Una canzone e via – 10 meteore nel mondo della musica

Il mondo della musica è un ambiente difficile, fatto di notorietà spesso passeggera. Perché tirare fuori una canzone di successo è difficilissimo, ma, ancora più difficile, è replicarsi, avere uno stile duraturo che ci possa far continuare la carriera. Per esempio, Tiziano Ferro, dopo essere uscito con una hit di successo come Xdono, è riuscito a ripetersi tirando fuori altri successi e diventando un cantante riconosciuto a livello mondiale. Ma altri non ce l’hanno fatta: hanno tirato fuori una canzone e via, un solo pezzo di successo, capace di donargli notorietà in Italia o addirittura in tutto il mondo, per poi sparire come una meteora. Ecco una lista di 10 meteore nel mondo della musica che sicuramente ricorderete, ma che sono spariti dalla circolazione.

LORNA

Nel 2003 tutti, ma proprio tutti, ascoltavamo questa canzone, Papi Chulo (Te Traigo el Mmmm), forse ignorandone il significato o forse solo immaginandolo. Il pezzo raccontava di una Lorna pronta a conquistare sessualmente un ragazzo figo. Con questa canzone, la rapper panamense Lorna (all’anagrafe Lorna Zarina Aponte Acosta) ha scalato le classifiche di vendita di tutto il mondo, ma senza bissare. Dopo le solite voci di morte che colpiscono tutti i vip svaniti nel nulla (anche in questo caso, come spesso succede, voci di overdose), Lorna provò a rilanciarsi con un secondo disco La mami chula (cercando di ripetersi interamente, cambiando solo il genere delle sue attenzioni) nel 2008 e poi un terzo nel 2009, ma il successo mondiale non riuscì a tornare. Lorna è rimasta comunque molto famosa nel suo paese, partecipando anche alla versione panamese di Ballando con le stelle… come fanno tutti i vip tramontati.

VALERIA ROSSI

Due anni prima, ci provò la cantautrice italiana Valeria Rossi. Il suo pezzo Tre Parole riuscì a sfondare, diventando il tormentone dell’estate del 2001 e riuscendo anche a travalicare le Alpi, diventando famosa anche fuori dai nostri confini. Il pezzo (di dubbia creazione, viste le sue grandi somiglianze con Torn di Natalie Imbruglia) spopolò tanto da essere tutt’ora ricordato da tutti, sia da chi era adolescente nei primi anni 2000, che da chi in quegli anni era adulto o non c’era affatto. Una canzone che, quando ritorna in radio, tutti quanti conoscono il ritornello, ma pochi ricordano il volto della sua cantante. Valeria cercò di rifarsi con Ricordatevi dei fiori, Osservi l’aria o Luna di lana… ma niente.

ROBERTO ANGELINI

Vecchia fiamma di Claudia Pandolfi, tutti abbiamo ascoltato e cantato il suo singolo Gattomatto, il tormentone dell’estate 2003. Un successo tipico per una canzone quasi rappata, che racconta una storia simpatica come quella di un gatto fuori dalle righe (un po’ tipo la canzone del capitano uncino di DJ Francesco). Pochi sanno che Roberto Angelini partecipò prima a Sanremo, nel 2001, con Il Sig. Domani che vinse il Premio della Critica Mia Martini. Pochi ricordano che, nello stesso anno di Gattomatto, uscì un altro singolo che cantammo, ma che tendiamo a dimenticare come La gioia del risveglio. Ancora meno sanno che Roberto Angelini, in realtà, non si è fermato, partecipando al concerto del Primo Maggio, collaborando con Niccolò Fabi e scrivendo pezzi per altri come il famoso Calore cantato da Emma. Ma, soprattutto, sfornando ben altri 6 album dopo quello di Gattomatto e quello precedente per Sanremo.

THE KNACK

Facciamo un bel viaggio nel passato, precisamente nel 1979. Parliamo dei The Knack… sì, lo so: il nome non vi dice nulla. Invece My Sharona? Certo che la ricordate tutti. I The Knack fu un gruppo powerpop americano con una storia travagliata, sciogliendosi e riunendosi per ben 4 volte, fino all’ultimo scioglimento (non mi azzardo a dire “definitivo”, visto come è andata le ultime volte) nel 2010. Ma intanto sappiate che My Sharona fu suonato e cantato da Doug Fieger (voce solista e chitarra venuto a mancare qualche anno fa), Berton Averre (seconda voce e altra chitarra), Prescott Niles (bassista) e Bruce Gary (batterista). Ora sapete la risposta alla famigerata domanda “Che gruppo ha cantato My Sharona?” che potrete sentirvi rivolgere a Chi vuol essere milionario? o a Trivial Pursuit.

