10 mondi sommersi di antiche civiltà

Il mondo è pieno di meraviglie, che ci fanno sospirare davanti alle loro foto o che ci tolgono il fiato quando abbiamo la possibilità di guardarle con i nostri occhi dal vivo. Ci sono poi alcune di queste incredibili e affascinanti testimonianze di un’epoca passata che giacciono nelle profondità degli abissi, rendendo inequivocabilmente la loro stessa esistenza ancora più da sogno. Non so voi, ma già i relitti di navi o aerei in fondo agli oceani mi tolgono il fiato, perciò è facile immaginare cosa scatenino nella mia mente questi pezzi di storia circondate dal buio e dal freddo sfondo marino. Sognate insieme a me, dunque, con questi 10 mondi sommersi di antiche civiltà.

1. Atlit Yam, Israele1Atlit Yam è un sito archeologico sottomarino, posto lungo la costa mediterranea dello Stato di Israele, a circa 200-400 m dalla linea di spiaggia e ad una profondità variabile tra gli 8 e i 12 m sotto il livello del mare. Sul fondo marino esso occupa una superficie compresa tra i 40 ed i 65 ettari. Un sito Neolitico, datato tra il 6900 e il 6300 a.C.! Si tratta di uno dei più antichi e più grandi insediamenti sommersi mai trovati, che ha fornito importanti informazioni sulla vita quotidiana delle popolazioni dell’epoca.  Il sito è stato scoperto nel 1984 dall’archeologo marino Ehud Galili: tra le decine di scheletri umani che giacevano indisturbati nelle loro tombe, uno dei dettagli più importanti trovati sono state sette megaliti poste in semicerchio, frapposte tra 1-2 metri di altezza. Le pietre mostravano coppelle scavate e l’alone grigio alla loro base fa supporre che erano disposte attorno ad un sorgente di acqua; si pensa che le installazioni megalitiche fossero destinate ad un qualche tipo di rituale che coinvolgesse l’acqua. Cosa ha causato l’affondamento di Atli Yam? Questa domanda rappresenta uno dei più grandi misteri di Atlit Yam, una questione ancora molto dibattuta nei circoli accademici.

2. Lion City of Qiandao Lake, Cina2

Forse una delle città sottomarine più ultraterrena e affascinante, Lion City si trova sul fondo del lago artificiale Qinadao, in Cina, a circa quaranta metri di profondità. La città sommersa viene chiamata Lion City ed è stata ritrovata dagli archeologi dopo che l’area che ospita ora le rovine era stata coperta dall’acqua nel 1959 in occasione della costruzione della centrale idroelettrica, nei pressi del fiume Xin’an. Gran parte dei templi, delle case e delle strade sono in buono stato di conservazione: la città è grande quanto 62 campi da calcio, attraversata da 6 strade principali, ed è stata eretta dalla dinastia degli Han Orientali tra il 25 e il 200 d.C. Si trova in una delle province più industrializzate e ricche della Cina, quindi il governo non ci ha pensato due volte per utilizzare questa scoperta a suo favore, per incentivare il turismo: ora è possibile visitarlo, grazie alle apposite immersioni organizzate. Ma non sognate troppo: per partecipare occorre essere sommozzatori provetti, abituati alle immersioni notturne e in acque profonde. Poi, se lo siete, raccontatemi com’era, però!

3. Dwarka, Golfo di Khambhat, India3

Il 19 maggio del 2001 il Ministro per lo Sviluppo delle Risorse Umane indiana, Murli Manohar Joshi, annunciò il ritrovamento di rovine di un’antica civiltà al largo della costa del Gujarat, nel Golfo di Khambhat. Il sito venne scoperto durante studi di inquinamento di routine che utilizzavano sonar, e venne descritto come una zona di strutture geometriche a distanze regolari. C’erano già delle leggende che parlavano di un’antica città, appartenuta a Lord Krishna, quindi quando si verificò la scoperta molti immaginarono il mito diventato realtà. Studi hanno mostrato un’incredibile riproduzione geometrica degli edifici costruiti: i reperti in questione provengono da una struttura sommersa di forma circolare, costituita da blocchi riuniti insieme da enormi tasselli di legno e chiodi, sopravvissuti in parte alle forti correnti marine. Sono stati effettuati molti controlli perché fosse fornita una datazione precisa, ma le fonti indicano una certa confusione di tali dati. Alcune ceramiche ritrovate potrebbero appartenere alla civiltà Harappan, anche se non ci sono certezze; se così fosse, la città apparterebbe ad una popolazione vissuta intorno al 3300 a.C. circa.

