Vittoria, di Barbara Fiorio

Barbara Fiorio ha pubblicato il suo quinto libro, anche questo edito Feltrinelli. Dopo il grande successo di Qualcosa di Vero, libro con cui la stessa autrice ammette di aver fatto sorridere chiunque, con Vittoria dice di aver scoperto di far inclinare la testa un po’ a tutti.

Ed infatti è proprio così: in Vittoria ritroviamo la penna ironica della Fiorio ma arricchita di una nuova maturità e profondità.

Siamo a Genova, in compagnia di una donna quasi cinquantenne che si trova a fare i conti con una vita in stallo: l’assenza di ispirazione fotografica, il lavoro che non si trova, l’amore della sua vita che improvvisamente svanisce, l’insicurezza che non ci si può permettere a quell’età perché il tempo scorre e non si è più giovani e pieni di speranze ma si dovrebbe esser ben assestati e pieni di certezze.

 “Non è la sensazione di non aver ancora vinto, è quella, ormai, di aver perso.”

Capitolo dopo capitolo impariamo a conoscere Vittoria, non un semplice personaggio, ma un’amica, una creatura in cui riconoscersi o comunque di cui capire il vissuto. La nostra protagonista ha il cuore spezzato, le ali tarpate; in un epoca in cui l’egocentrismo coronato di pixel ha la meglio sulla realtà, lei non ci sta, non rinuncia a se stessa per svendersi a una società che vuole il suo talento a costo zero, che la vuole allegra e sorridente a prescindere da tutto. Conosce benissimo le macerie che porta con sé, dentro, e non serve a nulla mascherarle, non è disposta a rinunciarvi solo per pochi minuti di celebrità.

L’abilità della Fiorio, a mio avviso, sta nel riuscire a trasmetterci a pieno le emozioni: il suo libro trasuda  veridicità. E’ così che il malessere di Vittoria diventa un po’ il nostro, empaticamente ci ritroviamo con un cuore spezzato anche noi, perduti per le strade della città, a subire gli abbracci degli amici più cari e i silenzi della casa. Fino a quando un mazzo di carte, o meglio di Tarocchi, non si insinua nella storia e tutto cambia. Nascerà la fotomanzia ma questa non ve la spiego, dovrete scoprire da voi di cosa si tratta.

Vi basterà sapere che sulla strada per la ripresa, Vittoria si troverà alle prese con un mondo nuovo abitato da persone che entreranno in scena per incontri fugaci ma lasceranno molto su cui riflettere, il peso delle loro incertezze smantellerà le nostre. Vittoria scoprirà che no, non crede alla magia o alle predizioni degli indovini ma forse un po’ strega lo è davvero e magari non saprà leggere il futuro ma le persone di sicuro sì. E’ tutta questione di attenzione, di piccoli dettagli che sfuggono ai diretti interessati ma che raccontano molto di loro: siamo tutti dei libri aperti, ci portiamo appresso le nostre storie senza saperlo, tutto sta ad incontrare qualcuno che sia disposto a leggerci o abbastanza attento da spingerci a fare un passo in avanti  perché a tutti noi serve qualcuno che sappia dirci quello che non riusciamo o non vogliamo capire, vedere.

Quello che Barbara Fiorio fa è ricordarci l’importanza del mettersi in discussione ogni giorno senza mai rinunciare a ciò che siamo, vivere le emozioni a pieno: la sofferenza è un diritto, dobbiamo concederci il tempo di essere tristi senza l’obbligo di apparire sempre impeccabili, però poi bisogna anche ricordarsi di ridere, a tempo nostro, ma di gusto, per spezzare l’incantesimo perché le risate non sono altro che un prendere fiato quando la vita ci leva il respiro, non un tradimento a ciò che abbiamo dentro.

I punti saldi del romanzo sono l’amore, il lavoro, l’amicizia: la triade dell’esistenza, i satelliti delle nostre vite che ruotano intorno  a noi, come se fossimo il loro pianeta, purtroppo però non seguono la traiettoria prestabilita, non sono sempre in asse e il loro squilibrio genera automaticamente il nostro.

“Usi troppi condizionali, i condizionali sono pensieri che non riescono a diventare fatti. Sono verbi falliti.”

C’è una grande differenza tra volere e desiderare, con quest’ultima parola si indica un qualcosa che vive nella nostra mente ma quando iniziamo davvero a volere una cosa andiamo oltre il semplice condizionale, creiamo fatti, mettiamo in moto atti che ci daranno risultati. Ecco, dovremmo sempre volere qualcosa, muoverci in qualche direzione e poter urlare poi anche noi VITTORIA!

Con questo libro scoprirete che la narrativa contemporanea italiana ha ancora qualcosa da offrire, sa regalare emozioni. Questa volta voglio provare a leggervi il futuro anche io: vi dico che vedo nitidamente che comprerete un libro che vi piacerà. Provare per credere e poi tranquilli: il primo giro di Tarocchi è gratis, offre la casa!

– Jessica Bua – 

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