Tyrion non scommetterebbe mai contro la sua famiglia

Il Trono di Spade sta lentamente “chiudendo il cerchio”, rievocando numerosi elementi della prima stagione, da dialoghi e situazioni a semplici oggetti; uno dei più noti è la daga utilizzata nel tentato omicidio di Brandon Stark e appartenuta a Ditocorto. L’arma è ormai giunta nelle mani di Arya, che l’ha presto impiegata per uccidere Baelish e vendicare suo padre, e la sua lama in acciaio di Valyria suggerisce che possa avere un ruolo centrale nella lotta contro gli Estranei. Tuttavia la presenza della daga ricorda anche le false accuse mosse contro il Folletto, il quale si discolpa con una frase che, a poche puntate dal finale della serie, acquista un significato ambiguo: è impossibile che Ditocorto abbia perso la daga dando per vincitore Jaime Lannister e non il Cavaliere di Fiori, perché Tyrion non scommetterebbe mai contro la sua famiglia.

Nel corso della settima stagione più di un indizio è stato portato in scena per instillare il dubbio che tra i più fidati consiglieri di Daenerys Targaryen possa celarsi un traditore: la perdita di Tyrell, Greyjoy e Serpi delle Sabbie è apparentemente dovuta a grossi errori di calcolo da parte di Tyrion, il quale sarebbe stato battuto nella strategia perfino da suo fratello, da sempre più abile con la spada che con la mente; si tratta, però, di sconfitte grossolane delle quali si potrebbe incolpare soltanto il Primo Cavaliere di Daenerys. Parrebbe invece più realistico che qualcuno stia tramando per screditarlo; esclusi Missandei e Verme Grigio, che non hanno la stoffa dei traditori (non nei confronti di chi li ha liberati dalla schiavitù), l’unico sospetto risulta Varys, ma quali motivi avrebbe per gettare onta sullo stesso uomo che lui stesso ha condotto da Daenerys?

Molto probabilmente si è trattato invece di un errore di giudizio nei confronti dei Lannister, partiti in posizione in apparenza svantaggiata: non c’è stato un traditore, ma soltanto un errore di calcolo. Lo stesso potrebbe essere accaduto in occasione dell’ultimo episodio, quando le parti in battaglia si incontrano nella Fossa dei Draghi. È, infatti, logico che Cersei noti l’assenza di un drago, dal momento che Daenerys si è portata dietro l’intero esercito, e anche che Euron Greyjoy si fosse preparato la finta fuga prima ancora di vedere il non morto; d’altronde, l’inverno sta giungendo anche nell’Altopiano e le voci sul ritorno degli Estranei sono sempre più diffuse, dunque Euron era preparato a vedere il peggio, non importa se prima di quel momento ci credesse o meno.

Il tradimento avviene ad Approdo del Re e da parte dell’uomo di cui, negli episodi precedenti, diversi spettatori avevano iniziato a dubitare. Mancava soltanto la motivazione, che di fronte a un’analisi più attenta è già stata messa di fronte agli occhi di tutti.

 

Mentre si trovano a Roccia del Drago, Daenerys e Tyrion ricordano la sterilità della futura regina. È una scena commovente che aggrava la prossima perdita di Viserion, che la regina ama come se fosse nato dal proprio grembo, e che suggerisce, per antitesi, la futura gravidanza di Daenerys dopo il rapporto con Jon sulla nave. Agli occhi di uno stratega, però, significa altro: Tyrion è sempre stato definito come un personaggio saggio, e la saggezza deve basarsi anche sulla lungimiranza. Molte guerre sono state combattute per la compresenza di più di un erede al trono (basti ricordare la Danza dei Draghi tra Rhaenyra, primogenita nominate erede dal padre Viserys I, e il secondogenito Aegon), ma anche l’assenza di un principe ha portato a scontri sanguinosi. E Tyrion non parla a Daenerys di un figlio, ma di un erede, perché in qualità di Primo Cavaliere la sicurezza del regno è ciò che più gli preme.

 

Nel caso in cui Daenerys dovesse conquistare il Trono di Spade, dunque, chi governerebbe dopo di lei? Riprenderebbero gli scontri? Forse la Madre dei Draghi avrebbe nominato un successore, magari appartenente alla lontana alla stirpe dei Targaryen, ma ad Approdo del Re Tyrion si trova di fronte alla soluzione. Dopo la rivelazione della gravidanza di Cersei, infatti, la contrattazione tra i due fratelli continua off-screen e il fatto stesso che si interrompa in quel punto è un grosso indizio: Tyrion e Cersei hanno parlato ancora, ma di cosa?

“Sei sempre stato il fratello più stupido” dice Cersei a Jaime quando lui scopre che la sorella non ha intenzione di mandare le proprie truppe al nord. Forse è stato lo stesso Tyrion a consigliarla di non farlo, o ad avallare la sua decisione nel caso fosse già stata presa, perché il regno ha bisogno di un sovrano. E quel sovrano – può garantirlo Tyrion stesso alla sorella – sarà il nipote. Non importa se lei al termine della guerra dovesse morire, perché qualcuno si prenderà cura del ragazzo e gli darà il trono che, secondo Cersei, gli appartiene di diritto. Cersei è malvagia, ma ama profondamente i suoi figli; ha inoltre tutto il diritto di credere che, se il suo esercito non scenderà in guerra contro gli Estranei, Daenerys possa morire prima di lei. Il patto è semplice: fingere di aiutare la Madre dei Draghi, attendere la sua morte, partorire al sicuro e, se anche dovesse prevalere lo schieramento nemico, garantire un roseo futuro a suo figlio.

Viene dunque spiegato l’ambiguo e ostile sguardo di Tyrion di fronte alla cabina in cui giaceranno Jon e Daenerys. Tempo prima lui stesso aveva punzecchiato la Madre dei Draghi notando la sua cotta per Jon Snow, dunque è difficile che l’astio nella sua espressione sia dovuto a una qualche gelosia. Si tratta piuttosto di preoccupazione perché Jon rischia non restare soltanto un lord alfiere di Daenerys, ma di ottenere maggiori poteri (come marito o amante) e quindi potersi opporre al piano di Tyrion. Il cui scopo è solo la salvezza del reame.

 

– Sara Carucci –

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