4. Il Palazzo di Cleopatra, Alessandria, Egitto4

Una delle scoperte più incredibili e importanti mai avvenute sott’acqua è quella che coinvolge l’antica città di Alessandria. Fin dall’inizio degli anni ‘90, gli esami topografici hanno permesso al team, guidato dall’archeologo subacqueo francese Franck Goddio, di superare il problema della scarsa visibilità delle acque del porto e di scavare sotto il fondale. Gli oggetti scoperti variavano da monete e oggetti di uso quotidiano a enormi statue in granito di sovrani d’Egitto e templi dedicati ai loro dei. A differenza di molti siti archeologici distrutti dalla mano dell’uomo, i Quartieri Reali di Alessandria semplicemente scivolarono negli abissi in seguito a devastanti terremoti nel IV e nell’VIII secolo. La squadra di Goddio l’ha scoperto nel 1996. Molti dei suoi tesori sono completamente intatti, avvolti nei sedimenti che li hanno protetti dall’acqua salata del mare. Ritrovata anche la testa di una statua colossale che si ritiene essere quella di Cesarione, figlio di Cleopatra e di Giulio Cesare, e due sfingi, una delle quali rappresentante forse il padre di Cleopatra, Tolomeo XII. Un sito incredibilmente affascinante, che ci fa sospirare. A voi no? Sospiro io per tutti.

5. Port Royal, Giamaica5

Fan dei pirati? Sì, lo so: chi non lo è?! Una domanda retorica, cari detrattori. Port Royal era una piccola città giamaicana che venne colonizzata dagli inglese all’inizio del 1600. Il 7 Giugno del 1692 un terremoto fece sprofondare il territorio in mare, portando dietro di se l’intero centro abitato e i suoi abitanti. Questo evento disastroso permise la conservazione intatta di gran parte della città, sui fondali del mare Caraibico, trasformandosi in una sorta di “Atlantide” dei Caraibi, un autentico tesoro archeologico sommerso, tuttora meta di importanti immersioni. La città di di Port Royal allora era il più ricco possedimento inglese nel Nuovo Mondo e aveva raggiunto questo status sia grazie all’azione dei pirati delle “Indie Occidentali” che al commercio del rum e alla tratta degli schiavi provenienti dalle coste dell’Africa occidentale. A circa due secoli di distanza, precisamente nel 1959, due archeologi statunitensi scoprirono i resti della città, ancora integra sotto i fondali della Giamaica. Nonostante molte costruzioni e edifici sono rimasti distrutti dalle scosse, interi isolati di case e negozi di Port Royal erano stati trasportati dai lembi di terreno scivolati in mare, ancora integri, sui fondali marini. Fu una scoperta davvero sorprendente che colse di sorpresa gli stessi archeologi. Addirittura in una cucina di una abitazione, nel fondo di un recipiente di rame, furono rinvenute le ossa di una tartaruga, presumibilmente i resti di un pasto iniziato, ma mai terminato.

6. Piramidi a Yonaguni Jima, Giappone6

L’isola divenne famosa alla fine del XX secolo, dopo che venne scoperta sui fondali marini al largo delle coste meridionali dell’isola una grande struttura in pietra conosciuta come Monumento di Yonaguni o struttura yonaguni. La scoperta avvenne nel 1987, quando alcuni subacquei si immersero nelle acque a sud dell’isola per studiare la grande popolazione di squali martello che si radunano nella zona. Fu il giapponese Kihachiro Aratake, nel corso di queste immersioni, che scoprì per caso quella che gli sembrò una struttura architettonica, una parte della quale è stretta tra due pilastri che si innalzano a otto metri dalla superficie. Nel suo insieme, le strutture rinvenute richiamano le piramidi egiziane. Da allora molti sono gli scienziati che hanno studiato il fenomeno, malgrado la presenza di forti correnti oceaniche, che rendono proibitive le immersioni. Il professor Masaaki Kimura, geologo marino presso l’Università di Ryukyu, si è immerso per più di 18 anni per misurare e mappare le caratteristiche del Monumento di Yonaguni. La struttura è costituita da un’enorme rete di edifici, tra cui castelli, monumenti, e uno stadio, tutti collegati da un elaborato sistema di strade e corsi d’acqua. Molto probabilmente venne sommersa durante un violento terremoto e un disastro simile a uno tsunami, essendo il Giappone purtroppo vittima di questo tipo di disastri naturali. I fondali marini contengono quelle che sembrano essere le rovine di una civiltà formatasi alla fine dell’era glaciale. Sono state rinvenute tracce di flora, fauna e stalattiti che si formano abitualmente solo in superficie. La loro somiglianza con altri reperti del mondo antico ha portato qualcuno a teorizzare che potrebbero essere i resti di un’antica civiltà risalente a 10.000 anni fa. Altre analisi indicano che l’origine della struttura, che misura 120 m in lunghezza, 40 m in ampiezza e 25 m in altezza, possa risalire ad 8.000 anni fa.

