Via!, la mostra fotografica sulla spontaneità dello scatto

1La fotografia nasce nel 1839 e da allora ne sono cambiate di cose! Oggi viaggiamo con uno smartphone in tasca che ci permette di immortalare all’istante attimi di vita, sciocchezze, volti, paesaggi: di tutto ciò che ci interessa non rimangono che pixel e alta definizione. Con la fotografia abbiamo raggiunto livelli di riproduzione fantastici, la perfezione la fa da padrona: giochi di luce, filtri, modifiche di ogni tipo ci permettono di perfezionare se non addirittura stravolgere l’immagine iniziale. Più che fotografare diventa quasi un reinventare, ridisegnare la realtà a nostro gusto. Probabilmente la situazione ci sta anche sfuggendo di mano: troppa perfezione, troppo poco realismo nelle nostre foto. Le gallerie Instagram, Pinterest e di altri social non hanno nulla a che vedere con gli album di qualche decennio fa pieni di volti sfocati, contorni non sempre nitidi, scatti rubati da buona la prima: oggi i soggetti sono cambiati, si fotografa di tutto cibo-piante-volti-outfits-panorami- tutto viene messo in posa, perfino gli oggetti inanimati, il che porta a una cultura del perfetto e del troppo studiato che risulta effettivamente esasperante. Per questo vi dico, basta con la modernità torniamo alla vera fotografia! No,ma tranquilli, non proponevo di ritornare ad utilizzare il treppiedi nascosti sotto una tendina con stretto nella mano destra un bottoncino che attivi il lampo di magnesio. Mi riferivo ad altro. Mi riferivo a Via!.

Via! è la mostra fo1tografica che verrà ospitata nel Museo di Roma in Trastevere da inizio Febbraio fino al 3 Aprile ed in qualche modo ci riporta alle origini della fotografia, mantenendo però l’innovazione conquistata nei secoli. Il progetto è durato ben due anni: iniziato nel 2014 ha messo insieme 10 esperti fotografi, l’abilità tecnica, la bellezza di diverse città da Amburgo a Palermo. Questi sono i pochi, ma astuti ingredienti che rendono questa Mostra qualcosa di diverso e imperdibile. Avremo modo di osservare gli scatti di cinque fotografi tedeschi e cinque fotografi italiani che hanno cercato di riportare la bellezza della fotografia naturale,senza fronzoli o artifici. I soggetti delle foto sono colti nella loro quotidianità, rubati nell’atto di vivere; le città presentate sono diverse, vengono raffigurate per quello che sono, reali e vissute. Le foto sono spontanee e hanno come fine ultimo quello di comunicare una realtà immutabile, ciò che uno sguardo avrebbe catturato in quello stesso momento. Sono immagini che raccontano una storia, trasmettono emozioni, in questo sta l’abilità del fotografo: cogliere l’attimo, senza alterarlo, ma rendendolo così eterno, senza influenzare minimamente il risultato. I fotografi in questa mostra diventano come dei Messaggeri, portatori di attimi e racconti che in un certo senso gli appartengono, ma che in realtà sono opere che le stesse città gli hanno concesso di scrivere, suggerendogli le parole.

La scelta di non utiliz2zare tecniche particolari, di non studiare eccessivamente il taglio della foto e la messa a fuoco è stata geniale: in un mondo così preso dal perfetto mancava un po’ di naturalezza, di limpidezza. La fotografia di strada portata nel cuore di Roma: curata da Christina Hasenau, la mostra ci permetterà di viaggiare tra Italia e Germania e di essere travolti da emozioni e sensazioni che solo una fotografia d’artista potrebbe evocare. D’altronde questo è il bello della fotografia, poter fissare le immagini e racchiudere nel gesto immediato di uno scatto quello che è l’infinito. La forma d’arte più vicina a noi riportata ad una dimensione terrena proprio dai professionisti del settore. Senza trucco e senza inganno.

– Jessica Bua – 

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