6 Ragioni per trovare la pace attraverso Un Posto al Sole

Ho vissuto ventisei anni senza sapere perché, poi ho scoperto Un Posto al Sole. Solo da allora, da quel fortunato 6 gennaio, con la puntata speciale dell’Epifania, tutto ha cominciato ad acquistare senso. Fuggo dal mondo, accendo la tv (abbasso il volume perché comunque mi vergogno) e smetto di vivere la vita mia, per vivere la loro. Quella degli abitanti di Palazzo Palladini, degli avventori del Bar Vulcano; se penso che all’inizio per me erano solo una donna rifatta male, l’ennesima anziana coi capelli rossi che non sa recitare, quello con la faccia ingrugnita, mi sembra di tradire i miei amici più cari. Adesso, adesso che vivo per loro, riconosco Marina, Giulia, Roberto… sono come quei parenti eccentrici vestiti strani: in pubblico fai finta di non conoscerli, ma in fin dei conti non puoi fare a meno di loro. Prendo ripetizioni per colmare 4485 puntate, ma intanto vivo, vivo fino in fondo. Ecco 6 ragioni per cercare la via della pace attraverso Un Posto al Sole.

1 Sigla.

Anche se bisognerebbe spendere due parole sull’enfasi dei riassunti con immagini di repertorio, la prima grande gioia la viviamo con la sigla. A partire da Teresa (che ci fa pure l’occhiolino), tutti i personaggi si presentano di spalle, poi si girano verso di noi e ci guardano. Per noi fan, è come rispecchiarsi ogni volta nel volto materno: riscopriamo le nostre origini e troviamo protezione e voglia di futuro. Ma la vetta si raggiunge con la canzone; nemmeno Mietta è mai riuscita a essere così struggente: Un nuovo giorno è qui, anche per noi/un mondo più vero si sveglierà./Io sarò qui con te/e tu saprai/che il nostro domani sarà come vuoi…

2 Capacità attoriale.1

Sanno recitare solo due attori, ma la Rai ha fatto pressione perché non si vedesse troppo. Per favorire l’immedesimazione di noi spettatori, i protagonisti di Un Posto al Sole recitano come reciterebbe Gianna la cassiera della Coop; ma visto che la Coop sei tu, tutto torna.

3 Meraviglie dell’arredamento.2

I personaggi di Un Posto al Sole possiedono una sorta di castello, ma vivono tutti pressati come la mortadella in un unico salotto; ogni coppia si accolla nonni, suoceri, badanti dei vicini, ex mogli di ex capi, camorristi pentiti e sante martiri. Non hanno stanze da letto, nessuna cucina ma solo cucinini, sedie piccole e tavoli stretti; divani su cui Platinette non potrebbe sedersi nemmeno dopo la perdita di peso con cui è arrivata in semifinale a Ballando con le stelle.  Ma la nota di merito va all’arredatore di queste meraviglie: al confronto, il vice responsabile del settore Arte Povera del Mondo Convenienza di Cerveteri è Renzo Piano.

4 Trama.3

In Un Posto al Sole si alternano con perfetto equilibrio due derive. Nel primo caso, non succede nulla, per giorni, per anni; come nella tua vita. Nel secondo, succede di tutto, come nella vita della tua vicina, la reietta del condominio. Nel giro di una settimana, si cambia lavoro, sesso, identità; si viene minacciati dalla Camorra e poi, senza soluzione di continuità, dalla Mafia Russa. Prima che intervenga la Mafia Cinese, il personaggio autogenera un figlio come Gianna Nannini, si autodenuncia per proteggere il futuro del figlio, ma per non farsi arrestare ricambia sesso e  si converte a una vita di bontà. Il tutto condito da sermoni zuccherosi generalmente (mal)recitati da Giulia. Per dirla con una frase: tutti hanno fatto sesso con tutti, o hanno tentato di uccidersi a vicenda in maniera bizzarra, o hanno mangiato orribilmente stretti allo stesso tavolo.

5 Marina.5

Non c’è storia: Marina Giordano è la vera protagonista, giganteggia su tutti. Di recente ha fatto mettere la parrucca a una squinzia di facili costumi e l’ha spedita in Francia dove nessuno (grazie appunto alla parrucca bionda comprata al Cinese) può riconoscerla; ma dalle ripetizioni che prendo, so che Marina ha fatto di tutto. È stata con una decina di uomini (sposandone un paio), ma ha attraversato una fase di confusione lesbica. Ha spinto donne ricche alla follia per accaparrarsi i soldi, le hanno venduto un figlio, è stata col figlio del suo amante, che è stato con la figlia di lei;  scorro Wikipedia da cinque giorni e non riesco a finire il riassunto. Diciamola così: al confronto, Annalisa Bottelli del Bello delle Donne è una donna generosa a cui non succede mai nulla.

6 I fermo immagine.5

Le improvvise pause che dovrebbero alimentare la suspense (anche quando Giulia torna dalla Crai e dice “ho comprato…” e solo due giorni dopo scopriamo, con annesso riassunto, “…la mozzarella”) sono un grande classico delle soap. Ma in Un Posto al Sole risultano, se possibile, particolarmente intensi, particolarmente commoventi.  Forse perché sappiamo bene che, qualunque cosa possa accaderci nella vita (e quindi nella prossima puntata)…  un posto al sole ancoraaaa… ci sarà.

– Walter Farnetti – 

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