Top 10 – Film tratti da Libri

Il Cinema, si sa, deve moltissimo alla letteratura: senza grandi scrittori, infatti, non avremmo mai potuto vedere sul grande schermo alcuni dei più grandi capolavori che conosciamo.
Ecco, quindi la mia Top 10 – Film tratti da Libri

Top 10 - Film tratti da Libri

1.APOCALYPSE NOW

“Noi addestriamo dei giovani a scaricare Napalm sulla gente, ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere ‘cazzo’ sui loro aerei perché è… osceno.”

Film del 1979, diretto da Francis Ford Coppola, interpretato da Marlon Brando, Robert Duvall e Martin Sheen, è liberamente tratto dal romanzo di Joseph Conrad Cuore di tenebra.
Sebbene la trama si discosti da quella del libro, il risultato ottenuto è di grandissimo valore, sia nelle scelte personali del regista, sia nei parallelismi con il romanzo. In entrambe le opere, infatti, è presente la ricerca di un personaggio di nome Kurtz, che mantengono tratti comuni, come l’assoggettamento degli indigeni alla propria persona.
Ma l’elemento principale che viene mantenuto dalle pagine di Conrad nella pellicola di Coppola è la critica alla cultura occidentale che si fonda sulla ricerca continua di dominare tutto, senza interrogarsi nemmeno sul perché di questa necessità.

bladerunner

 

2. BLADE RUNNER

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione; e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.”

Film di fantascienza del 1982, diretto da Ridley Scott, interpretato da Harrison Ford e Rutger Hauer, è liberamente ispirato al romanzo del 1968 Ma gli androdi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick. Dal libro, Scott si discosta quasi totalmente, ma lo stesso Dick, vedendone una proiezione privata composta da alcuni spezzoni di lavorazione, si rivelò un grande sostenitore della pellicola, in particolare della scenografia, che era stata costruita proprio come se l’era immaginata egli stesso.  Certo, la grande differenza consiste soprattutto nel fatto che nel film si è quasi portati, grazie al monologo indimenticabile di Rutger Hauer, a solidarizzare nei confronti degli androidi, mentre nel libro sono freddi, calcolatori e privi di sentimenti. Nonostante le differenze, però, è impossibile non riconoscere ad entrambe le opere la natura di puri capolavori.

shining

3. SHINING

“Wendy? Sono a casa, amore! Su, vieni fuori. Dove ti nascondi?”

Film del 1980, diretto da Stanley Kubrick, interpretato da Jack Nicholson e Shelley Duval, basato sul romanzo omonimo di Stephen King. Il libro stesso, come il film, tratta di un argomento già più volte affrontato – quello dei luoghi infestati dai fantasmi -, ma con una chiave nuova, ovvero la focalizzazione sulle problematiche che gli eventi soprannaturali avranno su una coppia e loro figlio, dotato egli stesso di poteri paranormali. Il film è diventato un cult movie ed è stato classificato più volte come il miglior film horror di tutti i tempi. Nonostante questo enorme successo, King non è risultato tra i fan della pellicola, definendola come “fredda” e criticando entrambi gli attori protagonisti perché troppo distanti dai personaggi da lui creati.

ilPadrino

4. IL PADRINO

Un giorno, e non arrivi mai quel giorno, ti chiederò di ricambiarmi il servizio, fino ad allora consideralo un regalo per le nozze di mia figlia.

Film del 1972, prima pellicola della trilogia del regista Francis Ford Coppola e interpretato da Marlon Brando, ispirata al romanzo omonimo di Mario Puzo. La pellicola fu premiata con tre premi Oscar, con il suo seguito, è considerata una pietra miliare della storia del cinema. I contenuti del libro formano l’intera base delle pellicole e alcune “aggiunte” furono scritte dall’autore stesso, per aiutare Coppola a proseguire nella seconda e nella terza parte. Era prevista la realizzazione del film Il padrino – Parte IV, ma Puzo morì, bloccando il progetto. Il film per la rivista Empire è la migliore pellicola di tutti i tempi, in un elenco di 500.

ilsilenzio

5. IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Uno che faceva un censimento una volta tentò di interrogarmi: mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave e un buon Chianti.

Film del 1991 diretto da Jonathan Demme, interpretato da Jodie Foster e Anthony Hopkins, basato sul romanzo omonimo di Thomas Harris. Terzo film in assoluto, dopo Accadde una notte e Qualcuno volò sul nido del cuculo, ad aver vinto i cinque premi Oscar più importanti: miglior film, miglior regia (J.Demme), miglior attore (Anthony Hopkins), miglior attrice (Jodie Foster) e sceneggiatura non originale (di Ted Tally). La trama e l’affascinante, quanto terrificante, dottor Lecter rimangono invariate, se non per qualche dettaglio, che comunque passerà alla storia: la famosa “ricetta” del fegato umano, resa tanto nota da Hopkins, non prevedeva fave e Chianti, ma fave e Amarone. Beh, comunque grazie al capolavoro di Harris, abbiamo avuto la fortuna di vedere portare alla luce ad un grande attore come Hopkins un personaggio che sarà sempre nell’immaginario collettivo di tutti.

viacol

6. VIA COL VENTO

È un’autentica proposta di matrimonio, fatta nel momento che mi sembra più opportuno: devo cogliere l’occasione fra un marito e l’altro!

