10 differenze tra Game of Thrones e la saga di Martin

Un giorno, forse, i fan di un libro smetteranno di giurare vendetta per i cambiamenti che sono stati apportarti alla loro saga o al loro classico preferito, comprendendo finalmente che gli adattamenti cinetelevisivi sono meccanismi ben diversi di un semplice copia e incolla; verrà il momento in cui sarà chiaro anche a loro che media diversi richiedono scelte diverse, ma non è questo il giorno. Per il momento, limitiamoci a prendere in considerazione una delle più grandi cause di pianti isterici degli ultimi anni, la trasposizione televisiva delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, elencando 10 differenze tra Game of Thrones e la saga di Martin. Siete sicuri che vi siano venute subito in mente tutte? Potreste averne dimenticata almeno una…

10) Di come Asha divenne Yara

asha-greyjoy-dame-of-thronesIl pubblico è stupido – o almeno questo è ciò che crede la HBO. Con la presenza di Ninfadora Tonks nei panni di Osha era scontato che l’ignorante spettatore la confondesse con Asha, la sorella di Theon; dopotutto le ragazze devono essere molto simili se il rinominato Reek ha allungato le mani su entrambe. D&D, produttori dello show, probabilmente hanno pensato che fosse più semplice cambiare il nome di Asha in Yara, evitando inoltre di giocare su uno dei pensieri di Theon nei libri, che udendo il nome della donna del Popolo Libero ripensava alla sorella minore.

9) Bambini? No, grazie

MargaerytommenÈ risaputo che nel Medioevo l’età aveva un valore diverso rispetto alla modernità, ma in questo caso la HBO ha solo voluto evitare al pubblico di gridare allo scandalo. Come sarebbe potuta andare altrimenti, mostrando una Daenerys Targaryen tredicenne alle prese con la prima notte di nozze? Ufficialmente, nel pilot la Regina dei Draghi aveva quindici anni, ma non li ha mai dimostrati.

I fratellastri Robb e Jon non sarebbero stati tanto affascinanti se avessero avuto solo quattordici anni, così la loro età è stata alzata a diciassette e avvicinata a quella di Theon – diciannove anni esattamente come nei libri. Pochi cambiamenti per i personaggi principali a eccezione di Tyrion, da ventiquattrenne a trentenne, mentre il piccolo Tommen di appena sette anni… si ritrova già nel pieno della pubertà durante la quinta stagione.

8) Troppe profezie

Dany-and-Drogo-with-Rhaego-daenerys-and-drogo-31109542-1024-576Per i lettori, uno degli aspetti più interessanti della saga sono probabilmente le profezie: si leggono, si rileggono, si fa un salto in rete… e mille teorie vengono a galla. Al termine della seconda stagione, Daenerys affronta la Casa degli Eterni, un percorso che la porta a rinunciare a una vita illusoria a fianco di Drogo e il figlio Rhaego; tuttavia nei libri Dany si trova di fronte diverse visioni che solo in seguito avremmo potuto comprendere, come le Nozze Rosse. Difficile riportarle su un media telefilmico – dove un dettagliato capitolo andava ridotto in pochi minuti – così D&D hanno optato per immagini più brevi, ma di forte efficacia.

Peccato per l’assenza di Rhaegal ed Elia, che nella visione di Daenerys spiegano il titolo della saga, profetizzandone il finale.

7) Caro, dolce Joffrey

joffrey-baratheonNon c’è neanche bisogno di ammetterlo: tutti volevamo mettere la testa di Joffrey su una picca dal momento in cui è entrato in scena. C’è da dire che Jack Gleeson, per quanto talentuoso, svelava con una sola espressione quanti schiaffi avrebbe dovuto ricevere da piccolo, per cui il solo colpo di scena nell’episodio 1×09 è rappresentato dalla morte di un personaggio principale – se non quello considerato il protagonista vero e proprio.

