The Umbrella Academy, i nuovi supereroi Netflix

Circa un mese fa, Netflix ha lanciato in rete una nuova serie tv sconosciuta ai più: The Umbrella Academy. Invece di un nome conosciuto, è stato un trailer accattivante che ha attirato persone alla visione di questa serie che parla di supereroi, ma in modo diverso. In che modo? Nel modo più realistico, ovvero nel personale, nell’intimo e nella vera domanda che bisognerebbe farsi: è bello essere un supereroe?

Che cos’è The Umbrella Academy

The Umbrella Academy nasce come fumetto scritto da Gerard Way, il cantante e front man dei My Chemical Romance e disegnato da Gabriel Bá e James Jean. Non è un fumetto vecchio come siamo abituati, ma è stato edito la prima volta nel 2007 come serie limitata dalla Dark Horse Comics, forse la casa di fumetti più grande oltre ai due colossi della Marvel e della DC Comics e produttrice di grandi capolavori conosciuti come 300, Hellboy o Sin City, serie che tutti conoscono. La serie viene annoverata tra i maggiori capolavori della Dark Horse Comics e questo ha convinto Netflix a produrne una serie tv, anche con nomi abbastanza come Ellen Page (Juno, X Men o Inception), Tom Hopper (Black Sails o Il Trono di Spade) e Mary J. Blige (la famosa cantante Hip Hop).

Pro della serie: bella storia e ottimi personaggi

La serie si presenta con una storia molto accattivante e intima. I protagonisti sono tutti ragazzi nati lo stesso giorno ed alla stessa ora da ragazze che, al mattino, non erano nemmeno incinta e che hanno sviluppato poteri straordinari, radunati, poi, da un ricco visionario. Questo gruppo di ragazzi straordinari ha, però, vissuto una vita privata separata dagli altri, lasciando il ricco padre adottivo e tornando insieme in occasione della sua morte. Il bello sta proprio nei sentimenti discordanti di ragazzi che hanno vissuto la stessa “sfortunata” infanzia, affrontandola in modi diversi, ma comunque coerenti e tutti condivisibili. Ogni personaggio è profondo e ben caratterizzato e si torna spesso a provare empatia per uno o per l’altro, nonostante le visioni completamente diverse. Inoltre, una nota di merito va anche agli attori. Tutti sono risultati molto nella parte, da Ellen Page (che io non amo molto, ma che è perfettamente nella parte), alla Blige (che mostra una ottima dote recitativa), da Robert Sheehan (attore già visto in Misfits e che in questa serie tv è impeccabilmente bravo) a Cameron Britton (attore semi sconosciuto, ma molto bravo e profondo).

I contro della serie: una certa scontatezza

Parlo più personalmente, ma ho trovato alcuni colpi di scena abbastanza già visti. Questi colpi di scena risultano molto chiamati sin dall’inizio, forse perché le serie tv o i fumetti sui supereroi sono ormai nella nostra cultura da non essere più così originali, oppure per la regia che, per creare curiosità, ha dato troppi indizi su quello che sarebbe successo. Questo non è un vero contro alla serie, anzi. Alcune persone col quale ho discusso della serie non hanno notato la stessa cosa.

Nonostante quest’ultimo punto, è una serie che vi consiglio se siete appassionati di serie di supereroi o fantascientifici, soprattutto quelle che guardano più alla psiche dei personaggi, piuttosto che alle scene di combattimento, perché di queste ce ne sono pochissime.

– Giorgio Correnti –

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