Viaggio nel passato: serie tv degli anni ‘50.

Sara Carucci, alias Medusa, apre un nuovo settimanale, questa volta allontanandosi dalle stragi di Martin e sbarcando su un territorio – forse – meno pericoloso. Date il benvenuto a:

Viaggio nel passato: serie tv degli anni ‘50. 

La nuova rubrica settimanale si apre con un viaggio nel passato nelle serie tv degli anni ’50. Probabilmente non vi siete gustati la loro prima visione, ma in quanti ricordate ancora le repliche di Ai confini della realtà e La spada di Zorro?

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Gli anni ’50 della televisione sono quelli degli animali fedeli amici dell’uomo: primo fra tutti c’è il pastore tedesco protagonista delle Avventure di Rin Tin Tin, ispirato al reale “attore” del cinema muto e interpretato, a partire dal 1954, dal suo discendente Rin Tin Tin IV; segue il celebre Lassie, la cui storia è tratta dal racconto Torna a casa Lassie di Eric Knight, in seguito diventata un libro, un fenomeno cinematografico e una serie tv che si è protratta fino al 1973 (per poi tornare con nuove avventure alla fine del secolo). Chiude in bellezza il cavallo più famoso del West, il Furia cantato da Mal nella sigla italiana dell’omonima serie tv.

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Tuttavia gli animali non sono i soli protagonisti di questa decade. Come non ricordare il celebre profilo di Alfred Hitchcock, realizzato da lui stesso per la serie Hitchcock presenta Hitchcock? Come per i romanzi di Agatha Christie, la serie dell’immortale regista inglese non segue la storia di un singolo individuo o di una comunità di persone, ma ha come filo conduttore la presenza di un crimine. Tra le guest star che hanno partecipato al progetto, come non ricordare Christopher Lee, Steve McQueen e Bette Davis?

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Per il ruolo importanze che le loro repliche hanno avuto nella nostra infanzia, restano da citare Perry Mason, La spada di Zorro (da non confondere la serie con Guy Williams con quella degli anni ’90 che vede come attore protagonista Duncan Regehr), Gli intoccabili e, a cavallo tra anni ’50 e ’60, la prima edizione de Ai confini della realtà.

 

– Sara Carucci –

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