Un tè con Hitchcock – Il Delitto Perfetto

È il 1954 e Alfred Hitchcock sta per girare un suo capolavoro indiscusso: Il Delitto Perfetto (Dial M for Murder, titolo originale), il primo film in cui reciterà la sua pupilla Grace Kelly, affiancata da un pazzesco Ray Milland e da un impareggiabile John Williams. La pellicola, ambientata a Londra, ha necessitato di un solo set, allestito a Burbank negli studi Warner Bros e di circa un mese di riprese. Il Delitto Perfetto è, senza ombra di dubbio, uno dei maggiori successi a colori del Maestro del Brivido. La storia inizia e finisce nella medesima cornice: un’elegante abitazione di uno dei quartieri più ricchi della capitale britannica ed è in questa ristretta quanto lussuosa area che si svolge la torbida vicenda da cui avrà origine il thriller.

La trama 

Il sipario si apre sul telefono di casa Wendice, sul quale spicca il tasto 6 e la corrispondente lettera “M” rossa (al posto del consueto gruppo M-N-O): si tratta di un piccolo spoiler voluto dal regista, che evidenzia sull’apparecchio telefonico la lettera iniziale di “murder” (“assassinio”). Lo stesso titolo in originale, Dial M for Murder altro non è che “Digita M come Morte” e rimanda appunto al telefono, ossia lo strumento che servirà a dare il via al sinistro intento del protagonista. Tony Wendice, vecchia gloria del tennis inglese, scopre che la moglie, la bella e ricca Margot, lo tradisce da tempo con lo scrittore di romanzi gialli, Mark Halliday. Tony, elegante e distinto, col suo modo di fare tipicamente “british”, finge di non sapere nulla e, anzi, si dimostra un consorte attento e amorevole persino quando Halliday si reca presso la loro abitazione per andare a trovarli nelle vesti di vecchio e caro amico.
L’aplomb di Tony cela, tuttavia, una sua terribile volontà: assassinare la moglie infedele ed ereditare la sua fortuna. Wendice escogita un piano quasi perfetto per sbarazzarsi di Margot: dopo aver studiato attentamente anche il più piccolo dettaglio, si rivolge ad una vecchia conoscenza liceale, tale Charles Swann, già noto alle autorità per piccoli reati. Questi, dietro compenso, avrà l’arduo compito di entrare nel loro appartamento nel giorno e nell’ora concordata e di uccidere Mrs Wendice. Tuttavia, quanto pianificato si rivela essere un delitto, appunto, quasi-perfetto: le cose non vanno come previsto e Margot, dopo un’estenuante lotta con il suo sicario, lo uccide accidentalmente colpendolo alla schiena con un paio di forbici.
Il piano di Tony è fallito, la moglie al telefono, sconvolta, invoca il suo aiuto. Eppure, per il campione di tennis, non tutto è perduto: egli infatti può ancora sbarazzarsi di Margot, facendo in modo che la polizia creda che lei abbia volutamente ucciso Swann perché in possesso di alcune missive amorose destinate al suo amante, Halliday. Tony Wendice può dunque ancora inscenare il delitto perfetto e condannare al patibolo l’ignara Margot, disseminando sulla scena del crimine prove false che la incastrino. Riuscirà il crudele protagonista a portare a compimento il suo piano? Oppure la giustizia, capitanata in questo caso dall’astuto ispettore capo di Scotland Yard, Mr. Hubbard, trionferà?

Il Cast perfetto

Grace Kelly, nella sua prima performance con Hitch, rende benissimo nelle vesti della moglie bionda e ricca, abitante di un quartiere della “Londra bene”, ma senz’altro infelice accanto ad un marito che vive all’ombra della sua stessa gloria passata di campione sportivo. È così che l’innamoramento per l’affascinante scrittore, la scintilla che innescherà i diabolici voleri del marito colpito nell’orgoglio, ha la meglio su di lei. Margot scena dopo scena, muta insieme alle sue stesse vesti: gli abiti da lei indossati, infatti, altro non sono che la metafora della sua lenta ma inesorabile discesa verso il torbido futuro che quel suo peccato le ha destinato. Dal primo abito, lungo, scollato e di un rosso acceso, si passa lentamente prima ad una sottoveste chiara, indossata durante la colluttazione e poi ad un tailleur grigio scuro, nel momento delle indagini della polizia. L’atmosfera di crescente tensione emotiva che coinvolge la protagonista allo stesso modo investe il pubblico, che non può che empatizzare con lei. Al contrario, la quasi totale assenza di emotività ed il cinismo di Tony Wendice lo rendono odioso, eppure è proprio in questa sua caratterizzazione da ricercare la bravura dell’interprete Ray Milland. Il piedipiatti che si occupa della vicenda, Mr Hubbard, ha il volto di John Williams, già noto agli spettatori hitchcockiani per Io Ti Salverò: il capo ispettore è un poliziotto simpatico e scaltro ed è grazie al suo fiuto per il crimine che la vicenda cambierà piega.

Promosso a pieni voti

Il delitto perfetto è un film di un altro livello. Hitch non ha semplicemente creato l’ennesima pellicola dal clima ansiogeno, egli l’ha reso palpabile. Ciò è particolarmente evidente nel momento in cui Margot viene accusata, processata ed infine condannata a morte: qui non assistiamo ad un susseguirsi di scene che descrivono l’iter giudiziario bensì ad una camera fissa sul mezzo busto della protagonista, sgomenta per quanto accaduto ed incredula per il verdetto che la giuria le ha riservato. Il volto della Kelly, sul quale si alternano a ritmo incessante tutte le emozioni negative che il personaggio attraversa, come le fasi di un gioco al massacro del quale già è stato deciso il risultato, è colpito con intermittenza da colori forti che ne accentuano di volta in volta i tratti e, di conseguenza, i turbamenti. Il film che chiunque dovrebbe vedere prima di addentrarsi nei loschi meandri dell’innamoramento per Alfred Hitchcock. Consigliato anche a chi non abbia mai sentito parlare di lui ma si definisca comunque un “appassionato del genere”: Il Delitto perfetto è il primo film di Hitch che dovete vedere.

Promosso a pieni voti.

Voto: 10/10
– Myriam Guglielmetti –

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