Un omaggio a Tobe Hooper

Lo scorso 26 agosto ci ha lasciato un altro mostro sacro del cinema di genere: Wes Craven e George A. Romero sono stati raggiunti, ahimè, da Tobe Hooper. Grazie alla sua biografia potremo ripercorrere insieme un pezzo di storia del cinema e del costume.

William Tobe Hooper nasce a Austin, in Texas, il 25 gennaio del 1943 e già alla tenera età di 9 anni lo si può vedere girare con la sua prima macchina da presa. I favolosi anni ’60 lo vedono impegnato in qualità di professore universitario, lavoro che gli fornirà incredibili possibilità, come vedremo tra poco. Nel 1964 realizza il suo primo corto, The Heister, mentre il suo primo lungometraggio risale al 1974; Eggshells è un film drammatico che ottiene un drammatico riscontro di critica e di pubblico. Ma il prof Hooper non si scoraggia e, insieme ad un gruppo di colleghi e di suoi studenti gira un piccolo film horror destinato a segnare la storia del cinema. Il 1974 è l’anno di The Texas Chain Saw Massacre (nelle intenzioni di Tobe si sarebbe dovuto scrivere Chainsaw) noto in Italia con il titolo Non aprite quella porta. La pellicola viene finanziata grazie agli strepitosi introiti del precedente film della stessa casa di produzione: Gola profonda. TTCSM costa 140.000 dollari e ne incassa 30.859.000, ma soprattutto da vita ad uno dei serial killer cinematografici più amati, iconici e longevi di sempre: Leatherface. La storia, nella sua semplicità, è una dei capostipiti del genere teen horror slasher: 5 ragazzi in viaggio, un imprevisto in una zona sperduta, indigeni inospitali, incontro ravvicinato con il Male (la famiglia di cannibali incestuosi di Leatherface), la mattanza, la final girl (Sally la mora, of course). Il film si conclude con la celeberrima danse macabre di Leatherface, che balla con la sua motosega sullo sfondo di un tramonto rosso sangue. Ma… nella prima versione italiana venne aggiunta una frase di chiusura della voce narrante, la quale ci diceva che Sally era finita in un istituto di cura e Leatherface e la sua famiglia sulla sedia elettrica. Questa aggiunta venne poi rimossa dal momento che i numerosi sequel smentiscono allegramente questa rassicurante conclusione. TTCSM viene presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival del Cinema di Cannes 1975, ma nonostante il successo ed i riconoscimenti viene bandito dal regno Unito per ben 25 anni mentre in altri paesi (Italia, Francia, Germania, ecc) viene vietato ai minori di 18 anni. Effettivamente è un film per stomaci forti, poiché alla crudezza di alcune scene si aggiunge il senso di ansia generato dal fatto che è girato come un mockumentary, presentandoci i fatti come realmente accaduti. E ancora oggi, le biblioteche delle cittadine di Wichita Falls e Burkburnett (vicine ai luoghi delle riprese) ricevono richieste relative ai giornali dell’epoca per leggere le “notizie reali”. C’è da dire che la figura di Leatherface è in parte ispirata a quella del tristemente noto serial killer Ed Gein, che ha fornito idee e materiale anche per Norman Bates e Hannibal Lecter (vedi articolo di Giusy Marzocca). Ma è bene ricordare che dietro la maschera di Leatherface c’e l’attore Gunnar Hansen (anche lui recentemente scomparso) il quale ha contribuito in modo decisivo al successo del film; è infatti l’imponente Gunnar a suggerire che Leatherface deve essere muto e leggermente ritardato. Hooper, seguendo il suo suggerimento, cancella tutte le sue battute, mentre Gunnar frequenta per un periodo una scuola per disabili, studiandone le movenze; insieme danno realmente vita all’incubo. Senza dimenticare il dentista di Gunnar, che realizza l’orribile dentiera del macellaio cannibale.

TTCSM è divenuta una delle saghe più longeve e prolifiche della storia del cinema horror, insieme a Nightmare (Wes Craven), Halloween (John Carpenter) e Venerdì 13 (Sean Cunningham) grazie all’iconicità del serial killer protagonista. Leatherface, Freddy Krueger, Michael Myers e Jason Voorhees attraversano indenni i decenni e le mode, perché le paure che rappresentano sono ataviche e non moriranno mai, come loro.

Quindi, nel 1974 Tobe viene proiettato nell’olimpo dei grandi registi e da allora produce decine di titoli, più o meno validi, ma che meritano di essere visti. Ricordiamo Quel motel vicino alla palude, Il tunnel dell’orrore, Space vampires, Invaders, I figli del fuoco, Le notti proibite del marchese De Sade, The Mangler – La macchina infernale (tratto da un racconto ironicamente semi autobiografico di Stephen the King), Crocodile, La casa dei massacri, Il custode, Destiny Express Redux e Djinn. Senza dimenticare che nel 1982 Steven Spielberg, nelle vesti di produttore, affida a Tobe la regia di quel cult di Poltergeist, capolavoro di orrore e ironia che ha fatto scuola e leggenda. Questo per quanto riguarda il cinema. Ma Hooper è molto attivo anche in ambito televisivo. Nel 1979 viene scelto per dirigere la miniserie ispirata a Le notti di Salem (Salem’s lot) tratta dal meraviglioso romanzo di Stephen King. Inizialmente si era pensato ad una versione cinematografica diretta da George A. Romero, ma si è poi ripiegato su una mini serie tv, dotata di un budget di 4 milioni di dollari. Hooper non stravolge la storia e mantiene in parte l’atmosfera originale, concentrandosi molto sulla caratterizzazione del vampiro Barlow, di chiara ispirazione murnaesca. Al King piace.

Per la televisione Hooper realizza inoltre alcuni episodi di diverse serie, tra cui Storie incredibili, Un giustiziere a New York, Freddy’s Nightmare (qui si incontrano, per la prima ed ultima volta, Freddy Krueger e Leatherface!), Vestito che uccide, Haunted Lives, Racconti di Mezzanotte (Tales from the Crypt), Body bags, Un filo nel passato, Dark Skies, Perversions of Science, Prey, The others, Night visions, Taken e, per Masters of Horror, la serie che ha riunito grandi registi e scrittori del genere horror, ha realizzato gli episodi La danza dei morti (tratta dal racconto di Richard Matheson, vedi rubrica Scrittori sottovalutati) e Discordia.

Tutto ciò senza mai dimenticare che Hooper ha sceneggiato e prodotto buona parte dei suoi film o dei sequel collegati.

Un’ultima curiosità: Hooper è anche apparso in piccoli ruoli in alcuni film. possiamo vederlo in TTCSM parte II, in Il principe cerca moglie di John Landis ed in un altro film kinghiano, I sonnanbuli, una pellicola tratta da un romanzo mai pubblicato del King e che vede la partecipazione, in veste di attori, di molti registi e autori dell’incubo: Clive Barker, Joe Dante, John Landis e lo stesso zio Stephen. Divertitevi ad individuare Tobe!

Noi intanto lo ricorderemo andando in sala per vedere il suo testamento, Leatherface.

Buona visione!

– Monia Guredda – 

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