Film del 1939, diretto da Victor Fleming, tratto dal romanzo omonimo di Margaret Mitchell, vincitore del premio Pulitzer nel 1937. Forse a causa della lunghezza del colossal, Via col Vento risulta, nella mia esperienza, una delle pellicole più fedeli alla storia originale che io abbia mai letto. I personaggi sono ritratti alla perfezione, grazie ad un accurato e perfetto casting, e i dialoghi e le scenografie non possono deludere i fan del romanzo. È il film che ha avuto più spettatori nella storia del cinema, con tre milioni e mezzo di dollari di investimento. Vincitore di ben 10 premi Oscar, tra i quali la prima statuetta ad una attrice di colore (Hattie McDaniel). Nella classifica delle frasi più celebri del mondo, al primo posto non poteva che esserci: “francamente, me ne infischio.”

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7. FIGHT CLUB

Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club.

Film diretto da David Fincher, interpretato da Brad Pitt e Edward Norton, basato sull’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk. Dopo l’uscita della pellicola, il romanzo ha acquisito molta popolarità e critiche, in particolare per l’esplicita raffigurazione della violenza. La trama, in entrambi, ruota intorno ad un protagonista che lotta con il suo crescente disagio nei confronti del consumismo e con l’ambizione della cultura statunitense verso la virilità più totale. Per combattere tale situazione, decide di creare di nascosto un club di pugilato, appunto un Fight Club, come forma radicale di psicoterapia. Nonostante le critiche sulla violenza presente nel film, la pellicola ha riscosso un crescente successo in home video, fino a diventare un cult movie tra gli appassionati.

qualcuno

8. QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO

E adesso io sarei pazzo per loro solo perchè non sto lì tranquillo, come un fottutissimo e immobile vegetale! Non ha il minimo senso secondo me. Se questo vuol dire essere pazzo, beh, allora io sono un rimbambito, toccato: sì, tutto quello che volete!

Film del 1975, diretto da Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson, tratto dal romanzo omonimo di Ken Kesey. Nonostante le trame risultino parallele, la differenza sostanziale tra il film e il libro consiste nel ruolo del narratore: nel romanzo, la storia viene raccontata dal Grande Capo, “Chief Bromden”, che spiega egli stesso di non “avere le idee chiare” sull’accaduto, mentre nella pellicola Bromden è  un personaggio marginale per larga parte della pellicola, incentrata sul rapporto conflittuale tra McMurphy e l’istituzione dell’ospedale psichiatrico. Ad ogni modo, entrambe le opere sono dei veri e propri capolavori. Premiato con tutti gli Oscar più importanti, tra i quali il migliore attore protagonista, dove Jack Nicholson, con la sua recitazione sopra le righe divenne uno dei più importante divi del cinema moderno.

kramer

9. KRAMER CONTRO KRAMER

Il bambino ha una casa con me. L’ho fatta meglio che potevo, non è perfetta, io non sono un genitore perfetto, e qualche volta non ho pazienza e… e mi dimentico che lui è un ragazzino… ma sono lì. Io mi alzo la mattina, facciamo colazione, lo accompagno a scuola, torno a casa la sera, mangiamo, parliamo, gli leggo… abbiamo costruito una vita insieme. E ci vogliamo bene. Se tutto ciò verrà distrutto, potrebbe essere irreparabile. Johanna, non glielo fare… non farglielo per la seconda volta.

Film del 1979, diretto da Robert Benton, tratto dal romanzo omonimo del 1977 di Avery Corman. La pellicola vinse 5 premi Oscar, coronando entrambi i protagonisti: i grandi Dustin Hoffman e Meryl Streep. Una tematica ancora molto attuale quella affrontata da entrambe le opere, che vedono una coppia scontrarsi per l’affidamento del loro unico figlio: nel libro la protagonista appare più frivola e forse più crudele rispetto al film, dove la presenza della Streep sembra assai difficile da odiare, ma la serietà e la lotta estrema dei due ex coniugi raggiunge comunque dei toni pesanti e molto intensi. Il finale da molti venne definito troppo “da favola”, ma forse era quello che necessitava, per evadere da una realtà sin troppo distante dai lieto fine che i film ogni tanto ci concedono.

paziente

10. IL PAZIENTE INGLESE

Siamo noi i veri paesi, non le frontiere tracciate sulle mappe con i nomi di uomini potenti. Lo so che tornerai e mi porterai fuori di qui nel palazzo dei venti. Non ho mai voluto altro che camminare in un luogo simile con te, con gli amici. Una terra senza mappe. La lampada si è spenta e sto scrivendo nell’oscurità.

Film del 1996, diretto da Anthony Minghella, interpretato da Ralph Fiennes e Juliette Binoche, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore canadese Michael Ondaatje. La pellicola è tra le più premiate della storia, per aver vinto ben 9 Oscar nel 1997. Nonostante vari tagli alla sceneggatura, rispetto al romanzo, la poesia e la tematica importante descritta nel film rimane invariata, apportando scelte che molti critici trovarono più apprezzabili, come la scelta di ambientare una buona parte delle riprese in Italia, e il non aver assegnato il ruolo di protagonisti ad attori molto famosi di Hollywood, puntando invece sui talenti europei.

Che ne dite, siete d’accordo con la mia lista? Avete letto i libri dai quali sono tratti questi film? Ne avreste aggiunti altri? Fatemelo sapere!

– Lidia Marino –

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