Venere è (anche) un ragazzo – Sciarra e Mariani: outsider del cinema nostrano

Venere è un ragazzo. Questo cortometraggio lgbtq impervers da mesi su internet e ha destato parecchio la curiosità della comunità gay per l’incredibile numero di articoli che gli sono stati dedicati. Racconta la vicenda vera di Tiziano Mariani – il nome del personaggio Michele è solo un optional – un attore laziale con un viso che buca lo schermo, a metà strada tra Johnny Deep, River Phoenix e Alain Delon, che ha voluto fare un’operazione di cinema verità affidando al provocatorio film-maker Giuseppe Sciarra la sua vita tra donne mature che ricordano sua madre e una madre per l’appunto alcolista troppo presa dal suo malessere e poco dai suoi figli. È una vicenda che raggiunge il suo acume nella scena in cui il giovane protagonista canta avvinghiato su un letto alla figura materna una tenera filastrocca che ascoltava da bambino.

Con una fotografia molto cupa, fredda, la stanza materna si fa luogo dell’amore di un figlio e di una madre non del tutto corroso dall’alcolismo, suscitando in chi la guarda sentimenti di commozione che non sempre il cinema italiano d’autore è in grado oggi di provocarci. E poi c’è il crossdressing. Il voler essere donna non solo per il piacere di esserlo ma per sentirsi più vicini a quel modello/archetipo femminile incapace di esserci stato come punto di riferimento, ma indispensabile per farci sentire bene al mondo. Michele è un crossdresser per donne che le ama a tal punto da voler essere per le sue clienti la loro migliore amica e il loro miglior amante. Questa scelta, seppur non al centro della vicenda, ma tratteggiata con garbo e mistero, incuriosisce parecchio lo spettatore rendendo il personaggio di Michele/Tiziano indimenticabile nell’arco di solo quindici minuti.

L’intensità, il coraggio, la poesia che esprime Venere è un ragazzo” lasciano il segno. La scena finale è un autentico capolavoro, ti lascia con l’amaro in bocca, tra le note della struggente Two Men In love, portandoti a fare i conti con la durezza della vita. Gli altri due personaggi che ruotano attorno a Michele, Ornella e Emanuele, si contendono l’amore del ragazzo con dolore, come se ne avessero disperatamente necessità per dare un senso alle loro esistenze. Tra le luci al neon e psichedeliche di una discoteca all’aperto dove l’amore è ovunque i protagonisti lottano per affermare se stessi implorando l’amore del bellissimo Mariani, il quale molto probabilmente ama solo se stesso perché solo in sé ritrova quella madre assente. È un cortometraggio atipico Venere è un ragazzo“, uno dei più bei corti lgbtq del 2020. Ignorato da molti festival di cinema per una scena blasfema dell’attore Davide Crispino che non esiste, è un corto di cui ci ricorderemo per molto tempo perché ci ha fatto conoscere due outsider del cinema italiano: il geniale Giuseppe Sciarra e il bello e inquieto Tiziano Mariani. Il primo ha realizzato una serie di corti sperimentali, ultimo dei quali Il terzo occhio sul pittore Lorenzo Attolini, e un reportage con il regista Andrea Natale sulla chiusura di cinema e teatri S.O.S Sold out?; Tiziano Mariani ha recitato in vari spot pubblicitari e film (Cani di strada, In nomine Satan).

Una menzione speciale alla casa di produzione cinematografica Cinetika che sa scommettere su un cinema che si fa arte e vuole essere vero a prescindere da certi festival e da certi cliché. Vedere per credere (Clicca qui per vederlo).

– Will Hunting –

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