Nei libri Joffrey viene raccontato con gli occhi di Sansa Stark, che lo vede come principe dei sogni, splendido e romantico, perché è così che lui si comporta con lei; Ned lo considera leggermente viziato, ma non vede in lui il bastardo che è, in ogni senso. Sembrava quindi chiaro che la vera antagonista fosse Cersei e che, dopo la confessione di Ned, Joffrey avrebbe volentieri rilasciato il prigioniero… Speranza vana.

6) Perché morire davvero quando si può fingere?

game-of-thrones-season-5-mance-rayder-melisandre-hboAll’inizio della quinta stagione, Melisandre brucia sul rogo Mance Rayder; ciò accade anche nei libri… peccato che a morire sia qualcun altro: lo spirito del Re Oltre la Barriera viene trasferito appena in tempo nel corpo del Lord delle Ossa, che muore al posto di Mance, proprio a opera di Melisandre. Poco importante secondo alcuni, lo è stato molto più per Theon, che solo grazie al suo intervento è riuscito a fuggire da Grande Inverno. Inutile tenere Mance, tuttavia, se si può concludere tutto con un bel salto nella neve.

5) Era un piccolo, grande amore

ShaeAndTyrionLe donne non si approfittano mai degli uomini che millantano di amare, e viceversa; se succede è solo perché il partner non si è rivelato degno di fiducia, ha ferito la dignità dell’amata o l’ha tradita il giorno stesso delle nozze.

È stato commovente lo scambio di promesse fra Tyrion e Shae il giorno dopo la battaglia delle Acque Nere. Lo è stato un po’ meno scoprire che nei libri Shae è una prostituta e basta. Approfittatrice, egoista, tutto quel che nella serie non è stato mostrato: non va a letto con Tywin per vendicarsi su Tyrion, ma perché ne ha voglia; non lo tradisce per ripicca, lo fa perché le sono stati offerti più soldi. Shae è, molto più realisticamente, una prostituta che ama Tyrion perché è stata pagata per farlo.

4) Non sapevo di essere morto

thrones-02Al termine del quinto libro della saga, le sorti di Stannis e Ramsay sono sconosciute: si deve combattere una battaglia, Stannis non è stato ancora messo all’angolo, la famiglia Baratheon è ancora felicemente infelice – ma viva. Nessun sacrificio di sangue, nessun rogo, nessun suicidio. E nessuno Stannis morente ed emotivamente distrutto. Probabilmente nei libri si arriverà al punto in cui deciderà di uccidere sua figlia, ma nella serie tutto avviene tanto rapidamente da spiazzare lo spettatore: “Ti voglio bene, sei la mia unica erede, muori gridando tra atroci sofferenze.”

Che sia Brienne a ucciderlo in un prossimo futuro è possibile, ma per il momento re Stannis è ancora vivo – e più determinato che mai.

3) C’era una volta Dorne…

Episode 6 "Unbowed, Unbent, Unbroken" Flynn, Jerome;Coster-Waldau, Nikolaj as Bronn;Jaime LannisterOberyn ed Ellaria avevano introdotto Dorne nella quarta stagione, ma solo quest’anno l’abbiamo visitata, conoscendo laprincipessa Arianne, erede di Doran Martell e mancata moglie di Viserys Targaryen… No, sembrerebbe che fosse impegnata su un altro set. E si può depennare una delle regine che daranno del filo da torcere a Cersei.

Restano Doran, Areo e le Serpi delle Sabbie, che fanno la conoscenza di Jaime e Bronn. Come, Bronn è ancora presente nei libri? E Jaime non è a Delta delle Acque? Non soffermiamoci su quest’ultimo dettaglio, è probabile che ci arriverà nella prossima stagione. Oltre all’assenza di Arianne e alla presenza di Jaime c’è un grosso dettaglio che differenzia la storyline di Dorne da quella dei libri: Myrcella muore tra le braccia del vero padre, lasciando solo Tommen fra Cersei e la profetizzata scomparsa. Non si gridi all’assurdo, perché Myrcella potrebbe essere già stata avvelenata anche nei libri… e ne porterebbe la cicatrice in pieno volto.

