30 anni di Full Metal Jacket

Ci sono film che non necessitano di commenti: basta solo pronunciarne il titolo e il resto verrà da sé. Quindi quando si parla dei 30 anni di Full Metal Jacket verrebbe solo da andare in salone, prendere il dvd/blue-ray, e concedersi l’ennesima visione. Si tratta, del resto, di una delle chicche di un regista che – a mio avviso – non ne ha sbagliata una, il grande Stanley Kubrick, che ha realizzato il film, ispirandosi al romanzo Nato per uccidere di Gustav Hasford, un ex Marine e corrispondente di guerra, che ha anche collaborato con lui alla sceneggiatura. Un lavoro rimasto nell’immaginario cinematografico di varie generazioni, ma che – come spesso succede – non ebbe grandi soddisfazioni a livello di riconoscimenti, venendo solo candidato per la migliore sceneggiatura non originale agli Oscar, candidato per il miglior attore non protagonista a Ronald Lee Ermey ai Golden Globe e candidato per il miglior sonoro e i migliori effetti speciali ai BAFTA, non vincendo nessuno di questi premi. In compenso, Kubrick vinse un David di Donatello come miglior produttore straniero e il premio di Regista dell’anno ai London Critics Circle Film Award. Mah, continuiamo a scuotere la testa insieme.

Volete qualche curiosità sul festeggiato? Il regista decise di non adottare per la sua pellicola il titolo originale del romanzo, The Short-Timers, che nel gergo militare americano, si riferiva ai soldati “novellini” durante la guerra del Vietnam che avevano meno di due mesi di tempo di servizio, perché temeva non fosse qualcosa di risaputo per il suo pubblico e che questo lo avrebbe confuso. Così ha scoperto in seguito, sfogliando un catalogo di pistole, l’espressione “Full Metal Jacket”, che descriveva l’involucro di un proiettile, e ne rimase affascinato. Ed ecco il motivo del titolo. Un altro dato interessante riguarda uno dei personaggi più noti del film, il sergente Hartman. Il ruolo è stato infatti interpretato da un vero ex istruttore dei Marines, Ronald Lee Ermey, che all’inizio avrebbe dovuto lavorare solo come consulente tecnico. Ma Tim Colceri, che era stato originariamente scelto per interpretare il Sergente, si stancò dopo mezz’ora di urlare alle comparse durante una prova videoregistrata e venne sostituito da Ermey, che invece rimase energico per tutta la durata delle riprese. Vi lascio un’altra piccola chicca: all’inizio Full Metal Jacket avrebbe dovuto presentare come prima scena il funerale di Joker e anche se l’idea venne bocciata, Kubrick rimase a lungo indeciso sull’idea di ucciderlo o meno. Ne parlò a lungo con l’attore, Matthew Modine, e infine quest’ultimo gli disse che per Joker il destino migliore sarebbe stato sopravvivere e ricordare per sempre gli orrori della guerra. Le sue parole, come saprete, convinsero il regista.

– Lidia Marino – 

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