Una fame da Hugh Jackman

1Un titolo particolare, eh? No, non è fame di Hugh Jackman, signore – anche perché lui è mio, giù le zampe! -, ma da Hugh Jackman, ovvero un articolo dedicato alle sue preferenze culinarie. Già, perché, seguendolo su Instagram, ho notato una sua passione più che smisurata per il cibo e una voglia simpatica di raccontarlo e celebrarlo con i suoi fan, ulteriore elemento che lo rende l’uomo perfetto per eccellenza. Scusate, sono molto di parte, me ne rendo conto, ma… che posso farci?! Ad ogni modo, non essendo lui l’unica star amante della cucina, ho pensato che sarebbe carino creare una sorta di rubrica sporadica, andando a parlare più approfonditamente di questo tipo di loro passione, che ce li rende un po’ più vicini, un po’ meno legati ad una sfera platonica, un po’ più veri, insomma. Come a dire: “wow, anche loro mangiano.”

Tornando quindi al protagonista di questo primo articolo, ho trovato su un sito di cucina americano – Food and Wine – un’intervista al bell’attore, dove gli sono state poste delle domande inerenti ai suoi gusti e le sue risposte sono state a mio avviso davvero troppo carine, quindi andrò a tradurvele.

Sei sul set del nuovo film di Wolverine in questo momento, quindi sei nella modalità “duro allenamento”. Cosa hai mangiato, dunque, oggi?

Oggi mi sono svegliato bevendo solo dell’acqua, poi ho fatto cardio fitness, mangiato uno snack proteico, sollevamento pesi e un frullato proteico. Sì, attualmente mi trovo in un momento davvero intensivo, e i miei pasti sono per lo più toast, uova in camicia e salmone affumicato.

Farai un bel pranzo di celebrazione – o più di uno – a New York quando l’allenamento sarà terminato? 

Oh sì! Andrò alla Locanda Verde, un ristorante italiano: la cucina italiana è il modo migliore per interrompere la dieta! Ma ciò che sto veramente agognando è qualcosa di molto più comune: una bel pasticcio di carne australiano, cereali a colazione e hot dog!

2Sappiamo dell’amicizia con lo chef Jean-Georges Vongerichten: quali sono i migliori vantaggi che trai da questo rapporto? 

Venire invitato alla sua casa di campagna. È come ritrovarsi in un servizio fotografico di cucina: ci sono aragosta, agnello, bistecca, pesce, insalata , tutto fatto in modo semplicemente perfetto. Il pranzo a casa sua è stato uno dei migliori pasti della mia intera vita.

Come hai imparato a cucinare? 

Da mio padre, che più o meno mi ha cresciuto fino dall’età di otto anni e poi mi ha fatto iniziare a cucinare! Ho un sacco di fratelli più grandi, e pian piano sono andati via da casa, quindi ho cominciato a cucinare una volta alla settimana, poi due, poi tre e così via. Dopo un po’ è diventato semplice per me come rifare il letto.

Quali consigli culinari ti ha dato tuo padre? 

Uno dei migliori sicuramente è stato: “se vuoi davvero fare una buona impressione su qualcuno – in particolare su una ragazza – le crêpes suzette flambè sono sempre un’ottima idea!”

Laughing Man, il tuo caffè a Manhattan coffee, è famoso per il suo “flat white”.

In Australia amiamo il caffè forte. Un “Flat white” è una versione australiana di un caffè con latte, ma è più piccolo e più cremoso di quello americano, con un goccio di latte. In assoluto la mia bevanda preferita.

3Laughing Man è stato il risultato di un tuo viaggio di Etiopia, dove hai conosciuto un coltivatore di caffè. Come ha cambiato quel tipo di esperienza il modo in cui guardi al cibo?  

Ho potuto vivere in prima persona la dura vita dei contadini che del loro lavoro non hanno mai la certezza dei risultati, vivendo su un filo del rasoio e non potendo permettersi un solo errore. In Etiopia il caffè non è solo uno sfizio, ma un qualcosa di vitale importanza, quasi venerato dalla popolazione. Quando si sta in famiglia e si termina il pasto con il caffè è quasi un rito religioso, è come una comunione. Se ne prendono cura con amore, in ogni trattamento. Anche solo utilizzare l’acqua calda per loro è un sacrificio, perché non dispongono di grandi fonti di gas. Quindi da allora ogni volta che bevo un caffè penso all’importanza che possa avere.

Se dovessi scegliere il menu del tuo ultimo pasto, quale sarebbe?

Inizierei con un negroni. Poi un servizio completo di caviale con un shot di vodka. Infine, senza dubbio le lasagne di mia madre, con un po’ di vino rosso, e un bel tiramisù come dessert. E caffè. Ovviamente un flat white, anche se fosse tarda notte.

E invece quale pensi sia il piatto preferito di Wolverine? Carne secca?

[Ride] Penso tu abbia ragione, lui è sicuramente un tipo da carne secca e birra. Probabilmente anche un bell’hamburger… sì, è un tipo da hamburger e birra e fiumi. Non riesco ad immaginarmelo seduto a mangiare caviale!

Non è assolutamente adorabile? Abbiamo dunque imparato che ama il caffè forte e la cucina italiana (non commenterò… devo resistere), e che invece Wolverine ama masticare carne dura. Penso che adorerebbe le coppiette, voi no? Vi è piaciuto l’articolo? Su quale altra star vorreste qualche dritta in più sui suoi gusti in cucina? Fatemelo sapere!

– Lidia Marino – 

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