Vetro di Murano, storia e leggende

1Murano è famosa nel mondo per la sua millenaria lavorazione del vetro: una tipologia d’arte davvero meravigliosa da vedere e da possedere in casa. Conservo ancora il gatto comprato proprio lì, abilmente realizzato davanti ai miei occhi e consiglio a tutti di non lasciarsi sfuggire tale occasione, nel caso voleste programmare una vacanza o una gitar. L’attività vetraia cominciò a Venezia nel X secolo, per poi trasferirsi nel 1291 sull’isola: la versione ufficiale giustifica questo passaggio per motivi ambientali – evitare i frequenti incendi -, mentre altri ritengono potesse essere un modo per evitare la diramazione dei segreti di tale arte. I mastri vetrai erano obbligati a vivere sull’isola e non potevano lasciare Venezia, se non con un permesso speciale; molti, proprio a causa di tale divieto, programmarono la fuga, riuscendo ad esportare all’estero la loro celebre tecnica, tanto amata e apprezzata ovunque. Gli artisti infatti erano così abili da attirare le simpatie anche della nobiltà: solo a loro era permesso di sposare figlie di patrizi, anche senza sangue blu nelle loro vene… e questo per l’epoca vi assicuro che rappresentava un onore enorme.

Una tradizione, dunque, davvero antica, tanto che il primo documento ad accertare l’esistenza dell’arte vetraria in laguna è datato 20 dicembre 982, dove viene citato il nome di Domenico Fiolarius, fabbricante d’ampolle: sembrerebbe comunque che l’industria a Venezia fosse presente anche molto prima. Una particolarità? Il santo protettore dei vetrai è San Nicola (sì, la stessa figura alla quale è collegata l’immagine di Babbo Natale) perché, secondo la tradizione, il Santo avrebbe salvato tre ragazzi dal fuoco di un forno: viene festeggiato con piccoli doni ai bambini il 6 dicembre. La vera qualità dell’Isola di Murano, che ancora oggi ne decreta il fascino e la bellezza, è l’uomo con esperienza, che nel tempo ha perfezionato gli stili, la qualità e l’abilità nel modellare il vetro incandescente. Nel Medioevo e nel Rinascimento il vetro era richiesto dalle classi sociali più elevate d’Europa a 2cominciare dall’invenzione del cristallo nel 1450 circa; i prodotti creati con tale materiale, infatti, risultavano particolarmente raffinati da soddisfare la richiesta di clienti estremamente facoltosi. Nel periodo barocco la ricerca si trasformò attraverso l’esecuzione di oggetti ad effetto quali i lattimi, che si accostavano perfettamente ai mobili del Settecento veneziano anche nell’epoca decadente della Repubblica di Venezia. Dopo la fine della Repubblica di San Marco nel 1797 la rinascita dell’artigianato del vetro avvenne nella seconda metà del XIX secolo e le vetrerie che nacquero elaborarono tecniche ancor oggi in uso e che hanno dato luogo alla vetreria contemporanea e di design.

Per diversi secoli, i vetrai di Murano mantennero un monopolio sulla qualità del vetro, sullo sviluppo o perfezionamento delle tecniche; oggi vengono impiegate ancora queste secolari tecniche, in ogni lavorazione: dall’arte contemporanea di vetro alle figurine di vetro di Murano, fino ai lampadari e tappi del vino, perché ogni oggetto risulti un vero e proprio capolavoro. Potete ammirare tutto ciò anche nel Museo del vetro di Murano, nato nel 1861: vi si trova la più vasta rassegna storica del vetro muranese, con importanti pezzi prodotti tra il Quattrocento e il Novecento, tra cui capolavori di rinomanza mondiale, alcuni esempi sono i vetri di Venini, Zecchin, Carlo Scarpa.

 

– Lidia Marino – 

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