Un tè con Hitchcock – Uccelli

Uccelli assassini che improvvisamente si ribellano a tutte le leggi naturali del mondo e attaccano in massa l’uomo. Se dovessimo sintetizzare in 136 caratteri Uccelli (The Birds) lo potremmo fare soltanto così. E’ il 1962 quando un Hitch ancora “fresco” della sua meraviglia cinematografica Psyco (uscito nelle sale 2 anni prima registrando un enorme successo di pubblico) decide di trasferire su pellicola l’adattamento di un racconto pubblicato quasi dieci anni prima, intitolato appunto The Birds, della scrittrice Daphne Du Maurier.

La trama

Una uccelleria di San Francisco fa da sfondo all’incontro tra i due protagonisti, Melania Daniels (Tippi Hedren) e Mitch Brenner (Rod Taylor). Lei, bionda ereditiera, figlia di un noto editore locale e lui, fascinoso e giovane principe del foro, sono senz’altro destinati ad avere un’intesa amorosa. Lo si capisce sin dai loro primissimi sguardi e, ancor meglio, dall’interesse che Melania palesa immediatamente nei confronti dell’altro, tale da spingerla ad indagare su di lui e sul luogo in cui avrebbe trascorso il weekend soltanto per recapitargli personalmente una coppia di uccellini detti “inseparabili”, per via della loro caratteristica di non riuscire a sopravvivere senza il compagno.

Una volta giunta a Bodega Bay, piccola località lungo la costa, a bordo della sua moderna decappottabile Melania cerca e trova Mitch per sorprenderlo con quel regalo inaspettato. La cornice perfetta per l’inizio di un gradevole incontro d’amore se non fosse per il gabbiano che attacca la protagonista ferendola, seppur lievemente, sul capo… Un evento isolato? Non sembrerebbe affatto…soltanto il giorno dopo, infatti, dopo un’amabile cena trascorsa con la famiglia Brenner, l’intero nucleo familiare più l’ospite viene preso d’assalto da uno stormo di passeri che penetra in soggiorno attraverso la canna fumaria. Quello stesso giorno le galline della fattoria Brenner hanno iniziato a rifiutare il cibo e un gruppetto di bambini, durante la festa di compleanno di Cathy, la sorellina di Mitch, è stato improvvisamente assalito dai gabbiani. Un insieme di eventi inspiegabili: qualcosa nell’aria li ha disorientati?  Le luci dell’illuminazione pubblica li disturbano e rendono rabbiosi? Si cercano le spiegazioni più casuali che, naturalmente, non basteranno a chiarire il fenomeno e, di conseguenza, ad arrestarlo. Anzi, il peggio deve ancora venire. I corvi sono proprio lì, appollaiati lungo i fili dell’alta tensione, ed attendono nell’ombra di attaccare ancora e ancora, lasciando dietro sé una lunga scia di vittime.

Il Cast

Tippi Hedren (che abbiamo già virtualmente conosciuto parlando di Marnie) era stata notata da Hitchcock in una pubblicità per la Tv: così bionda e seducente, come la gran parte delle dive hitchcockiane, che il Maestro fece di lei immediatamente la sua nuova stella. Rod Taylor è, invece, il protagonista maschile, già attivo nella macchina del cinema ma con un volto ancora poco noto. Sarà grazie ad Uccelli che conquisterà notorietà dinnanzi al grande pubblico. Per le altre due protagoniste femminili (punti saldi su cui è ricamata la trama) Hitch scelse Suzanne Pleshette e Jessica Tandy, rispettivamente per i ruoli della maestra delle elementari e della capofamiglia dei Brenner, Lydia.

Curiosità
Lavorare con veri uccelli

Sono numerosissimi nella storia del cinema i film in cui sono stati “assunti” degli attori – animali. Solitamente, si tratta di storie a lieto fine e con protagonista un fido compagno a quattro zampe di cui ci si innamora a prima vista e non di cornacchie sataniche con la voglia irrefrenabile di uccidere. Quando in scena ci sono protagonisti provenienti dal mondo animale ci si rivolge ad esperti del settore per ammaestrarli e, al contempo, quando la produzione lo consente, si ricorre ai cosiddetti animatronics, ossia animali finti ma ricostruiti ad immagine e somiglianza dei veri e capaci di compiere alcuni movimenti grazie al progresso della robotica. Oggi sappiamo che, si tratti di dragoni o di roditori parlanti, sono le meraviglie della tecnologia a farla da padrone e grazie al computer non è quasi più necessario assoldare gli animali. Al tempo del Maestro del Brivido, oltre agli attori pennuti, si ricorreva a controfigure robotiche e, talvolta, anche all’animazione. In Uccelli il cast di attori piumati “comunicava” e “recitava” tramite gli addestratori, costantemente presenti per garantire la buona riuscita delle riprese: molti degli animali erano perfettamente in grado di volare a comando e tornare al proprio posto. Insieme agli addestratori, sul set erano presenti anche alcuni rappresentanti della protezione animali, per sincerarsi delle condizioni in cui le creature erano tenute e per assicurarsi che non venissero abusate o maltrattate in alcun modo.

Incidenti sul set

Il terrore causato dagli animali ribelli è molto più che palpabile ed oltrepassa il confine della macchina da presa: dietro le quinte si registrarono diversi casi di attacchi ai membri del cast e della crew durante la lavorazione. La Hedren venne attaccata e ferita da uno degli “uccelli-attori” mentre veniva girata una delle ultimissime scene del film (forse una delle più scioccanti) e questo costrinse la troupe ad ultimare il girato con la controfigura, perché l’attrice ne uscì fortemente traumatizzata. Anche Rod Taylor si diceva molto spaventato da una delle cornacchie impiegate sul set, che aveva preso la fastidiosa abitudine di beccarlo tra un ciak e l’altro: l’attore ne era talmente ossessionato che ogni giorno chiedeva se sarebbe stato presente, assieme a lui, anche quell’uccello in particolare.

Un finale alternativo

Il finale del film (che anche stavolta da bravi cinefili NON SPOILERIAMO!) è un finale “aperto”, che può dunque essere interpretato in vari modi e che si adatta a diversi punti di vista. Prima del montaggio finale, il regista aveva studiato una conclusione forse più hollywoodiana: far tornare i protagonisti a San Francisco dove avrebbero trovato le bestie, silenti e minacciose, ad attenderli sul Golden Gate Bridge.

Qualunque sia il vostro livello di amore per gli animali, questo film finirà comunque per farvi guardare con circospezione il cielo ed i suoi abitanti. E chissà, forse, dopo aver visto da vicino l’animo horror di gabbiani, corvi e cornacchie, rivaluterete i piccioni! Un film per tutti ma non per chi soffre di ornitofobia.

Voto: 10/10
– Myriam Guglielmetti –

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