X – Storia di un manga maledetto

Quando è Halloween si rispolverano  racconti di paura, qualcuno organizza maratone di film del terrore, altri si cimentano in trucchi stravaganti e molti vanno alla ricerca di leggende metropolitane, luoghi infestati e maledetti. Perché allora non parlare per una volta di un manga “maledetto”? Nonostante Halloween sia passato da poco, vogliamo parlarvi di X, conosciuto come X/1999, una delle opere più celebri delle Clamp, pubblicato per la prima volta nel 1992 e conclusosi… mai. Che sia di maledizione o di sfortuna che si tratta, di certo la storia editoriale di X è una delle più complicate degli ultimi decenni.

Il manga, famoso soprattutto per le scene crude al suo interno, narra le vicende di Kamui, ragazzo di sedici anni che in seguito alla morte della madre torna a Tokyo dopo anni di assenza, portando sulle spalle il potere di “cambiare il destino”. Viene avvicinato da due fazioni avversarie, guidate da due profetesse sorelle, entrambe decise ad averlo come leader durante l’apocalisse, che avverrà nel 1999. Da un lato si trovano i Draghi del Cielo, detti Sigilli, dall’altro i Draghi della Terra, chiamati Angeli. Seguire i primi vuol dire proteggere l’umanità ma condannare la Terra a divenire ancora più inquinata e sofferente – unirsi agli Angeli, invece, significa sterminare gli esseri umani ma permettere alla Terra di respirare. La scelta di Kamui genererà, ovviamente, ogni tipo di conseguenza.

Nel 1997 un ragazzino di quattordici anni, Sakakibara Seito, uccise dei bambini delle elementari in modo efferato, facendo ritrovare due giorni dopo la testa di uno di loro mutilata e con un biglietto all’interno della bocca che invitava la polizia a giocare con lui; arrestato in breve tempo, nella sua camera fu ritrovata l’intera serie di X. Data la giovane età dell’omicida molti ritennero fosse stato in parte influenzato dalle sue letture, accusando X di essere un manga pericoloso.

Negli anni seguenti il Giappone fu colpito da violenti terremoti e tsunami che spinsero i lettori a scrivere alle Clamp, manifestando disagio nel leggere X, che in alcune scene raffigurava questi disastri realmente accaduti.

Nel 2003 quindi la casa editrice Kadokawa Shoten, a seguito dei fatti precedenti, decise in accordo con le Clamp di sospendere la pubblicazione dell’opera, ritenendola troppo cruenta per i lettori dell’epoca e per la rivista su cui veniva distribuita, rivolta per lo più ad un pubblico femminile e in età scolare. A distanza di diciassette anni – e dopo tre diverse edizioni in Italia – viene da chiedersi se non vi siano altri motivi che impediscono a X di concludersi; non è la prima volta che si assiste ad un manga violento e, per quanto potesse essere disturbante all’epoca della sospensione, non è detto oggi avrebbe lo stesso effetto. Secondo alcuni, il motivo di questa sospensione è da additarsi ad una disarmonia tra casa editrice e autrici riguardo la visione del finale. Secondo i più maliziosi, invece, le Clamp non avrebbero semplicemente idea di come concluderlo.

A posteriori, si può dire che le Clamp avevano forse profetizzato l’infausta storia di X, dato che in ogni volume è presente la frase: “la loro sorte non è ancora stata decisa”.
Peccato che, invece, quella del manga ormai lo sia.

– Francesca Pantieri –

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