The Punisher: 5 motivi per vederlo e 5 motivi per non farlo

Eccoci a recensire l’ultima (per ora, non per sempre) fatica dell’accordo Marvel/Netflix: The Punisher. Il personaggio compare per la prima volta nella seconda stagione di Daredevil conquistando il pubblico, tanto da spingere i produttori a ideare una serie non in programma tutta su di lui. Ma perché questo successo? The Punisher (o Il Punitore, nei primi fumetti italiani) è un vero anti-eroe, uno che non si fa problemi morali sul “È giusto uccidere un cattivo? Farlo, non ti porta al suo stesso livello?”. Lui si sente già al loro stesso livello ed il desiderio di vendetta/giustizia lo porta a fare ciò che altri eroi (tipo Daredevil) non hanno mai voluto fare. Inoltre, già nella serie del Diavolo di Hell’s Kitchen, ci viene mostrato un Punisher, anzi, un Frank Castle molto umano e profondo che non vuole altro che trovare chi ha ucciso la sua famiglia.

Detto ciò, andiamo a vedere i 5 motivi per vederlo ed i 5 per non vederlo. Premetto subito, però, che la serie è un ottimo prodotto e che trovare ben cinque motivi per non vederlo è stato difficile.

5 MOTIVI PER VEDERE THE PUNISHER

  1. Trama

Iniziamo con uno dei punti forti della serie: la trama. The Punisher si presenta come un misto ben congegnato tra Spy story, azione americana (quella con tanti proiettili sprecato, per intenderci) e serie di guerra. Il tutto è ben mescolato, dando credibilità a quello che succede. La storia segue un filo realistico, senza misticismi o grosso complotti, solo ragioni personali, ascese al potere e vendetta… o giustizia, che dir si voglia.

  1. Regia

Anche in questa serie, come in tutte quelle della Marvel con Netflix, abbiamo registi diversi per ogni puntata. Ma, a differenza dei Dedenders, dove ogni regista aveva voluto mettere troppo del proprio, ogni puntata di questa serie segue sempre uno stile uniforme, mantenendo un filo stilistico che ci fa più immergere nella storia. Tutti i registi che hanno contribuito alla serie, sono stati capaci di creare piccoli cortometraggi uniti tra loro, riuscendo in buoni cambi di scena, tagli con flashback molto immersivi e fotografia di ottima fattura.

  1. Attori e personaggi

Metto questi punti insieme, perché i personaggi sono molto ben scritti, ma anche ottimamente interpretati dagli attori. Oltre ai protagonisti (ed antagonisti), anche i personaggi secondari sono ben portati in scena dagli attori, totalmente immersi nel loro ruolo. Nota di merito al nome forte della serie, ovvero Ben Barnes, che riesce a togliersi di dosso il ruolo “giovanotto”, con un personaggio veramente rotondo, da lui molto ben recitato (nonostante, guardandolo in viso, viene spesso voglia di dargli un pizzicotto dicendogli “bello de papà”)

  1. Argomenti forti

Forse il merito maggiore della serie è quella di integrare in una serie supereroistica degli argomenti forti, quali la sindrome da stress post guerra che affligge gran parte dei militare americani di ritorno dalle missioni nelle  varie zone calde, lo scontro da i pro liberalizzazione armi ed chi, invece, è per un maggiore controllo o il terrorismo, questa volta interno e non il classico “terrorismo arabo” che tanto è andato di moda in tv dopo i fatti dell’11 settembre. Il tutto è ben amalgamato, senza dare risposte o soluzioni, ma solo mostrando i punti di vista e le problematiche e senza cadere nel populismo.

  1. Non un supereroe

Particolarità della serie è il supereroe che “super” non è. The Punisher ha un ottimo addestramento nel combattimento corpo a corpo, come nell’uso delle svariate armi da fuoco. Sa muoversi in tutti i territori, grazie ad un addestramento militare di prim’ordine ed è un esperto tattico, capace di organizzare difese ed attacchi armati, oltre che a imboscate, trappole e via discorrendo. Il tutto lo fa con capacità umane, ben addestrate e senza l’ausilio di superpoteri.

5 MOTIVI PER NON VEDERE THE PUNISHER

  1. Non un supereroe

Questo punto lo metto anche tra le parti negative, perché, in fondo, quando vediamo una serie di supereroi, ci aspettiamo sempre qualcosa di super. Sia The Punisher che tutto il resto dei personaggi, sono umani, con le loro possibilità economiche, il loro potere decisionale e i loro addestramento differenti. Non è un problema per voi? Neanche per me, ma potrebbe esserlo per qualcun altro.

  1. Violenza (Anche se…)

Un fattore portante di questa serie è la violenza. Alcune scene sono veramente cruente ed i produttori di sangue finto si sono fortemente arricchiti con questa serie. Ci sono scene che portano lo spettatore a voltare lo sguardo dicendo “Che schifo”. Eppure anche questa nota di demerito perde importanza quando osserviamo The Punisher per quello che è: un militare senza scrupoli, che non si fa problemi a spaccare un cranio. Quindi anche questo “problema” lo diventa solo per alcuni.

  1. Tempi morti

Questo è, invece, un problema della serie stessa. Nonostante l’ottima trama e l’ottima regia, il voler fare ben tredici puntate ha portato ad avere delle scene ripetitive che hanno creato dei tempi morti durante la serie. Questo problema lo abbiamo spesso ritrovato in molte serie che, volendo fare un numero specifico di puntate, hanno spesso prodotto momenti morti o noiosi che potevano essere tranquillamente tagliati, riducendo il numero delle puntate o la loro durata. Una cosa che posso consigliare è quella di resistere, soprattutto nelle prime puntate, perché in questo caso ne vale la pena.

  1. Troppo invincibile per essere umano

Un altro punto negativo della serie è l’effetto “Rambo”. In molte occasioni, nonostante Frank Castle esca dalla situazione mal messo, ne esce sempre più sano di quanto ci si aspetti. Parliamo sempre di una serie Marvel, ma The Punisher è un umano e, a volte, i danni sono minori di quanto dovrebbero o, se non lo sono, lui recupera in tempi brevissimi, soprattutto contando che non andrà mai in una struttura ospedaliera ben attrezzata.

  1. Sensi di colpa

La serie gioca molto sui sensi di colpa, sia dei “buoni” che dei “cattivi”. Raschiando sul fondo del barile per cercare un ultimo punto negativo, ho deciso di metterci questi sensi di colpa, spesso troppo esagerati per i buoni (che, essendo militari o agenti di vario genere, dovrebbero essere più preparati a determinate situazioni) e meno esagerati per i personaggi grigi… ma non aggiungo altro, perché potrei fare degli spoiler.

In pratica, The Punisher è un ottimo prodotto che consiglio a tutti gli amanti del genere, ma anche a chi non ama le serie Marvel, essendo una serie meno supereroistica e più umana. Un prodotto che ci fa ben sperare nel futuro, soprattutto dopo le serie meno riuscite del filone Marvel (come Luke Cage).

– Giorgio Correnti – 

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