odino: vecchio dalla lunga barba, cappello a tesa larga, bastone… l’immagine di Gandalf rispecchia pienamente l’incarnazione della divinità. Infine, la saga norrena L’Anello del Nibelungo, pare sia stata la vera ispirazione per la storia de Il Signore degli Anelli. Questa saga differisce dal romanzo di Tolkien (potete averne un’idea anche dal film La Saga dei Nibelunghi) per personaggi e trama principale, ma molte caratteristiche sono indubbiamente simili in entrambe le saghe.

5) LE MILLE TRASPOSIZIONI

05Tutti conoscono i tre film di Peter Jackson basati sul romanzo (e i successivi tre basati su Lo Hobbit), ma pochi sanno che le trasposizioni sono state veramente molte. Partendo dai videogiochi, di cui ne abbiamo ben 25 esemplari, a partire da Lo Hobbit nel 1982 sul vecchio Commodore 64, fino al più recente La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor, uscito nel 2014 per le consolle di ultima generazione. Anche nel mondo cartaceo dei giochi di ruolo e da tavolo, abbiamo tantissime versioni ambientate nella terra di mezzo, oltre ad un gioco di miniature basato sulle grandi guerre del libro. Nel cinema, oltre ai già citati film di Jackson, abbiamo anche un film d’animazione del 1978 che narra la storia del primo libro e di metà del secondo, poiché avrebbe dovuto essere il primo di una serie di due pellicole. Il flop del film fu dovuto forse ai tantissimi cambiamenti che avvennero alla sceneggiatura, come una, la più controversa, la scena in cui Frodo, per guardare nello specchio di Galadriel, deve avere un rapporto sessuale con lei. Poi, nel 2007, abbiamo avuto anche la versione musical teatrale, mentre, nel 1956, ci fu un adattamento radio in tredici parti. Insomma, lo abbiamo avuto in tutte le salse.

Infine, non posso non rinnovare i miei auguri a questa splendida saga, a ciò che rappresenta per milioni di lettori e fan accanito, a ciò che ha dato all’immaginario collettivo e a tutto il mondo che ci ha regalato, un mondo immaginario, ma tanto reale nel cuore di molti.

– Giorgio Correnti –

 

 

 

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