Van Gogh e Sien

È risaputo che il grande Van Gogh non è stato un uomo, e tanto meno un pittore, fortunato durante i pochi anni della sua vita. L’uomo, pittore olandese, è autore di quasi 900 dipinti e di più di mille disegni; senza contare i numerosi schizzi non portati a termine e gli appunti nati dall’imitazione dei disegni artistici giapponesi. Artista geniale e incompreso, Van Gogh ha profondamente influenzato l’arte del XX secolo, anche se i suoi lavori, in quel momento, non sono stati conosciuti e apprezzati. Dopo una vita passata tra le sofferenze dei suoi frequenti disturbi mentali, Vincent muore a 37 anni per una ferita d’arma da fuoco, probabilmente auto inflitta.

Ma oggi voglio tralasciare il genio dell’artista e parlare dell’uomo, di un uomo che non ha trovato fortuna nemmeno in amore. Citando una sua frase possiamo comprendere il dolore della sua solitudine, un dolore che ha lacerato le sue carni, senza sosta: “È come avere un gran fuoco nella propria anima e nessuno viene mai a scaldarvisi, e i passanti non scorgono che un po’ di fumo, in alto, fuori del camino e poi se ne vanno per la loro strada“. Sono numerosi gli amori non corrisposti che ossessionarono il pittore e che lo aiutarono nel decadimento della sua psiche. A partire dalla figlia ventenne della sua padrona di casa a Londra fino all’annunciato disastro familiare causato del suo assillante corteggiamento verso una sua cugina, rimasta vedova da solo poco tempo. Dopo la conclusione di queste “storie” Vincent decide di dedicarsi più assiduamente alla pittura e allo studio, intrecciando relazioni amorose con prostitute e modelle. Fra tutte queste donne viene maggiormente ricordata: Clasina Maria Hoornik.

Nel gennaio del 1882, all’età di ventinove anni, Van Gogh incontra Clasina Maria Hoornik detta “Sien”. La donna, all’epoca trentaduenne, è una prostituta. L’incontro avviene per le strade dell’Aia, mentre la donna tiene per mano sua figlia, Maria Wilhelmina di appena cinque anni. La donna, povera, malata e con il volto butterato dal vaiolo, è incinta del suo secondo figlio. Nell’animo del pittore, alla sola vista della donna, nasce immediatamente un senso di protezione e, a dispetto delle convenienze sociali, la accoglie nella sua casa, aprendole le porte del suo cuore. Vincent ne fa la sua compagna e modella, si prende cura di sua figlia e le chiede più volte di sposarlo. Van Gogh si prende cura della donna per circa un anno, tra il 1882 e il 1883. Nel luglio 1882 Sien dà alla luce il suo secondo figlio, Willem, nell’Ospedale di Leiden. Vincent, in questo modo, riesce finalmente a provare i sentimenti intensi della paternità mentre Sien, in cambio, posa per lui come una perfetta modella, come dimostrano tutte le numerose testimonianze artistiche. Nel suo disegno “Sorrow” del 1882 troviamo la massima espressione di questa collaborazione. Esistono delle versioni alternative del disegno “Dolore” (titolo tradotto in italiano), per la precisione quattro; purtroppo alcune sono andate perdute e si dice che alcune fossero più dettagliate e leggermente differenti da quella originale.

Il disegno è quasi interamente occupato dalla donna, nuda, con le braccia conserte, abbracciata a sé stessa, come se stesse piangendo. La figura è circondata da una natura quasi morta. I fiori, che si trovano in primo piano, sottolineano, di solito, una possibilità di redenzione: per Van Gogh non è altro che la speranza che la sua modella possa finalmente desiderare una vita normale. Nel disegno appare una frase in lingua francese: “Comment se fait-il qu’il y ait sur ​​la terre une femme seule, délaissée?” “Come può esserci sulla terra una donna sola, abbandonata?” una citazione che l’artista ruba dal libro La femme di Jules Michelet. Ma la convivenza, oltre ai dipinti, porta alla nascita di nuovi problemi. La donna dopo aver partorito suo figlio riprende a bere e a prostituirsi mentre l’uomo è continuamente pressato dalla sua famiglia che non accetta quest’unione, minacciando addirittura di interdirlo. L’uomo, poco dopo, viene ricoverato per un grave attacco di febbre dovuto alla gonorrea, probabilmente trasmessa dalla donna. Van Gogh trascorre un mese in ospedale ricevendo le visite di suo padre. Il pittore viene, in qualche modo, convinto dai suoi, vedendo che le loro perplessità sono dettate da solide basi. Vincent decide di lasciare Sien e di proseguire la sua carriera da solo. Dal loro primo incontro è trascorso solo un anno. La musa e il pittore prendono definitivamente strade diverse nel 1883. Clasina Maria Hoornik  si suiciderà nel 1904, gettandosi nel fiume Schelda, quattordici anni dopo la morte di Vincent Van Gogh. Una storia amara, come tutti gli episodi che hanno segnato la vita di Van Gogh: un uomo che è stato inevitabilmente schiacciato dal genio della sua arte.

– Giuseppina Serafina Marzocca –

 

 

 

Rispondi