Una buona forchetta in America – La Pasta

Torniamo a parlare di cibo americano, andando a toccare uno dei nostri prodotti più famosi ed amati: la pasta.

Nonostante la pasta sia uno degli orgogli italiani (se non l’orgoglio italiano per eccellenza), ormai questo prodotto spopola nelle cucine di tutto il mondo, da quella asiatica (con le varianti di riso o di soia) a quella americana, per l’appunto. Anche qui, voglio fare una grossa distinzione tra “la pasta nelle ricette americane” e “la pasta nelle ricette all’italiana” (non italiane, perché a volte non ci si avvicinano nemmeno).

Partiamo con la pasta americana. Per prima cosa, non possiamo non parlare del Mac’n’cheese, una delle ricette più famose dell’America. Altro non è che pasta (Mac, sarebbe “maccheroni”) e formaggio (Cheese), in una ricetta cotta al forno che vede diversi ingredienti di nazione in nazione, oltre a svariate varianti con aggiunta di ingredienti, quali piselli, bacon o altro. Il formaggio principale di questa ricetta è, comunque il Cheddar e il tipo di pasta, nonostante la ricetta si chiami “maccheroni”, cambia a seconda del gusto. E, proprio con un tipo di pasta più piccolo, spesso questo Mac’n’cheese non viete utilizzato come “piatto di pasta”, ma come “contorno ad un piatto di carne” o, peggio, come “condimento per panini ed hot dog”. Proprio di quest’ultimo, esiste una variante famosa in tutti gli USA che è proprio la “Macaroni and cheese hot dog”, ovvero un semplice hot dog inondato di pasta al formaggio. Una vera chiccheria!

Negli USA, però, non esiste solo il Mac’n’cheese, ma svariati altri piatti di pasta di diverso genere, spesso provenienti proprio dall’influenza degli immigrati italiani. Ma, proprio perché, come abbiamo imparato, agli americani non piace mangiare cose leggere, molte ricette sono assolutamente loro. Tra queste, troviamo spesso ricette in giro (tra internet e social) di pasta fatta dagli americani e, tra queste, possiamo notare:

  • L’americano medio ama il piatto unico. Infatti, molte ricette vedono insieme verdure (prevalentemente pomodori, broccoli o avocado), carne (spesso sfilacciata, di pollo o manzo) e pasta (di qualsiasi tipo, spesso scotta) in un unico piatto;
  • L’americano medio non sa cosa vuol dire il gusto. Infatti, capiterà spesso di avere una pasta al pomodoro con scorza di limone o degli spaghetti con uvetta, broccoli e mandorle. Per carità, esistono i gusti particolari, ma negli USA si tende a mischiare un po’ troppo e troppo spesso;
  • L’americano non conosce distinzione tra aglio e cipolla. In Italia, ogni pasta ha o l’aglio o la cipolla, a seconda del tipo di gusto. Gli spaghetti alle vongole avranno l’aglio, mentre un ragù avrà un soffritto con la cipolla (e sedano e carota). I cuochi americani non distinguono le due cose e, nel 90% dei casi, nel piatto di pasta ci sarà sia uno che l’altro ingrediente;
  • L’americano medio pensa che noi mangiamo male. Ma questa è un’altra storia…

…e ne parliamo subito: gli americani hanno una visione distorta della cucina italiana.
A parte i gusti e le ricette che loro credono siano italiane, ma non lo sono, anche sul modo di cottura esagerano o sbagliano pesantemente. Insomma, gli americani sbagliano sulla cucina italiana su questi punti:

  • Pensano che la dieta italiana sia una grande consumatrice di aglio. Per carità, noi l’aglio lo utilizziamo, ma loro ci prendono in giro su questo utilizzo spasmodico di aglio, quando loro ne abusano molto più di noi. A parte che lo usano su tutto (anche sull’insalata), l’esempio più lampante è la pasta: quando prendete uno spaghetto con le vongole in Italia, l’aglio c’è, ed è intero (a volte anche rivestito), facile da togliere e nella quantità di uno spicchio ogni due piatti circa di pasta (ogni uno, se fanno il sugo sul momento). Se, invece, prendete lo stesso piatto in america, preparatevi ad avere l’aglio tagliato a fette in una quantità di tre volte maggiore rispetto alle vongole. E lo chiamano Spaghetti con le vongole, non con l’aglio;
  • Usano i calamari fritti come antipasto. Il che non è male, in alcuni casi, ma noi usiamo farci una bella frittura di calamari e gamberi come secondo. Inoltre, su varie fritture di calamari prese in America, la pastella e la frittura (nel senso di cottura) non sono mai state all’altezza. Ed uno era un ristorante cinque stelle;
  • Usano la salsa di pomodoro come intingolo. Il che non sarebbe male, se fosse cotta e fatta col pane: in fondo, alzi la mano chi non ha mai fatto una scarpetta in vita sua. Loro, invece, la servono cruda e con diversi tipi di pietanze, come i calamari fritti od altri tipi di cibi da intingolo fritti. Ah, ovviamente spesso mettono anche un paio di spicchi d’aglio a fette nel sugo stesso;
  • Credono che la salsa Alfredo sia italiana. Il che non è esattamente sbagliato: la salsa Alfredo fu inventata veramente in Italia, ma da noi è chiamata semplicemente “Pasta burro e parmigiano” o anche “Pasta al burro”. E, sicuramente, non ha la panna (che in America spesso aggiungono);
  • Credono che la Marinara Sauce sia italiana. In realtà, sarebbe un semplice sugo al pomodoro con tanto aglio, origano e basilico secco, niente di più. Cosa avrebbe di “marinara” non si sa e cosa avrebbe di diverso dalla Tomato Sauce ancora è da chiarire;
  • Mettono il sugo sopra la pasta. Fortunatamente non succede nei ristoranti seri, ma in alcuni ho visto il piatto di pasta semi scotto posto senza nulla sul piatto e con un mestolo di sugo (qualsiasi esso sia) posato sopra. Senza mescolare e con il rischio che la pasta si incolli, diventando un’unica cosa;
  • Usano il pesto ovunque. Perché il pesto ha già l’aglio che loro amano ed ha anche quel fascino italiano che gli da il via per metterlo su tutto e con tutto. Ed ogni volta che lo fanno, un genovese da qualche parte nel mondo si sente male.

Evito di tirare fuori ricette modificate (come la carbonara con panna e/o yogurt) o surrogati di alcuni ingredienti più facilmente reperibili in America rispetto i corrispettivi originali italiani (tipo il bacon nella carbonara, anche se, con il prezzo che ho trovato per due fette di guanciale, un po’ li capisco). Ma evito anche di dirvi di non mangiare italiano negli USA, perché si trovano buoni ristoranti. Solo vi consiglio di ordinare la pasta senz’aglio (“without garlic”), perché, anche da uno che ama il sapore dell’aglio sulla pasta, il loro quantitativo diventa insopportabile anche per chi non è un vampiro.

– Giorgio Correnti –

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