Vita in Casa – Intervista al Premiato Speciale Salvatore Tofano

Torniamo ancora a parlare di Vita in Casa. Il nostro ospite di oggi è Salvatore Tofano che, oltre ad aver partecipato col racconto Contagio & Sentimento, è anche già stato intervistato su questi stessi canali per il concorso Storie dal Futuro.

Ma parliamo del suo racconto: Contagio & Sentimento (o meglio #Contagio&Sentimento con l’hashtag che ci ha fatto da cornice nel periodo di clausura pandemica) è uno spaccato di ciò che è successo nella nostra nazione all’inizio di questo periodo cupo. Non si parla di sole sensazioni, ma veniamo accompagnati in un avvenimento tanto specifico, quanto realistico: la fuga dal nord dei meridionali che tornavano a casa. Un fatto umano, comprensibile, ma anche tanto scioccante e che ha fatto arrabbiare molti di noi. Mi sento anche dire che, mentre il racconto di Salvatore Tofano di Storie dal Futuri ricordava un iper-racconto sullo stile di Calvino, lo spaccato di Contagio & Sentimento ci mostra un altro lato dell’autore, con uno stile che richiama i grandi scrittori e sceneggiatori italiani del sud di inizio XX secolo.

L’abbiamo contattata e le abbiamo fatto alcune domande:

Salvatore Tofano, veterano dei nostri concorsi con già un’intervista all’attivo, questa volta ci presenta un racconto fatto di sentimenti reali, umane, condivisibili. Vorremmo chiedere di parlarci dello scrittore, ma visto che lo conosciamo già, parliamo di come sta Salvatore Tofano in questo momento.

Sono sereno. Ovviamente, coi problemi di tutti i mortali. Se ti riferisci alla pandemia da Sars-cov-2, invece, sono arrabbiato. Ci costringe a comportamenti, che alla lunga ci cambieranno antropologicamente. Il rischio è che l’animale politico, quale noi siamo, potrebbe lasciare il posto alla bestia pre-contratto sociale dell’homo homini lupus. Del resto, la cronaca già ci sta offrendo più di un’avvisaglia. Qualche segno c’era anche prima, è vero, ma col Covid la situazione è visibilmente peggiorata.

Dove hai tratto l’ispirazione per il tuo racconto?

L’ispirazione è venuta dalla cronaca: 1) i camion militari con dentro le bare dei morti per covid-19, che procedevano incolonnati uno dietro l’altro nelle strade deserte di Bergamo in uno spettrale silenzio, destinazione l’inceneritore; 2) la fuga di migliaia di meridionali dal Nord col rischio di estendere il contagio al Sud.

Quando e come ti è venuta l’idea del plot del tuo racconto?

Partendo da quei dati di cronaca, avevo annotato sul taccuino degli appunti poche frasi: “Due genitori anziani vivono da soli in un piccolo appartamento. L’epidemia li riempie di angoscia e terrore. Il figlio, l’unico, vive in una città del Nord, fortemente colpita dal contagio. Decide di andar via. Si mette in treno e cerca riparo a casa”. Poi ho letto del contest e della sua tematica: Vita in casa. Ho pensato che potesse essere l’occasione giusta e mi sono messo al computer. Risultato: un racconto, che mi è sembrato degno di essere inviato. L’ho intitolato: #Contagio&Sentimento.  Nel costruire il personaggio del padre mi sono accorto che richiamava in parte alla mente la severità del Gennaro Iovine di Eduardo nei confronti del figlio Amedeo in Napoli milionaria. Ma rifletteva anche il mio pensiero. Potrei dire: “Quel padre sono io!”. La stessa soluzione finale, l’attesa, che ricorda la nota espressione: “Ha dda passà ‘a nuttata”, è innegabile che sia stata dettata dalla cruda realtà: il covid-19 ci ha trovati impreparati, non avevamo né cura né vaccino e davanti a un contagiato grave potevamo solo aspettare e sperare che la notte passasse. Ciò premesso, non posso non ringraziare Eduardo, uno dei miei più importanti padri spirituali.

Conosciamo già le tue ispirazioni, quindi ti chiediamo: cosa suggeriresti di leggere questo autunno ai nostri lettori?

Nella scorsa intervista a youpopcorn di due anni fa dissi che stavo lavorando ad alcune storie di genere weird tale, che appena terminate avrei presto inviato a qualche editore per una eventuale pubblicazione. Il progetto è andato a buon fine. Il libro si intitola Non ci venite al mio funerale ed è stato pubblicato da Santelli editore. Edgar Allan Poe, cui è dedicato, è molto presente, un fantasma attivo tra i tanti che affollano le pagine. Chi lo ha letto sembra averlo apprezzato. È un testo al quale tengo molto. C’è gran parte del mio mondo e della mia voglia di comunicare emozioni. Spero che continui nel suo viaggio in cerca di lettori curiosi, amanti del mistero. E che ne incontri sempre più. Quindi, non ho remore a consigliarlo. Del resto, l’autunno come stagione si presta. Il libro lo si può prenotare e acquistare ovunque in qualsiasi libreria fisica, presente sul territorio nazionale, comprese le grandi catene Feltrinelli, Mondadori, Giunti. Come pure on line sulle tante piattaforme digitali da Amazon a Unilibro, da eBay a Mondadori store.

Dove si può leggere altro di tuo?

Altri due titoli che consiglierei sono: “Salvatore Tofano / Scampia. La leggenda della vela che non voleva morire e altre storie / Marotta e Cafiero editore” e l’antologia, scritta insieme ad altri sette autori “AAVV / Napoli in giallo / Mea edizioni

– Giorgio Correnti –

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