Younger – Ironia senza limiti d’età

Una Novità FoxLife dal 21 febbraio: in prima visione assoluta per l’Italia è stata mandata in onda Younger la serie tv Americana del 2015 attualmente in lavorazione negli States per una quarta stagione. Si sa, noi Europei abbiamo scoperto l’America ma son stati loro Americani a scoprire il fascino delle serie tv, per cui arriviamo sempre tardi rispetto a loro. Importante è poter recuperare. Innanzi tutto partirei con il smentire le voci riguardo a questo programma: qualche coraggioso e poco attento osservatore ha tentato di paragonare Younger a Sex and The City. Ora io direi, patti chiari e amicizia lunga, MAI nessuna serie sarà  paragonabile a Sex and The City: se l’avete gustata,assaporata,vissuta a pieno per tutte le sei stagioni saprete di che parlo, Satc è una pietra miliare, unica nel suo genere, briosa, sincera, innovativa come nessuna serie potrà mai essere; se invece siete tra quelli che non hanno visto Sex and The City mi spiace ma con voi non parlo nemmeno perché la trovo una mancanza oltraggiosa,correte a recuperare. Unico punto in comune tra le due serie è Darren Star, produttore di entrambe, colui che ha dato i natali anche a Beverly Hills 90210, insomma quello che possiamo definire con un nome,una garanzia.

Younger è costituito da soli dodici episodi a stagione, è un prodotto che funziona e che richiama diversi lavori cinematografici e televisivi. Ad esempio è una sitcom, ovvero una commedia che punta tutto sull’ironia e su episodi brevi, 20 minuti l’uno. In questo ricorda vagamente l’ironia irriverente dell’altro famoso prodotto statunitense “Non fidarti della Str*** dell’interno 23”: entrambe con puntate corte, trama fuori dalle righe, personaggi del quotidiano calati in contesti del tutto anomali. Younger però ha avuto maggior fortuna arrivando alla terza stagione aggiudicandosi larghi consensi.

La trama è molto attuale: Liza, interpretata da Sutton Foster, è una quarantenne divorziata, uscita dal mondo del lavoro da ormai diciotto anni per accudire la figlia, si ritrova sola,senza casa e con il disperato bisogno di un impiego ben retribuito ma nessuno sembra volerle dare un’opportunità per via del suo anno di nascita. Con l’aiuto dell’amica storica, Maggie, si fingerà una ventiseienne e riuscirà così ad ottenere un posto da assistente personale in una importante casa editrice di New York. Inutile dirvi che è esilarante il modo in cui viene presentato lo scontro generazionale tra quarantenni e ventiseienni. Vagamente ricorda le scene di “Quel pazzo venerdì” in cui madre e figlia si scambiano di corpo e finiscono per fare una la vita dell’altra: se avete colto il riferimento cinematografico capirete che l’adattamento di Liza non sarà privo di curiosità,nuove esperienze, qualche assurdità detta e molte gaffe messe in atto. Protagonisti maschili sono Nico Tortorella e Peter Hermann, ma la vera notizia è che nel cast è presente anche Hillary Duff che interpreta Kelsey, amica e giovane collega di Liza. Dovrete fare un immenso sforzo per allontanare l’immagine di Lizzie Mcguire da quella di Kelsey: sono due personaggi completamente differenti; dimenticate la timidezza, l’insicurezza e l’imbranataggine di Lizzie e calatela in una nuova dimensione in cui è popolare,spigliata,affermata nel lavoro e per niente intimidita dagli uomini.

La trama procede in maniera spedita, le puntate sono per lo più autoconclusive sebbene siano legate da un filo conduttore. Ci concedono uno sguardo sulla realtà moderna, le stranezze dei giovani di oggi e di rimando quelle che sono le pecche e stranezze delle generazioni precedenti. Curioso è anche il modo in cui viene presentato il mondo dell’editoria: continui riferimenti alla contemporaneità con autori e artisti affermati, un mondo fatto di social network, profili Instagram e notizie che viaggiano velocissime, dove 140 caratteri se ben scritti divengono fondamentali per poter decretare la fortuna di un nuovo autore. La continua lotta tra classici e trash moderno, tra romanzi rosa e scrittura d’élite viene presentata con sarcasmo e grande veridicità. Non manca nulla a Younger per diventare la vostra nuova ossessione: una storia in cui è facile riconoscersi, raccontata senza peli sulla lingua, niente viene censurato, nulla vi farà storcere il naso, ma soprattutto ogni episodio vi lascerà qualcosa per cui ridere.

Venti minuti di pura euforia, concedetevi una pillola giornaliera di brioso divertimento. Visto il primo episodio non vedrete l’ora di recuperare tutti gli altri, ne son sicura.

– Jessica Bua –

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