Una buona forchetta in America – Il Gelato

Torniamo a parlare della cucina americana e soprattutto del dolce estivo per eccellenza: il gelato. Per parlare di ciò, dobbiamo inquadrare tre categorie differenti: il classico ice-cream (con menzione ai camioncini del gelato con tanto di musichetta che esistono anche al di fuori del cartone de I Simpson), il gelato (nella loro concezione del termine, pronunciata gelladoh) e le vaschette da supermercato. Ma prima, spendo due parole per la loro cream che sarebbe l’equivalente della nostra panna. La cream è veramente buona. Non so se perché più dolce, se perché più densa e meno spumosa o se perché sarà sicuramente piena di grassi saturi e conservanti, ma la loro panna è veramente buona.

Detto ciò, parliamo del gelato classico, quello che chiamano ice-cream. Partiamo con una comparazione: avete presente il gelato che potete comprare ad Ikea o al MacDonald? Quella vaniglia semplice, condita con topping o con altro (tipo granella di nocciole o Smarties) è il loro classico gelato. Alcune volte, invece della vaniglia, potete trovare altri gusti, ma il vero ice-cream è composto soprattutto da un cono riempito di questo gelato base e condito con topping e altro. Anche i camioncini di gelato danno, spesso, questo tipo di gelato. Esistono poi versioni alternative come il gelato nero, quello colorato come arcobaleno, ma parliamo sempre di gelato alla vaniglia con coloranti alimentari… e topping.

Parlando invece di gelato (detto sempre all’americana), troviamo un tipo di composizione molto più italiano. Vaschette di gusto particolari da poter mettere sul proprio cono o coppetta. La differenza è nei gusti: molto spesso non troverete i classici cioccolato e stracciatella, ma roba particolare (è molto artificiale) come “arancia gugu” o “Red velvet oreo”. A volte sono anche gusti buoni e particolari, adatti a chi ama provare nuove sensazioni, ma molto più spesso sono veramente artificiali, capaci di stomacare per il quantitativo di zuccheri o per l’eccessiva mescolanza di gusti diversi. Non mancano, però, i gelatai in vero stile nostrano, con gelato buono e gusti non troppo fantasiosi. Tra questi, se cercate un buon gelato, potete tranquillamente approdare alle gelaterie Grom. Questa catena italiana è molto diffusa all’estero e ci potrete spesso trovare anche ragazzi italiani a lavorare. Il gelato di Grom è rinomato già in Italia, dove propone un gelato fatto con ingredienti buoni e mantiene questo stile anche all’estero, dove troverete pochi gusti strani e tanti gusti semplici, ma buoni. Ma, soprattutto, troverete tanta fila, perché l’americano medio non sa fare, ma sa mangiare bene.

Ultimo punto è il gelato confezionato. Anche in America possiamo trovare molti gelati preconfezionati trovabili anche sul suolo italiano, ma molto spesso, per esperienza, anche se il gusto sarà simile, avrà sempre quel qualcosa di diverso: forse più zuccheri, forse più conservanti, forse più grassi saturi o forse, più semplicemente, una mera impressione. Ma, amanti dei gusti particolari alla ricerca di americanate non disperate: anche nel gelato confezionato gli americani si sanno sbizzarrire. Per questo, cercando nel reparto surgelati, possiamo trovare, senza troppi affanni, gusti come il “chocolate brownie” o il “black cookie” (che poi sarebbe gusto Oreo) o il gelato “cheescake”. E, soprattutto, tra le varie confezioni, difficilmente troveremo “stracciatella” o la “spagnola”, troppo easy per il palato americano.

Detto questo, non voglio condannare il gelato americano. I loro gusti richiedono sapori più particolari e forti e la loro nutrizione non obbliga ad usare pochi zuccheri (anche per questo troverete tanti problemi di obesità tra la loro popolazione). Questo non vuol dire che un buon cestello di gelato al cookie sia da rifiutare, basterà non eccedere. Quindi, se volete ordinare una Banana Split ad un pub o panineria, fatelo senza problemi. E non dimenticate la panna, che la loro è proprio buona… e grassa.

– Giorgio Correnti –

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