THE BUGGLES

Sinceramente, prima di fare questo articolo, non sapevo nemmeno che Video Killed The Radio Star fosse una canzone fatta da un gruppo… ed in parte avevo ragione. I The Buggles furono un duo musicale new wave britannico fondatosi negli anni 70 da due musicisti che fecero parte anche del gruppo prog più famoso degli Yes. Dei Buggles abbiamo ben due album studio, usciti nel 1980 e nel 1981, ma il loro vero pezzo di punta uscì prima, nel 1979. Video Killed the Radio Star fu il loro unico successo, ma Trevor Horn e Geoff Downes non sono delle vere e proprie meteore: il primo si inoltra nel mondo della produzione discografica, producendo anche artisti come Robbie Williams e guadagnando il grado di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico “per i servizi resi all’industria della musica” nel 2011; il secondo continuò la sua carriera da tastierista prima con gli Yes e poi con gli Asia.

LOU BEGA

David Lubega, conosciuto come Lou Bega, è un cantante tedesco (anche se la carnagione ne denotava origini ugandesi), ma, se fosse un membro della vostra combriccola di amici, sarebbe sicuramente catalogato come quello che racconta un sacco di balle. Infatti, nel 1999, iniziò a millantare tantissime conquiste in giro per il mondo con la canzone Mambo No. 5. Il pezzo è in realtà un remake di un brano del 1952 di Perez Prado, dove Lou ha aggiunto le parole senza modificare la parte strumentale. Poi ha provato con pezzi completamente suoi, ma senza riuscirci.

ALESSIO CARATURO

La triste storia di Alessio Caraturo. Alessio è un musicista e cantautore che scrive canzoni e cerca di sfondare. Ma è anche un amante dei cartoni animati anni 70, tanto da adorare l’anime Goldrake. Così prende una chitarra acustica e inizia a canticchiarla in modo acustico, ovvero con pochi strumenti e con un’inflessione più onirica e lenta. Gli piace e piace al produttore, così da registrarla. Il pezzo esce e vince il disco d’oro, la canzone diventa un vero successo dell’etere italiano. Alessio ne approfitta e fa uscire un album con la canzone di Goldrake rifatta da lui e con alcuni suoi pezzi… ma niente. A rimanere famosa fu solo la versione acustica di Goldrake. Povero Alessio.

EAMON

La musica si basa tanto sull’empatia dei fan con l’artista. Eamon, quando scrisse F**k it (canzone censurata), era completamente infuriato con la sua ex che l’aveva lasciato. La canzone era semplice: lui mandava a quel paese la sua ex per vari motivi, ma ebbe un forte impatto sugli ascoltatori di tutto il mondo. F**k it fu un successo mondiale, ma, soprattutto, italiano, tanto da richiederne una versione tradotta. Purtroppo il testo non fu tradotto, ma riscritto… male. E Eamon svanì, dopo averci riprovato con un altro paio di pezzi meno d’impatto. Ora risulta ancora in attività, ma nelle nostre radio non si sente più un suo pezzo.

LAS KETCHUP

Già citato tra i migliori tormentoni estivi, Asereje, conosciuto anche come The Ketchup Song, fu l’unico singolo delle Las Ketchup. Le tre ragazze spagnole scrissero questo tormentone, aiutandosi con un balletto stupidissimo che, però, attirò tantissimo. Per un’estate non si fece altro che ballare questa Asereje, con il suo ritornello onomatopeico, ma senza motivo. Ma, poi, come un barattolo di ketchup, spingi e spingi ed esce tutto, così da non rimanere niente da apprezzare… fu così che andò per le Las Ketchup.

HAIDUCII

Sentite il nome Haiducii e non lo riconoscete. Ma Haiducii è uno pseudonimo di Paula Mitrache… ma non riconoscete nemmeno questo nome. In realtà, la cantante rumena naturalizzata italiana ha una storia tutta particolare: prova la via del successo cantando Believe in Me, canzone scritta da Santori e Battini. Ma, nel 2003, cambia nome e si presenta con Dragostea Din Tei, cover non dichiarata di una canzone degli O-Zone. Musica dance e ritornello orecchiabile e cantabile nonostante la lingua (la canzone è in rumeno), riempie le radio di tutta italia, anche nelle versioni remix dell’anno successivo firmate da Gabry Ponte e da Dj Ross. Poi fine. La carriera va pian piano spegnendosi, ma non si estingue del tutto. Continua tutt’ora a partecipare ad altri pezzi dance come voce, senza prendersi i meriti, ed a svolgere attività mediatiche tra Italia e Romania per i suoi connazionali che vivono da noi. Alla fine, Paula si è continuata a dare da fare, ma Dragonstea rimarrà il suo pezzo forte.

– Giorgio Correnti –

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