7. Parco sommerso di Baia, Napoli, Italia 7

E arriviamo in Italia, dove la storia è talmente presente nel nostro territorio da finire anche sott’acqua. Il parco sommerso di Baia è un’area marina protetta localizzata sulle coste della città metropolitana di Napoli a nord del Golfo di Napoli. Intorno al primo secolo a.C. l’intera zona costiera a nord di Napoli era una fiorentissima stazione climatica, resa alla moda anche dalla presenza di una villa imperiale, il Pausilypon, costruita dal ricco liberto Publio Vedio Pollione. Costui alla sua morte nominò Augusto erede di tutti i suoi beni, Pausilypon compreso. In seguito ingrandita ed abbellita come proprietà imperiale, tale luogo pare abbia visto il tragico concludersi della congiura contro l’imperatore Nerone. Mosaici, tracce di affreschi, sculture, tracciati stradali e colonne, sono sommersi a circa 5 metri sotto il livello del mare, rendendo il ritrovamento davvero prezioso. Il parco sommerso può essere oggi visitato a bordo di barche con i fondi trasparenti, facendo snorkeling o diving.

8. Heracleion – Thonis, Alessandria, Egitto8

Torniamo alle scoperte in Egitto, con una città avvolta nel mito, inghiottita dal Mar Mediterraneo e sepolta nella sabbia e nel fango per più di 1.200 anni. Nel 2000 Heracleion per gli antichi greci, Thonis per gli antichi egizi, è stata scoperta a 30 metri sotto il livello del mare ad Abukir, vicino ad Alessandria. Il già citato Franck Goddio e il suo team di archeologi hanno fatto emergere reperti ben conservati che raccontano di un vivace porto antico, centro nevralgico del commercio internazionale, ma anche di un attivo centro religioso. Amuleti dell’epoca tolemaica raffiguranti le divinità egizie di Iside, Osiride e Horus, monete d’oro, stele giganti, scritte egiziane e in greco antico, santuari ben conservati nel cuore della zona del tempio, gioielli, cimiteri di navi, almeno 10 relitti, forse uno stratagemma per bloccare le navi nemiche all’ingresso della città portuale. Ma perché Heracleion affondò? La Squadra di Goddio ipotizzò che la causa risiedesse nelle caratteristiche argillose del suolo che, in caso di terremoto, avrebbero potuto portare ad una simile catastrofe.

9. Pavlopetri, Grecia meridionale 9

Secondo gli studiosi, con i suoi 5 mila anni di età, Pavlopetri è una delle città sommerse più antiche del pianeta. Si tratta di un sito archeologico unico nel suo genere: le profondità del mare ospitano un’intera cittadella composta da edifici, strade, cortili e tombe. La città venne scoperta casualmente nel 1967 dall’oceanografo Nicholas Flemming, durante la ricerca di prove sul cambiamento del livello del mare nella zona. L’anno dopo, nel 1968, un team di archeologi dell’Università di Cambridge eseguì una mappatura dettagliata del sito. Nonostante il grandissimo interesse archeologico della scoperta, nessun’altra esplorazione fu eseguita fino al 2011, quando Jon Henderson, ricercatore presso l’Università di Nottingham, guidò un team della British School at Athens a registrare e ricostruire digitalmente l’aspetto dell’antica città. Secondo il ricercatore, Pavlopetri, antica di cinquemila anni, era molto simile alle nostre zone residenziali suburbane: non una città basata sulla centralità di una divinità o di un re, quindi, ma piuttosto basata sul commercio e l’economia. Gli archeologi ritengono che la città sia sprofondata nelle acque del mare intorno al 1000 a.C., a seguito di tre terremoti che colpirono la zona.

10. Il tempio del Lago Titicaca, Perù/Bolivia10Posto a quasi quattromila metri sul livello del mare, il Lago Titicaca, con i suoi ottomila chilometri quadrati di estensione, è il più grande lago del Sud America, talmente esteso che metà delle sue acque appartengono al Perù, mentre l’altra metà alla Bolivia. Si tratta di un lago molto importante per la mitologia e la storia dei nativi sudamericani e numerose erano le leggende che narravano di città sommerse nelle acque di tale lago. Ma, dopo la spedizione di archeologi italiani “Atahualpa 2000”, il mito si è trasformato in pura realtà. Gli studiosi italiani avevano solo tre settimane di tempo per esplorare i fondali del Lago Titicaca e cercare le città sommerse, ma ce l’hanno fatta (scusate, mi è venuto automatico pensare al ritrovamento dell’antico vaso che andava portato in salvo…). Dalle acque, i sommozzatori della Akakor Geographical Exploring emersero con un ritrovamento clamoroso: un tempio sacro lungo 200 metri e largo 50 e un appezzamento agricolo recintato da un muro di contenimento lungo quasi un chilometro che proteggeva gli orti sommersi a 25 metri dalla superficie. In seguito, come se questo non fosse già un ritrovamento incredibilmente importante, emersero anche numerosi reperti appartenuti ad una civiltà vissuta in una città chiamata Wanaku, nel periodo degli Inca.

– Lidia Marino – 

 

 

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