2) Tre teste sono troppe

penny“Il drago ha tre teste”, ripeteva Rhaegal, ma per i produttori non c’era abbastanza spazio per i falsi draghi. Che Aegon Targaryen, incontrato da Tyrion in Essos, fosse un impostore era stato già preso in considerazione, ma eliminandolo dalla serie televisiva lo è stato confermato. Insieme a lui se ne vanno Lord Connington, i suoi compagni di viaggio e Penny, la nuova fiamma di Tyrion, che senza essere rallentato dalla compagnia riesce a raggiungere più facilmente la Regina dei Draghi.

A parlarci ancora no, vedendola volare via su Drogon proprio sopra la sua testa.

1) Problemi di identità

article-thrones-0615Diversamente da una saga cartacea, in una serie televisiva è consigliabile risparmiare sui personaggi per evitare di mettere troppa carne al fuoco: emblematica è stata la scelta di sostituire Jeyne Poole, la migliore amica di Sansa, con Sansa stessa; tra una storyline poco appetibile a Nido dell’Aquila e la possibilità di far soffrire il pubblico con un personaggio noto, si è scelto di dare la futura Regina del Nord – vietato sostenere il contrario – in pasto a Ramsay Bolton, ma il suo non è stato l’unico caso di personaggi sostituiti.

Era già accaduto a un’altra Jeyne, sottratta al marito Robb Stark in cambio di un’infermiera dell’Essos. La famiglia di Jeyne, i Westerling, erano affiliati ai Lannister ed è probabile che avessero solo finto di tradirli per ammorbidire un ferito Robb con le cure della figlia, farli innamorare e costringerlo a rompere l’alleanza con i Frey. Nella serie, al contrario, l’amore tra Robb e Talisa è indubbiamente vero… e per questo destinato a finire male.

Un’ultima menzione va a Jaqen, tornato nella serie per aiutare Arya nell’apprendistato al posto di un altro uomo di Braavos, ed è particolare il fatto che, secondo una teoria, lui stesso non sia altri che un personaggio molto amato e creduto morto fin dal primo libro. Chi? Ma l’imbattibile Syrio Forel.

– Sara Carucci –

2 pensieri su “10 differenze tra Game of Thrones e la saga di Martin

    • Non sono fatti dati per scontati (e quindi considerati sicuri), ma probabili.
      Alcune teorie suggeriscono che Aegon non sia un Targaryen, ma un Blackfyre, la casata nata da Daemon Blackfyre, figlio naturale di Aegon IV, e che Ilyrio e Varys stiano tentando di metterlo sul trono, a insaputa sua e di Connington, per mettere i Blackfyre al potere in Occidente. Gli indizi che portano a questa teoria sono l’incredibile somiglianza della moglie di Illyrio a una Targaryen (o una Blackfyre?) e la testa rasata di Varys, oltre ovviamente allo strano sacrificio per cui era stato menomato (ricordiamo che il sacrificio più potente è quello con il sangue di re, e per questo nei libri Melisandre insiste tanto per uccidere uno dei bastardi di Robert, nella serie rimpiazzato da Gendry).
      Per quanto riguarda la povera Shireen, “probabilmente si arriverà al punto” (e quindi non certamente) in cui verrà uccisa. Motivo? Lo stesso, ma in un momento molto più cruciale e con un assedio molto più lungo di quello che nella serie non c’è stato nemmeno – un assedio che porterà Stannis alla pazzia, ben consapevole (avendolo vissuto lui stesso, in passato) che potrebbe durare anche un anno, mentre nel resto del continente ci si azzanna per quel trono a cui Stannis tanto aspira.

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